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Gaza: i corpi degli ostaggi non restituiti e gli armamenti nascosti

Il cessate il fuoco a Gaza – pur con alcune criticità – ha sostanzialmente retto per sette giorni i primi 7 giorni, tuttavia la fase uno del piano di pace non si é ancora conclusa. Mancano, infatti, ancora 18 corpi di ostaggi israeliani deceduti che Hamas aveva promesso di restituire. Secondo l’intelligence israeliana il gruppo terroristico sarebbe in grado di consegnare alla Croce Rossa Internazionale alcune altre salme. E’ molto probabile é che le Brigate Al Qassam abbiano intenzionalmente prodotto il ritardo per guadagnare tempo e raggiungere due obiettivi.

di Marco Mayer | 18 Ottobre 2025

Il cessate il fuoco a Gaza – pur con alcune criticità –  ha sostanzialmente retto per sette giorni i primi 7 giorni,  tuttavia la fase uno del piano di pace non si é ancora conclusa. Mancano,  infatti,  ancora 18 corpi  di ostaggi israeliani deceduti che Hamas aveva promesso di restituire. Secondo l’intelligence israeliana  il gruppo terroristico sarebbe in grado di consegnare alla Croce Rossa Internazionale  alcune altre  salme. E’ molto  probabile é che le Brigate Al Qassam abbiano intenzionalmente  prodotto il ritardo per guadagnare tempo  e raggiungere due obiettivi. Il primo é  ottenere (se necessario usando la forza come si é visto dalle esecuzioni sommarie di palestinesi)  il pieno supporto dei clan che abitano le zone di Gaza controllate dalle brigate Al Qassam. Ad Hamas sono, infatti,  stati affidati compiti di polizia e il gruppo terroristico ha tutto l’interesse a prevenire rivolte da parte delle fazioni avversarie.  https://english.almayadeen.net/news/politics/gaza-clans-renew-their-allegiance-to-the-resistance-followin

Il secondo é nascondere gli ingenti armamenti di cui é ancora in possesso in sezioni di tunnel  non identificati dalle forze israeliane e di cui non é ovviamente  pianificata la demolizione nella fase due del piano. 

In attesa che la situazione si chiarisca Israele  non ha ancora autorizzato l’ingresso a Gaza dall’Egitto   di 81 operatori della Protezione Civile turca nel timore che Hamas possa sequestrare le loro attrezzature ed utilizzarle per  creare nuovi accessi ai  tunnel bombardati dalle IDF. Forse il valico di Rafah riaprirà  domenica, ma non é sicuro, dipende da cosa accadra’ nelle prossime  ore. Minuto per minuto   tutti gli sviluppi dela  situazione nella Striscia sono  seguiti dai due centri internazionali  di monitoraggio (uno in Israele e l’altro in Egitto) a cui partecipano numerosi militari statunitensi.  L’ inviato speciale degli Stati Uniti Steve Witkoff

la prossima settimana sara’ in medioriente per fare il punto  accellerare l’attuazione del piano di pace. https://www.axios.com/2025/10/17/witkoff-middle-east-gaza-deal

Marco Mayer 

Pubblicato in : Editoriale, EsteriTag: accordi di pace, gaza, hamas, ostaggi deceduti, Palestina, tregua

Info Marco Mayer

Nell’arco degli ultimi trenta anni Marco Mayer ha svolto un’ intensa attività in campo internazionale, ricoprendo una molteplicità di ruoli : dalle relazioni commerciali alla promozione del Made in Italy, dalle operazioni civili e militari di pace alle attività di ricostruzione e riconciliazione post/conflitto; dall’emergenza umanitaria alla cooperazione allo sviluppo . Nell’ultimo decennio Marco Mayer, a lungo negli anni Ottanta Assessore alla Cultura della Regione Toscana, ha messo a frutto la sua esperienza sul campo, dedicandosi prevalentemente alla ricerca ed all’insegnamento universitario presso l’Università di Firenze dove insegna “Politica Internazionale” Dal 2003 insegna, inoltre, “Responsibility to Protect” and Post Conflict Management al Master “Human Rights and Genocide Studies” , promosso dall’Università di Siena, Kingston University – Londra , Collegium Civitas – Varsavia, Universität Viadrina – Francoforte. . Dal 2011 partecipa, infine, al programma di ricerca “Global Governance Programme” promosso dal Robert Schuman Centre for Advanced Studies dell’Istituto Universitario Europeo di Fiesole.

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