I give the world water.
Because of that, people have life.
Billy Evans Horse’s Song
L’ultimo numero del 2007 della rivista Aspenia aveva un titolo emblematico: “Ecocatastrofismo”. A prima vista, il titolo incuriosisce il lettore, soprattutto emotivamente. Tuttavia, leggendo gli articoli ci si rende conto che il problema dello sviluppo sostenibile e dell’inquinamento ambientale sono problemi di enorme complessità, tanto che all’interno della stessa vengono proposti punti di vista diversi, che sembrano esser uno in contrapposizione con l’altro. Sostanzialmente, non si deve stare tranquilli?!
Ciononostante, è altrettanto vero che la sola discussione su questo tema, non supportata anche da opportune e urgenti azioni strategiche, rishia di essere inutile e perfino dannosa per la soluzione del problema, ancor più di quanto non lo sarebbe, al contrario, l’assunzione di responsabilità in una direzione piuttosto che in un’altra.
Sostanzialmente, in questa situazione, l’immobilismo è più deleterio che non decidere.
Inoltre, con c’è alcun dubbio che non esiste una soluzione unica al problema dello sviluppo ecosostenibile, così come le sole energie rinnovabili non risolvono completamente il problema del fabbisogno energetico del mondo, ma è soprattutto vero che il ricorso a fonti energetiche alternative sono, allo stato attuale, un must, seppure, come ritengono alcuni, sia limitato il loro appporto al consumo energetico globale.
Lo si percepisce chiaramente: l’impegno dei maggiori paesi industrializzati o di recente industrializzazione è ancora fortemenete influenzato dalla sindrome del consumo di petrolio, nonostante la sua vertiginosa crescita e a parte lodevoli eccezioni come quella del Brasile che è energicamente impegnato nella produzione di bioetanolo dalla canna da zucchero, anche se in misura piuttosto limitata, per lo stesso mercato brasiliano.
Tuttavia, esitono tutt’ora, in molti paesi, anche alcune possibilità per i privati e le industrie di intraprendere la strada per uno sviluppo sostenibile che sia rispettoso dell’ambiente e della vita.
Ancora pochi sono i cittadini che si sono avvicinati alla produzione di energia elettrica, per uso proprio, attraverso l’utilizzazione di impianti fotovoltaici, che possono beneficiare, altresì, delle recenti e vantaggiose innovazioni tecnologiche, come i pannelli solari flessibili, costituiti da celle amorfe, che grazie alle loro caratteristiche costruttive e alla loro sottigliezza (0,05 mm), consentono migliore adattabilità, resistenza e durata nel tempo e che si aggiungono agli altri due altri tipi, più largamente diffusi e impiegati e costituiti da moduli di celle monocristalline e policristalline, che a fronte dei maggiori costi producono migliori rendimenti.
A ciò, si deve aggiungere anche il fatto che la maggior produzione di energia che viene prodotta con i pannelli solari e che non è utilizzata per il proprio uso domestico può essere riversata nella rete locale ad uso e consumo di altri utenti, beneficiando così di sconti sulla stessa bolletta energetica del singolo utente.
Questo aspetto non deve essere assolutamente trascurato, in quanto non solo consente, al singolo utente, di avere energia elettrica a costi esigui ma, altresì, sarebbe un segnale significativo di una inversione di tendenza consentendo di liberare risorse economiche che, se moltiplicate per milioni di utenti, potrebbero contribuire significativamente allo sviluppo di settori di mercato eco compatibili
Anche nel settore industriale ci sono delle piccole opportunità, che non vanno assolutamente trascurate, se vogliamo invertire questo trend catastrofico.
Recentemente, ad esempio, il nostro Ministero dello Sviluppo Economico, ha dato attuazione al Piano Strategico Indusrtia 2015, con l’adozione di due decreti ministeriali che ne approvano i relativi bandi, il quale si incentra su cinque aree operative fondamentali: 1) Progetto di Innovazione Industriale “efficienza energetica”, 2) Progetto di Innovazione Industriale “mobilità sostenibile”, 3) Progetto di Innovazione Industriale “nuove tecnologie della vita”, 4) Progetto di Innovazione Industriale “nuove tecnologie per il made in Italy” e 5) Progetto di Innovazione Industriale “tecnologie innovative per i beni e le attività culturali e turistiche”.
Il sistema contemplato dal Piano prevede, per ognuna di queste cinque aree, che le imprese presentino, sulla base di bandi pubblici, delle proposte (programmi) di sviluppo economico, industriale e tecnologico per le quali verrà corrisposto il finanziamento da parte dello stato, nelle forme e modalità previste dagli stessi e che per il triennio 2007 – 2009, ha stanziato un totale di € 990.000.000,00.
by Picche

Il comune di Bolzano ha installato un terzo dei pannelli fotovoltaici presenti su tutto il territorio Nazionale. Cosa fanno le altre citta’, a Firenze e Prato per esempio ogni tanto promuovono qualche giornata ecologica fermando il traffico e niente fanno per sviluppare sistemi di produzione di energia pulita. C’e’ una grande opportunita’ offerta da sistemi moderni per la produzione di energia alternativa pulita, bisognerebbe approfittarne e investire anche nella ricerca e abbandonare l’idea delle centrali nucleari, visto , che anche la Germania non pensa piu’ al nucleare, ma investe moltissimo nella ricerca di fonti alternative.