
Perché a Venezia non si fa vedere un bel film sul 7 ottobre, non i telefonini con la bandiera in posa, ma le immagini vere, quelle che nessuno vuole guardare. Perché non far scorrere sul grande schermo le riprese del Nova Festival, dove centinaia di ragazzi israeliani che ballavano sono stati sterminati da commando armati, ragazze trascinate nei pick-up, stuprate e massacrate davanti alle telecamere, corpi lasciati nudi a marcire al sole. Perché non mostrare Shani Louk, la ragazza tedesca portata via mezza nuda sul retro di un camion, i suoi rapitori che esultano come fosse un trofeo di caccia. Perché non proiettare le scene dei bambini di Kfar Aza, ritrovati sgozzati nei loro letti, con i giocattoli ancora stretti in mano. Perché non raccontare dei cani di Nir Oz, uccisi e lasciati sventrati solo per divertimento, o delle famiglie intere carbonizzate nelle loro case. Perché non mostrare come Hamas filma orgogliosa queste atrocità per farne propaganda, esattamente come i nazisti facevano con i loro cinegiornali. E già che ci siamo, perché non si proiettano i film dei palestinesi collaborazionisti torturati da Hamas, di quelli presi e appesi ai lampioni di Gaza City con cartelli al collo che li accusano di spionaggio, dei giovani incarcerati e massacrati solo perché hanno osato criticare i signori della guerra? Israele ha responsabilità enormi, e i suoi governi hanno macchiato il Paese di errori, ma perché si tace che a Gaza la prima vittima è il popolo palestinese stesso, oppresso, torturato e usato come scudo umano da Hamas? Perché non si fa vedere che i cosiddetti “partigiani” trattano la vita dei loro stessi fratelli come carne da macello? Perché al Lido non si proiettano le verità sporche, le immagini crude, le urla vere? Forse allora, già che siamo a Venezia, varrebbe la pena istituire un nuovo premio speciale: Leone d’Oro per il miglior film dell’orrore a Hamas, per la loro regia fatta di sangue, stupri e bambini morti.
Nico Kir

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