
Che questo non sia più né un Paese e né tantomeno uno Stato lo dimostrano, se ce ne fosse ulteriore bisogno, gli ultimi due rilevanti storici episodi dove i nostri media al di là di qualche piccola rappresentazione di parte, non si sono per niente preoccupati di segnalarle agli intorpiditi italioti. Oltre ai media, però, sono rimasti silenziosi anche gli istituzionali rappresentanti dello stivale come palazzo Chigi, Quirinale, Farnesina, Interni, Magistrature e Polizie varie ed altri Uffici a ciò preposti pare, infatti, che non abbiano battuto per niente ciglio. Il primo fatto è legato ai delicati rapporti con l’Ucraina, la Nato, l’UE e soprattutto gli Stati Uniti dove, al contrario che da noi, i media, l’intelligence e lo Stato esistono e non si fanno per niente scrupolo di uscire allo scoperto quando occorre.
A questo proposito la stampa tedesca ha fatto emergere nuove e significative tracce che portano a Kiev come mandante dell’attentato ai gasdotti russo tedesco Nord Stream 1 e 2 avvenuto il 26 settembre 2022. A sostenerlo ci sono, nientedimeno, il settimanale Der Spiegel e la televisione pubblica Zdf, in una nuova inchiesta appena pubblicata e che, si comprende benissimo, sono memorandum dell’intelligence BND (Bundesnachrichtendienst) il servizio segreto di Berlino. Fatte le giuste e dovute proporzioni è come se in Italia la Rai ed Il Foglio riportassero questi attacchi ma, vista la totale sudditanza nostrana, è praticamente impensabile. Le analisi dei dati dei membri dell’equipaggio dello Yacht Andromeda, utilizzato dai presunti attentatori per trasportare l’esplosivo e deporlo sui fondali in prossimità dei gasdotti Nord Stream, proverebbero infatti che questi, prima e dopo il sabotaggio, si trovassero effettivamente in Ucraina. Quando uno Stato serio, come la Germania, fa la sua geopolitica non si può che convenire col fatto che siamo noi gli assenti ad avere totalmente torto.
Il secondo fatto ci catapulta, invece, in Francia e precisamente a Parigi dove l’ex Presidente Nicolas Sarkozy sta scontando una pena di tre anni per corruzione. Per Sarkozy, il tribunale ha anche pronunciato l’interdizione dai diritti civili per 3 anni, con l’impossibilità quindi di candidarsi a qualsiasi carica politica e, nel frattempo, porterà il braccialetto per un anno. Una differenza abissale sul comportamento della nostra magistratura tenuto durante la scellerata tangentopoli. Nel frattempo l’ex Presidente ha avuto tempo e modo di scrivere e pubblicare una sua autobiografia, Le Temps des Combats, nella quale ad un certo punto rivela un grave particolare sulla fine del governo italiano dell’epoca: “Angela Merkel e io decidemmo di convocare Berlusconi per convincerlo a prendere ulteriori misure per provare a calmare la tempesta in atto”, lui “cominciò a spiegare che non avevamo capito che non c’erano rischi sui mercati internazionali. Voleva creare altro debito da mettere sulle spalle solo dei suoi compatrioti. Tutto era abbastanza delirante”. Poi le parole più dure: “Ci fu tra di noi un momento di grande tensione, quando ho dovuto spiegargli che il problema dell’Italia era lui! Pensavamo sinceramente che la situazione sarebbe stata meno drammatica senza di lui e il suo atteggiamento patetico…L’ora era grave. È stato crudele, ma necessario”.
A prescindere dalla mia personale lontananza politica da Berlusconi e da tutti gli altri che si sono presentati alle elezioni negli ultimi 30 anni diventa, più che legittimo, chiedersi come mai nessun organismo istituzionale ha detto o fatto qualcosa per
protestare vibratamente e, di conseguenza, far mettere in atto da uffici preposti a ciò atti per contrastare tali ingerenze ed interferenze. Questo dovrebbe essere il comportamento minimo che, a prescindere del colore di chi guida in quel momento il paese (il minuscolo non è un errore), dovrebbe far reagire tutti all’unisono. Invece in questa desolata politica nostrana emergono i polli di Renzo di manzoniana memoria: “Lascio poi pensare al lettore, come dovessero stare in viaggio quelle povere bestie, così legate e tenute per le zampe, a capo all’in giù, nella mano d’un uomo il quale, agitato da tante passioni, accompagnava col gesto i pensieri che gli passavan a tumulto per la mente. Ora stendeva il braccio per collera, ora l’alzava per disperazione, ora lo dibatteva in aria, come per minaccia, e, in tutti i modi, dava loro di fiere scosse, e faceva balzare quelle quattro teste spenzolate; le quali intanto s’ingegnavano a beccarsi l’una con l’altra, come accade troppo sovente tra compagni di sventura” …
Raffaele Romano

Le trace della Germania, potrebbero essere attendibili? ” Tracce ” non altro. Lo scrieve la Germania che è uno dei paesi più corrotti dall’oligarchia russa e sta dismettendo il nucleare per questo.
Che sia l’Ucraina ad aver “sabotato” il pipeline non esistono PROVE. Peccato perché avrebbe fatto bene l’Ucraina. La Russia ha invaso l’Ucraina e non viceversa. I crimini li compie la Russia non l’Ucraina. E in mezzo a queste “tracce”, la certezza è che a difendere la Russia si è criminali.