• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

GAZA IL SORRISO AMARO DI ISRAELE

Israele esulta e si commuove. Tornano a casa alcuni ostaggi, vivi, segnati, ma vivi. E ogni volto che rivede la luce è una vittoria autentica, una di quelle che fanno tremare le mani anche ai più cinici. Ma sotto quella gioia sacrosanta si muove un’ombra che sa di déjà vu, e che lascia in bocca un gusto amarissimo. Perché mentre gli israeliani stringono i loro cari, dall’altra parte della Striscia i miliziani di Hamas sfilano in carovane di pick up, kalashnikov al cielo, volti coperti come in un film già visto. Le stesse scene di sempre, da cinquant’anni. Gli stessi slogan gridati in nome di una resistenza che di politico non ha più nulla, solo l’estetica del martirio e del potere.

di Piero Terracina | 14 Ottobre 2025

Israele esulta e si commuove. Tornano a casa alcuni ostaggi, vivi, segnati, ma vivi. E ogni volto che rivede la luce è una vittoria autentica, una di quelle che fanno tremare le mani anche ai più cinici. Ma sotto quella gioia sacrosanta si muove un’ombra che sa di déjà vu, e che lascia in bocca un gusto amarissimo.
Perché mentre gli israeliani stringono i loro cari, dall’altra parte della Striscia i miliziani di Hamas sfilano in carovane di pick up, kalashnikov al cielo, volti coperti come in un film già visto. Le stesse scene di sempre, da cinquant’anni. Gli stessi slogan gridati in nome di una resistenza che di politico non ha più nulla, solo l’estetica del martirio e del potere.
E intanto le telecamere, come ipnotizzate, trasformano quella barbarie in spettacolo. Non raccontano la sconfitta di un gruppo jihadista, ma la presunta vittoria di chi, in realtà, ha barattato venti vite innocenti con duemila detenuti, molti dei quali condannati per terrorismo e sangue.
È la follia del nostro tempo. Un Occidente che si commuove a comando, che non distingue più la liberazione dal ricatto, che confonde la pietà con la complicità. I media, pavidi e affamati di pathos, stanno vendendo questa storia come una pagina di speranza. Ma di speranza non c’è traccia. C’è solo la resa morale di chi accetta che un gruppo armato continui a dettare i tempi della pace e della guerra, della gioia e del lutto.
A complicare il quadro arriva pure l’omaggio a Trump. Entra in scena in pompa magna come liberatore della patria, luci puntate e fanfara d’ordinanza. Ma la sostanza è un’altra. È uno spettatore di un film già visto, che si sistema in prima fila e si prende l’applauso finale. Aspettiamo gli altri punti del trattato, che per ora sembra firmato da chiunque tranne che dagli attori veri del conflitto. Un testo opaco, poco chiaro, assolutamente incerto, che più che costruire realtà alimenta solo la fame di visibilità di chi ci si accalca attorno a gomitate per guadagnare un fotogramma in più.
Hamas non ha vinto nulla, se non il premio dell’ipocrisia globale. Israele, ancora una volta, ha pagato un prezzo altissimo per riaffermare un principio elementare. La vita dei suoi cittadini vale più della propaganda di chi li rapisce.
Eppure il mondo osserva, confuso, incapace di nominare le cose col loro nome. Dire che Hamas è una milizia jihadista, che usa i civili come proiettili e come scudi umani, sembra diventato un tabù linguistico. Meglio la favola, meglio il racconto morbido, meglio fingere che il male sia solo una parte del conflitto.
Chi conosce Israele sa che dietro la compostezza e i canti c’è una rabbia lucida e una consapevolezza amara. Ogni ostaggio liberato è una festa, ed è insieme la prova che il mondo ha smesso di capire da che parte stia la ragione.
Si può piangere di gioia per chi torna, ma non si può applaudire il carnefice travestito da liberatore.
Questa non è una vittoria di Hamas. È l’ennesima sconfitta di chi, in nome del dialogo a ogni costo, ha smarrito perfino il senso della giustizia. E fino a quando i trattati saranno sceneggiature opache e gli attori veri resteranno fuori campo, le immagini continueranno a sostituire la realtà invece di raccontarla.

Piero Terracina

Pubblicato in : Editoriale, EsteriTag: accordi di pace, conflitto palestinese, gaza, hamas, Netanyahu, Onu, Palestina, Trump

Info Piero Terracina

Mi chiamo Piero Terracina, ho 70 anni, lavoro nel campo delle chitarre dal 1979 e sono un punto di riferimento per molti musicisti.

Ma questa è solo una parte di ciò che sono.

Sono ebreo, panteista, visionario. Non appartengo a nessuna corrente politica, assolutamente apartitico.

Da cinquant’anni studio storia, politica ed economia. Non per mestiere, ma per necessità. Perché capire il mondo non è un passatempo: è un dovere. Scrivo per onestà intellettuale, per rimettere ordine dove il pensiero si è fatto confuso, omologato, pigro.

Non ho mai accettato verità impacchettate né morali a comando.
Credo nella responsabilità personale, nel dubbio, nella tradizione, nella libertà del pensiero critico.
Non appartengo a nessuno. E non scrivo per piacere: scrivo perché tacere, a volte, è peggio che sbagliare.

Da me troverai solo lavori fatti con le mani e idee scolpite con la testa.

Senza slogan. Senza bandiere. Solo ciò che penso. Solo ciò che faccio.

A settembre 2026 ho fondato il sito Volo Radente (www.voloradente.eu) dove pubblico i miei articoli riprodotti anche su Pensalibero.it

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti