
Jared Kushner, consigliere e genero del presidente statunitense Donald Trump, si recherà in missione diplomatica in Israele ed Egitto per tentare di salvare il piano di pace per il dopoguerra a Gaza. Ad accompagnarlo ci saranno Tony Blair, ex primo ministro britannico, e Nickolay Mladenov, alto rappresentante dell’organo internazionale.
La delegazione del Board of Peace arriverà in Israele domenica. Il viaggio giunge in un momento di forte tensione geopolitica, dopo che il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha respinto pubblicamente la proposta sostenuta dagli Stati Uniti per il disarmo di Hamas e il ritiro dei militari.
Il “Board of Peace”, l’organismo istituito dall’amministrazione Trump per supervisionare il cessate il fuoco e la ricostruzione a Gaza, punta a ricucire lo strappo con il governo israeliano e a consolidare la transizione politica nella Striscia.
L’agenda degli incontri prevede due tappe cruciali:
In Israele: Kushner, Blair e Mladenov incontreranno i vertici istituzionali per ascoltare le obiezioni israeliane. I delegati cercheranno di accelerare i progressi, facendo leva sul fatto che Washington e Tel Aviv condividono lo stesso obiettivo finale: la completa smobilitazione militare di Hamas.
In Egitto: La delegazione si sposterà successivamente al Cairo per incontrare i mediatori egiziani e regionali. L’obiettivo è definire i passi dettagliati della “roadmap”, che prevede il trasferimento del controllo di Gaza a un governo tecnocratico palestinese. Al Cairo si tengono già da mesi le riunioni dei comitati tecnici per pianificare il futuro amministrativo della Striscia.
La visita della prossima settimana rappresenta il primo viaggio nella regione per Jared Kushner dallo scorso gennaio. Il piano di pace globale in 20 punti elaborato dagli Stati Uniti punta a una totale smilitarizzazione dell’enclave palestinese. Netanyahu ha tuttavia definito il comitato di gestione transitorio come un organo puramente “dichiarativo”, rifiutando le condizioni legate al disarmo concordate dai mediatori. Una posizione che rischia di mettere il primo ministro israeliano in rotta di collisione diretta con la Casa Bianca.
I funzionari del Board of Peace hanno minimizzato le distanze, dichiarando a The Times of Israel e ad altre agenzie internazionali che i colloqui serviranno proprio a “trovare i modi per accelerare i progressi partendo dai punti d’accordo strategici”.
I funzionari del Board of Peace minimizzano le distanze, firmando carte nei loro salotti di lusso. Nel frattempo, l’Occidente continua a illudersi di poter spegnere un incendio millenario con la burocrazia. Questa missione è l’ennesimo teatrino di diplomatici convinti che l’odio e il fanatismo si cancellino con un accordo economico. La realtà sul campo dimostra che la pace non si compra al mercato del compromesso.
Giuseppe Basilico

Lascia un commento