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Gas russo e Italia: i preamboli e i fatti del disastro. Morte piuttosto che diritti…

Un viaggio politico su come il nostro Paese era arrivato ad avere anche il 40% delle forniture di gas dall’Unione Sovietica prima e dalla Russia poi. Sostanzialmente un “avevo obbedito agli ordini”, frase che abbiamo sentito riecheggiare in modo macabro anche durante il processo di Norimberga ai gerarchi nazisti e pronunciata da tutti i dipendenti – militari o meno – che hanno sempre obbedito agli ordini, anche più umanamente truci, dei loro superiori, dittatori o meno che siano.

di Vincenzo Donvito | 23 Maggio 2023
Sophia Loren e Marcello Mastroianni in una scena del film “Ieri, oggi, domani” con sullo sfondo il centro direzionale Eni di Metanopoli, 1963 (fonte Wikimedia Commons)

E’ interessante, quanto sintomatica, l’intervista che un quotidiano ha fatto all’attuale presidente dell’Enel e del Milan, Paolo Scaroni, relativamente al periodo 2005-2014 quando era amministratore delegato dell’Eni e curava lo storico rapporto tra questo ente di Stato e la Russia che così viene sintetizzata dallo stesso quotidiano: “I russi erano partner commerciali. Pensavo che fossero fornitori affidabili, come lo pensavano Angela Merkel e il cancelliere austriaco. Io ho approvato il contratto con Gazprom perché era nell’interesse di Eni e perché condiviso dai vertici politici di allora”.

Un viaggio politico su come il nostro Paese era arrivato ad avere anche il 40% delle forniture di gas dall’Unione Sovietica prima e dalla Russia poi. Sostanzialmente un “avevo obbedito agli ordini”, frase che abbiamo sentito riecheggiare in modo macabro anche durante il processo di Norimberga ai gerarchi nazisti e pronunciata da tutti i dipendenti – militari o meno – che hanno sempre obbedito agli ordini, anche più umanamente truci, dei loro superiori, dittatori o meno che siano.

Ovviamente la storia ci dice che ci sono varie eccezioni, ma fanno parte di una sorta di storia parallela (Aventino durante il fascismo, obiettori di coscienza durante la prima guerra mondiale, resistenze anche clandestine ai vari dittatori degli ultimi secoli, etc). Eccezioni a cui Scaroni non appartiene e, con lui, i governanti che gli davano il lasciapassare per il commercio del gas.

In quegli anni, nonostante Putin manifestasse già da tempo le sue intenzioni e pratiche politiche, il tutto veniva ignorato in nome del “dio gas”. Tappandosi occhi e orecchie rispetto a quella che, Unione Sovietica ante-perestroika prima, e Russia putiniana poi, facevano e disfacevano ammazzando persone e diritto.

Oltre ad invitare a leggere e riflettere su questa disincantata intervista, ci permettiamo una riflessione. I consumi non sono mai apolitici: ogni volta che accendiamo un fornello a gas o gustiamo, per esempio, un pezzo di cioccolato, dietro c’è tutto un mondo che, in virtù dei modelli dominanti di produzione e commercio, ha portato il Pianeta da un punto di vista ambientale, e le nostre società da un punto di vista umano e politico, a favorire la morte piuttosto che i diritti.

Vincenzo Donvito

Qui il video sul canale YouTube di Aduc

Pubblicato in : AperturaTag: aduc, amministratore delegato, angela merkel, anni, fascismo, guerra mondiale, intervista, italia, merkel, mondo, nazisti, persone, prima guerra, processo, punto di vista, putin

Info Vincenzo Donvito

Vincenzo Donvito, giornalista classe 1953, è fondatore ed animatore di Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori), della quale è Presidente.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Enrico Martelloni

    28 Maggio 2023 alle 11:16

    È così: i crimini moscoviti sono risaputi, ma ignorati e in particolare dalla Germania e dall’Italia che il paese più dipendente da fonti energetiche estere spesso in a stati poco affidabili. Dal 1986, quando ci fu il referendum sul nucleare, la Russia ha provocato stragi, sterminibe assassini non solo nel nome del suo gas, ma soprattutto in nome di un impero basato sulla repressione e la menzogna. Quel referendum ne avallato il diritto genocidio e strage.

    Rispondi

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