
Nella settimana dei payrolls, i primi dati sul mercato del lavoro usciti ieri, ovvero i Jolts openings, che misurano le offerte di lavoro, mese per mese, nelle aree commerciali, industriali e negli uffici degli Stati uniti, sono risultati peggiori delle attese, ai minimi degli ultimi due anni e mezzo, a 8,827 milioni mila contro 9,6 milioni attesi e rispetto ad un dato precedente uscito a 9,1 milioni. A confermare i dati negativi, ieri, anche la fiducia dei consumatori, sempre americana, uscita a 106.1 contro il 117 del dato precedente e rispetto alle attese che erano per un valore a 116. Numeri che hanno avuto la conseguenza di dare una spinta al rialzo ai mercati azionari, in relazione all’ormai famoso “bad news are good news” che spiega le ragioni per le quali dati americani negativi sono considerati positivi, in quanto in questo modo la Fed potrebbe finalmente sospendere la politica monetaria restrittiva per evitare una eventuale recessione. Anche l’Asia questa notte, ha seguito l’andamento di Wall Street chiudendo ampiamente in positivo. Il calo dei rendimenti dei titoli del tesoro americano ha contribuito ad alimentare un rally dei titoli tecnologici cosicchè gli azionari di Australia, Giappone, Corea del Sud,Hong Kong e Cina stanno tutte quante chiudendo in territorio positivo. Ma nella notte sono usciti anche i dati sull’inflazione in Australia, aumentata del 4.9% su base annua rispetto a previsioni di aumento del 5.2% e di un dato precedente del 5.5%. Si tratta dell’incremento più basso dal febbraio 2022, in ragione specialmente del calo dei prezzi delle case e dei prodotti alimentari. Su base mensile l’incremento dei prezzi è stato dello 0.4%.
VALUTE.
Nel mercato dei cambi, i dati peggiori delle attese si sono tradotti in una discesa generalizzata del biglietto verde, che però per il momento rimane ampiamente nel trading range delle ultime settimane con l’EurUsd che è salito fino a 1.0890 dai minimi di ieri a 1.0775 per poi rientrare sotto quota 1.0860 dove si trova ora. Le prospettive per il tasso di cambio dipendono fortemente dai dati che escono di volta in volta negli Usa, vero ago della bilancia e market mover del periodo. Il Cable da 1.2560 è risalito un centinaio di pips prima di consolidare e correggere una trentina di punti. Correzione anche per il UsdJpy che dopo aver testato ieri i massimi a 147.38 è sceso fino a 145.70 per poi tornare nella notte sopra 146.00. Ma tutti i cambi hanno avuto movimenti in favore del risk on dopo aver testato invece livelli ieri legati al risk off precedente. La correlazione è persistentemente la medesima con appetito al rischio e avversione che si affrontano in un duello senza vincitori ne vinti considerati il trading range persistente delle ultime settimane. La strategia migliore, per il periodo, rimane quella di vendere e comprare gli eccessi al rialzo e al ribasso rispettivamente, utilizzando strategie mean reverting per entrare e uscire dal mercato, in quanto non sembrano esserci ancora le condizioni per una rottura dei livelli sensibili.
DATI MACRO.
Rappresentano la chiave per i prossimi andamenti dei diversi asset, pertanto vanno osservati con attenzione. Tra questi i Nfp venerdì, gli Adp ovvero i dati del mercato del lavoro del settore privato oggi pomeriggio, inflazione tedesca, condita dai dati sulle aspettative di inflazione e fiducia dei consumatori per Eurozona. Ma attenzione ai dati sul Pil del secondo trimestre americano, seconda rilevazione, unitamente ai dati sul mercato immobiliare.
Saverio Berlinzani

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