Una signora
fiorentina disabile lascia l’auto in uno stallo gratuito per disabili nel
parcheggio sotto la stazione di Santa Maria Novella per un viaggio in treno. Ma
quando torna, la sorpresa: un conto da quasi 1.400 Euro da pagare subito o
dovrà tornarsene a casa a piedi!
La signora protesta. In base alla legge, ha
infatti diritto a parcheggiare gratuitamente negli appositi stalli riservati
all’interno dei parcheggi di struttura, proprio come quello sotto la stazione
ferroviaria. Ma gli addetti di Firenze Parcheggi sono inflessibili: la signora
– dicono – ha premuto il pulsante sbagliato all’ingresso, e quindi deve pagare
il prezzo pieno. E deve pagare all’istante o l’auto sarà trattenuta dalla
società che gestisce i parcheggi per conto del Comune di Firenze.
Poco importa che la signora avesse il
contrassegno disabili, che avesse parcheggiato in uno stallo per disabili, e
che avesse anche la specifica tesserina per disabili ottenuta da Firenze
Parcheggi. Ha sbagliato pulsante all’ingresso, e quindi deve pagare!
Alla fine, visto che non aveva con sé quei 1.400
Euro, essendo appena rientrata da un viaggio in treno di diversi giorni, le
concedono – bontà loro! – di riprendersi l’auto dopo aver firmato un
riconoscimento di debito con promessa di pagamento entro sette giorni. (1)
Questo episodio è accaduto lo scorso ottobre, ma
solo oggi la signora ha deciso di renderlo pubblico. Era infatti convinta che
avrebbero prevalso la legge e il buon senso, e che sarebbe riuscita ad ottenere
il rimborso dalla società concessionaria del Comune di Firenze con un reclamo
in cui spiegava l’accaduto. Ma non c’è stato nulla da fare.
Confidiamo che, se non Firenze Parcheggi,
quantomeno il suo concedente, ovvero il Comune di Firenze, voglia attivarsi per
rimborsare e chiedere scusa alla concittadina disabile. In caso contrario,
seguiranno ovviamente le vie legali. Non è infatti la (bizantina?) procedura
d’ingresso messa a punto da Firenze Parcheggi che può impedire o ostacolare un
diritto di legge, né un riconoscimento di debito fatto firmare sotto minaccia
di non riavere indietro l’auto. Infatti, l’art. 11 comma 5 del DPR 503/96
recita: “Nell’ambito dei parcheggi o delle attrezzature per la sosta,
muniti di dispositivi di controllo della durata della sosta ovvero con custodia
dei veicoli, devono essere riservati gratuitamente ai detentori del
contrassegno almeno 1 posto ogni 50 o frazione di 50 posti disponibili”.
La voracità delle partecipate fiorentine non è
purtroppo una novità. Un’altra società partecipata dal Comune di Firenze, Publiacqua,
è arcinota per la ferocia dei suoi metodi di riscossione: palazzi interi e
centinaia di famiglie lasciate senz’acqua per la morosità di singoli
appartamenti. Una condotta brutale oggi finalmente sanzionata dall’AGCM con una
multa da 2 milioni di Euro. (2) Se a questo si aggiunge che da dieci anni il
Comune di Firenze ha continuato e continua a riscuotere multe elevate con
autovelox irregolari (come ha stabilito la Cassazione (3) per quelli in Viale
Etruria), la voracità sembra insaziabile.
Pietro
Moretti, vicepresidente Aduc

Non sono certo, ma da qualche parte, alcuni anni fa, un società di gestione dell’acqua dovette pagare i danni ad una ammala in quanto le aveva chiuso l’acqua e la stessa cosa anche per l’energia elettrica…..Forse varrebbe la pena fare una ricerca …