Il segretario della Cei attacca il governo sugli immigrati. Una gaffe colossale che in modo maldestro rivela i tanti interessi della Chiesa nel settore dell’assistenza.
L’uscita di monsignor Galantino, segretario generale della Cei, sui temi dell’immigrazione ha dell’incredibile. Non tanto per l’accusa rivolta a Salvini e Grillo su una presunta politica “da piazzisti” quanto per l’attacco fatto al Governo, che, secondo l’alto prelato, non si impegnerebbe abbastanza a favore degli immigrati. Non una parola invece verso l’Europa che non solo fa finta di non vedere cosa sta accadendo ma che non mette a punto una qualsivoglia politica per rispondere ad un fenomeno che, con il passare del tempo, assumerà proporzioni ben maggiori delle attuali. Ne danno certezza soprattutto due fattori: l’insicurezza di tanti Paesi che si affacciano sul Mediterraneo e la pressione demografica che, grazie alla drastica riduzione della mortalità e all’alta natalità, porterà l’Africa, che già oggi registra un’età media di 19 anni, a raddoppiare la sua popolazione entro il 2050.
A fronte di questa situazione, che sarà per l’Europa la vera emergenza degli anni a venire, non una parola. Galatino si preoccupa solo della necessità di “assistere” gli immigrati e, guarda caso, di assisterli in Italia. Salvini l’ha detto forse in modo un po’ rozzo ma la verità è proprio quella. Gli immigrati, come ha rivelato anche il caso delle cooperative romane, sono una fonte di guadagno che dà utili maggiori del commercio di droga. Lo Stato infatti, anche grazie a fondi europei, paga una quota per ogni persona che viene assistita. E la Chiesa, che dispone sul territorio di una rete di assistenza che non ha uguali, vuole essere della partita, nella misura maggiore possibile. Il che, sia chiaro, è anche del tutto legittimo. Solo che est modus in rebus. Ruini avrebbe posto il problema in termini geopolitici, avrebbe poi invitato l’Europa a prendere coscienza della cosa e da ultimo, quasi di passaggio, avrebbe sottolineato che, nell’inerzia di tutti gli altri, non sarebbe stato sbagliato se l’Italia avesse fatto uno sforzo ulteriore. Non è una differenza di poco conto.

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La chiesa ha peggiorato la sua politica con rappresentanti assai sprovveduti che vedono solo
quel profitto che si assottiglia: l’immobiliari in crisi, il bancario +/- controllato ecc. ecc.
Le parole e i fatti del passato mi ricordano giuda.
Pecci
Davvero si comincia a capire quanto sia laido il cattolicesimo politico d’ogni colore.