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Fu davvero un genocidio

Bene ha fatto l’ attuale Parlamento tedesco a riconoscere la natura etnica e religiosa dello sterminio dei cristiani Armeni. Le inevitabili ripercussioni sull’ammissione della Turchia nell’ Unione Europea.

di Roberto Riviello | 5 Giugno 2016

Il Bundestag tedesco ha finalmente riconosciuto, con voto pressoché unanime, che tra il 1915 e il 1916, durante la Prima guerra mondiale, nell’ Impero Ottomano fu praticato un orribile genocidio: un milione e mezzo di cristiani Armeni trovarono la morte durante le marce forzate e le deportazioni in veri e propri campi di sterminio, perché il governo nazionalista dei “Giovani Turchi” temeva una loro possibile alleanza con i Russi. L’ impero dello zar Nicola II era, infatti, in guerra contro l’ Impero Ottomano, che era invece alleato dell’ Austria e della Germania. E furono proprio ufficiali dell’esercito tedesco, allora presenti in Turchia, a supervisionare le operazioni di quello che negli anni a venire sarebbe diventato un “modello” da ripetere ed ampliare per Hitler e gli altri capi del nazismo.

Non c’è dubbio che il massacro degli Armeni, oltre alla volontà di eliminare preventivamente un possibile nemico, ebbe anche un risvolto religioso. L’11 novembre 1914 l’ottomano Urguplu Hayri (Shayk al-Islàm) aveva promulgato cinque fatwa rivolte ai musulmani di tutto il mondo per mobilitarli al jihad (guerra santa). Tre giorni dopo, in nome del Sultano-Califfo Mehmed V, il decreto venne letto pubblicamente dinanzi alle folle nella grande Moschea Fatih di Istanbul. Il piano era stato deciso insieme dai leader turchi e dagli ufficiali tedeschi. Il capo del gabinetto militare tedesco, Helmuth von Moltke, infatti, ordinò di “risvegliare il fanatismo islamico” contro i nemici della Germania. Sempre nel 1914 l’islamologo tedesco Carl Heinrich Becker, all’epoca professore a Bonn, pubblicò un documento intitolato “Deutschland und der Islam” (La Germania e l’Islam), in cui asseriva che l’Islam era il tallone di Achille per Russia, Gran Bretagna, Francia, mentre per la Germania rappresentava un valido aiuto per sviluppare la “guerra internazionale”.

I rapporti tra islamismo e nazionalismo tedesco andarono ben oltre la Prima guerra mondiale, perché continuarono con Hitler che trovò molti importanti sostenitori in Medio Oriente, tutti ovviamente attratti dal suo feroce antisemitismo. Tra il genocidio degli Armeni e la Shoah si può dunque ritrovare un filo diretto, sia per i metodi applicati che per gli scopi prefissati.

Ha fatto molto bene l’ attuale Parlamento tedesco a riconoscere la natura etnica (e religiosa) dello sterminio dei cristiani Armeni, anche se il leader turco Erdogan se n’è risentito al punto da richiamare in patria il suo ambasciatore a Berlino ed ha minacciato ritorsioni. E’ evidente, allora, che l’ idea di ammettere la Turchia nell’ Unione Europea non dovrebbe essere neppure presa in considerazione: nonostante i ponti ideali che si vorrebbero costruire, restano delle distanze abissali tra quel mondo e il nostro, che soltanto durante gli anni bui dell’ Europa furono effettivamente colmate.

Pubblicato in : Primo pianoTag: anni, europa, francia, germania, governo, gran bretagna, guerra mondiale, la germania, mondo, natura, parlamento, prima guerra, unione europea

Info Roberto Riviello

Insegnante, si è laureato in Filosofia nell’Università di Firenze nel 1978, risiede nel Valdarno fiorentino. Commenta la politica italiana su Pensalibero.it e scrive racconti per radio poi diventati sceneggiati e testi teatrali messi in scena come regista. Ha al suo attivo anche un film sulla vita di un grande poeta toscano poi finito in manicomio. Trascorre il suo tempo libero passeggiando in campagna. È appassionato di storia, arte e cucina.

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