Insomma qualcuno glielo deve dire al ministro Boschi che è lì per risolverli i problemi e non per recitarceli sgranando i bei dentini e gli occhioni dotati anche , leggermente, dello strabismo di venere….
E ascoltare Boschi con la sua vocina nasale e falsina e pure un po’ chioccia, che ci ripete per l’ennesima volta che lei lavora tutti i giorni a testa bassa e di buona lena e si renderà antipatica ai suoi colleghi per punzecchiarli e istigarli alla risoluzione del nodo di questi magni 753 decreti attuativi che però non si attuano, non ha prezzo.
Forse il ministro dalle belle ciglia pensava di avere intrapreso un lavoretto part time….Insomma non fa altro che il suo dovere, consapevole, si spera, che non è sufficiente lavorare come un mulo, dato che si dice di lei essere una secchiona. Il governo non è un’accademia e non basta studiare e applicarsi e poi recitare a pappagallo teorie disapplicative e disapplicate. Insomma qualcuno glielo deve dire al ministro che è lì per risolverli i problemi e non per recitarceli sgranando i bei dentini e gli occhioni dotati anche , leggermente, dello strabismo di venere….Si ha l’impressione che la ragazza si sia appiccicata addosso la sindrome della studentessa modello come, si dice, sia stata. E il premier l’avrebbe scelta proprio per la sua preparazione tecnica ineccepibile, avendola conosciuta in occasione di una consulenza amministrativa a palazzo vecchio. Alla domanda se non crede che la squadra di governo sia troppo giovane di età lei di sguincio ci rifila la pappardella che il governo Monti, fatto di esperti tecnici di ogni settore non ha compicciato nulla. Ma non risponde alla domanda. Tutti siamo convinti che il governo di rigor ha fatto acqua da tutte le parti per assoluta insipienza politica, oltre che per interessi personali che spuntavano a ogni piè sospinto. No, dico, dopo avere accusato il cavaliere per decenni….
Ma anche questa squadra politicamente è impreparata. Oddio non tutti, ma lei di sicuro. Proprio per essere talmente piena di sè che non si rende conto delle sue carenze . E questo è il busillis. Se pensa che lavorare indefessamente sia la panacea di tutti i mali che attanagliano il paese.. per il bene del quale stanno lavorando tutti, naturalmente.. no, non per se stessi.. e per il loro futuro assicurato, noooo . E non lesinano gli sforzi per affermarlo continuamente, fino alla nausea.
Se pensa che lo stakanovismo ci porti fuori dal pantano si sbaglia di grosso.
E poi, si diceva, l’Europa. Come ci propone Crozza nella sua battuta esilarante, no, di più, l’Europa è un paese molto bello. L’abbiamo visitato ma non ci vivremmo…Omettiamo di citare il senatore, che tanto tutti lo sanno.
Il percorso riformista è un percorso importante. Su questo siamo e sono tutti d’accordo e dobbiamo pure fare in fretta e pungolare coloro che ne hanno facoltà. E poi, però, dopo avere dibattuto ampiamente, essersi confrontati approfonditamente in commissione e fatto le famose sintesi, bisogna decidere. Intanto il ministro dice di non temere imboscate…sostenendo che chi crede il contrario non conosce il lavoro in commissione. Senza pensare che anche lei il lavoro in commissione l’ha conosciuto sul pezzo, insomma sta frequentando uno stage. Ma, come si diceva, si sente così bravina….
I cento giorni, usati in campagna pseudoelettorale son diventati 1000. In una botta di realismo il premier ha avuto, dopo i sogni di gloria che lo avevano reso un tantinello troppo ottimista, la buona creanza di scendere a valle. Ora, con i piedi per terra, non inizia la settimana decisiva ma inizia solo l’analisi che certo non in una settimana ma in qualche mese, porterà davvero alla famosa sintesi.
E al conquibus.
Qualcuno sostiene che il senato così concepito correrebbe il rischio di contraddire l’omogeneità delle assemblee rappresentative. Insomma tutta questa gente assemblata proveniente da varie location istituzionali non sarebbe il massimo dell’omogeneità, appunto.
Siamo in un momento straordinariamente importante, tuona il premier.
Ne siamo consapevoli, Matteo, o se ne siamo consapevoli….
A proposito di Europa
“Nonostante gli eloquenti e appassionati appelli alla crescita del primo ministro italiano Matteo Renzi, difficilmente la Commissione europea concederà al premier e al suo paese una qualunque apertura sul fronte dei regolamenti di bilancio” (dal wsj 11 luglio – articolo che arriva pochi giorno dopo una prima bocciatura sul fronte energetico)
Spes ultima dea….

realistico e condivisibile commento.