Nell’Idv toscano c’è aspra battaglia in vista del congresso regionale del 24 ottobre. L’attuale coordinatore, l’on. Fabio Evangelisti vecchio arnese della politica (alle spalle una lunga militanza PCI e DS che lo aveva portato anche in Parlamento) deve guardarsi dalla sfida e dal crescente consenso di Alessandro Cresci, il coordinatore della provincia di Firenze. E per non soccombere non guarda certo al galateo. Tanto per cominciare, ha spostato la sede del congresso da Firenze a Pisa. Secondo quanto riferisce il sito Iltribuno.it “La “ratio” della decisione è chiarissima: Pisa, nonostante non sia certo un sito centrale ed equamente raggiungibile da tutta la regione, non essendo naturalmente il capoluogo, dove normalmente si fanno i congressi regionali, offre a Evangelisti essenzialmente due vantaggi: il primo è quello di giocare in casa, visto che Pisa è una delle province a lui più fedeli, il secondo è quello di rendere la vita difficile ai seguaci di Cresci che essendo concentrati a Firenze magari non andranno a votare in massa come sarebbero sicuramente andati se si fosse fatto il congresso a Firenze”. Come se non bastasse –scrive ancora Iltribuno- c’è un secondo “colpo basso inferto alla minoranza di Cresci (a Pisa c’è chi dice di lui, “non votatelo, è persino buddista!”) è quello più praticato nel sedicente partito delle regole e della trasparenza: alla fazione sfidante viene negato l’accesso all’elenco degli iscritti in nome di una fantomatica “privacy”, che naturalmente non vale per chi detiene il potere, visto che Evangelisti si serve dell’elenco tranquillamente per fare proselitismo”.
Bene: tutto questo è niente rispetto alle ultimissime battute della campagna congressuale tra i dipietristi toscani. Lo sfidante di Evangelisti, in un crescendo di attacchi, ha dovuto anche subire quello di chi è andato a frugare nella sua vita privata. “Non può fare il segretario perché ha taciuto di essere gay” hanno cominciato a scrivere alcuni iscritti all’IDV tramite post inviati allo stesso sito che parlava del congresso, Iltribuno.it: con tanto di nomi e cognomi, compreso quello del compagno di Cresci. Il quale, in una intervista al Corriere Fiorentino ha rivendicato il suo diritto a scegliere liberamente le sue tendenze, soprattutto dopo che lettere analoghe e non amichevoli erano giunte anche al suo indirizzo mail compresa una in cui si affermava che il «partito di Firenze è gestito da checche».
A questo punto sarebbe utile conoscere il parere di Franco Grillini, leader storico delle battaglie per i diritti degli omosessuali, approdato di recente al partito di Di Pietro.
GAY E PARTITI/2: NELL’ IDV DI DI PIETRO SI USA L’OMOFOBIA PER IL POTERE
In Toscana, lo sfidante dell’attuale coordinatore regionale accusato per “non avere dichiarato di essere gay”.

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