
L’ex candidata socialista alle Presidenziali francesi nel 2007 ha annunciato di essere disponibile a guidare una lista comune con la France Insoumise.
- Una NUPES francese in Europa?
L’idea nasce probabilmente dal rischio di una corsa in ordine sparso al prossimo appuntamento europeo, che potrebbe minare il progetto di sinistra unita che, al momento seppur con alterne vicende, sta riuscendo.
Solo qualche mese fa si registravano malumori autonomisti all’interno del PS, al grido di “alleati non succubi”.
I Verdi e i comunisti con nuove leadership pronte ad alzare la voce su una propria lista per compattare i rispettivi elettorati.
Spesso, comunque, al di là delle questioni prettamente elettorali, la NUPES ha sbandato su questioni politiche rilevanti come la visione estera e il tema ecologia.
- Perchè proprio la Royal?
Un nome che sicuramente non suona sconosciuto a chi segue la politica francese, in particolare con lo sguardo a sinistra.
Socialista fin dagli anni ’80, ha ricoperto importanti incarichi di governo, come Ministra dell’energia o Ministra dell’Istruzione.
La sconfitta elettorale e le successive sconfitte nel partito non ne hanno scalfito la verve politica e un certo peso politico. La risposta risiede in questa chiamata dal leader della gauche.
Un’occasione più unica che rara in questo momento, dove un nome che unifichi è più che mai centrale per portare la sinistra francese (e di conseguenza quella europea) ad un buon risultato.
“Innesco una dinamica con coloro che vogliono l’unione, sperando che possa soddisfare le aspirazioni profonde dell’elettorato di sinistra.”
Una frase che è già un manifesto elettorale
- Le reazioni
L’annuncio della Royal non ha lasciato indifferente il dibattito politico, scatenando reazioni contrastanti. All’interno del’LFI e non solo.
Alcuni vedono la Royal come elemento unificatore e di esperienza; altri guardano alla mossa con diffidenza o con rabbia, minacciando di stracciare la tessera.
Anche all’interno del PS qualcuno ha accolto la notizia con ironia, soprattutto nei confronti del segretario Faure, constatando come la mossa sia stata “calata dall’alto” da Melenchon.
La strada è ancora lunga da qui al 2024, ma questa mossa è sicuramente da attenzionare per il futuro della sinistra francese.
Fabio Baroni
(da “Avanti Online”)

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