
Come il Sole riscalda ed illumina con i suoi raggi tutta le terra, così Dio assiste tutta l’Umanità con l’Esercito dei suoi Angeli.
Nel mondo degli uomini questa forza Angelica non è mai riconosciuta da un punto di vista esteriore eppure, come nel caso di Giovanni Battista, l“inviato” da Dio scende qui sulla terra e prende un corpo umano per svolgere un’importante missione: preparare un popolo perfetto che possa accogliere il Messia.
Origene ravvisa nel Battista l’incarnazione dell’Angelo Precursore, colui che prepara la via aprendo un’epoca nuova, l’ “alba della rinascita”. Questo spiega come mai Giovanni Battista, nelle raffigurazioni iconografiche, viene spesso riprodotto con due grandi ali. Il Battista, quale nunzio del Messia, entra in scena verso l’anno 28 della nostra era, il 15° anno del regno di Tiberio. Giovanni, figlio del sacerdote Zaccaria e di Elisabetta, discendente anch’essa da una stirpe di sacerdoti e imparentata con Maria, si dice fosse “ripieno di Spirito Santo” fin da quando era nel ventre di sua madre. Fu l’Arcangelo Gabriele ad annunziare la natività di Gesù alla Vergine Maria e fu sempre lo stesso Angelo a portare a Zaccaria il messaggio che sua moglie Elisabetta, nonostante l’avanzata età, avrebbe dato alla luce Giovanni, il precursore del Cristo; le Scritture narrano che Gesù e Giovanni si riconobbero ancor prima di nascere, quando erano ancora nel seno delle rispettive madri. Il fatto che in un preciso periodo storico, che vede le coscienze dell’umanità completamente inaridite ed addormentate, scenda un Uomo-Angelo con l’intento di portare un “risveglio” ed una “nuova vita”, reca il ricordo dell’antica Alleanza che Dio aveva stipulato con Abramo al tempo di Melchisedeck. Quindi, la venuta del Battista, inaugura un momento molto importante per tutta l’umanità: la discesa della Grazia Divina. E’ per questa ragione che Giovanni è considerato il più grande tra “i nati di donna”, un “uomo” autorevole e dalla potente personalità, capo degli Esseni, profeta e Maestro d’Israele. E’ lui che battezza, che riconosce e rende testimonianza a Gesù come Figlio di Dio. Nella Tradizione Cristiana la prima purificazione avviene attraverso il Battesimo, poi continua con la Cresima e la Comunione, le prime tre Iniziazioni che portano l’anima a tre gradi differenti di purezza: morale, intellettuale e spirituale.
Per la Dottrina Ermetica vi sono tre tipi di Battesimo che avvengono in tre momenti differenti della vita di ogni individuo: il “battesimo d’acqua”, il “battesimo di fuoco e di vento” ed il “battesimo di sangue”. 

La “pula” di cui il Precursore parlava può trovare riferimento con i cuori inariditi di un popolo sordo al Verbo Divino, ma anche con quelle difficili operazioni di purificazione che l’anima deve ancora fare.


E’ per questo stretto legame che il Battista ha con la Luce e con il Fuoco d’Amore che, fin da tempi molto antichi, nelle campagne, si accendevano in questo giorno dei grandi falò, evocazione di quel “battesimo di fuoco” da lui profetizzato. A questa usanza si affiancava anche quella di andare a raccogliere, nella notte del 23 giugno, alcune erbe (le “erbe di San Giovanni”) particolarmente influenzate dal potere vivificatore della rugiada che si depositava sulle piante nel breve ma intenso momento che precede la sua nascita.
Si dice che siano nove le erbe dalle straordinarie capacità curative raccolte durante quella vigilia. Tra queste, l’Artemisia, la Ruta e l’Iperico, chiamate anche le “cacciadiavoli”, sono ricordate per le loro proprietà di saper combattere gli influssi negativi; notevoli proprietà si ritrovano anche nella Verbena, l’Elicriso, il Mirto, lo Stramonio ed il Trifoglio. Dell’Elicriso, detta anche “l’Erba del Sole”, si racconta un piacevole aneddoto: un suo rametto viene lasciato essiccare per tutto l’anno e durante la notte di San Giovanni viene lanciato in uno dei
falò come ferma promessa d’amore. Particolare menzione va fatta anche per la Felce, la verde pianta che ama i luoghi ombrosi e umidi e che mai nessuno riesce a vedere in fiore. Si dice che fiorisca proprio nella notte di San Giovanni; la sua fioritura è improvvisa e, chi ha la fortuna di assistere a quello spettacolo, ne rimane particolarmente colpito perché ha del miracoloso: il suo fiore appare di una luminosità che non ha eguali e va a rischiarare quell’angolo di foresta che l’accoglie. Queste credenze, che si tramandano nel tempo, hanno fatto sì che questa festa non venisse dimenticata e dalle campagne si passò a celebrare la festa di San Giovanni anche nelle città. Il culto del Precursore è molto antico e sembra che sia stato introdotto in Italia dai re Longobardi; questo spiegherebbe come mai permanga un’ampia diffusione di questa solennità sia nell’Europa centrale che in quella nord-orientale. Fra tutte le città europee che ricordano questo evento, Lione e Firenze sono quelle che mantengono una più antica tradizione. San Giovanni Battista è il patrono di Firenze e il 24 giugno di tutti gli anni si rinnovano parte di quei festeggiamenti. Anticamente, su di un carro trainato da buoi, veniva trasportata la statua dell’Angelo Precursore. Nella cattedrale, durante la Messa, veniva acceso e consacrato un fuoco e poi condotto per le strade
della città. Tutti gli abitanti si avvicinavano al carro per accendere il cero o la lanterna da portare nelle loro case e conservare per tutto l’anno. Inoltre si racconta che le coppie di sposi che andavano a ricevere quel fuoco dovessero indossare una grande tunica bianca che li conteneva entrambi. Quest’antica cerimonia del fuoco, che ebbe un ruolo importante anche nei riti pre.cristiani, venne introdotta a Firenze dalla famiglia de’ Pazzi; fu infatti Pazzino de’Pazzi a riportare dalla Terrasanta le due schegge del Santo Sepolcro con le quali veniva accesa quella fiamma. Nei secoli però questa antica ritualità del fuoco, pur mantenendo il suo intrinseco significato, cambiò sensibilmente aspetto; così la scrive Gregorio Dati nella sua Istoria di Firenze, all’inizio del XV secolo. “Quando ne viene il tempo della Primavera…ogni Fiorentino comincia a pensare di fare la bella festa di San Giovanni”.



Il Battista dedicò la sua breve vita a scuotere le genti dal sonno dello Spirito e quei fuochi, anche oggi, vogliono essere la rievocazione dell’esperienza mistica-iniziatica di “salita al cielo” che l’anima “redenta” potrà sperimentare.
San Giovanni Battista !!
(Laboratorio di Iconografia di Poggibonsi)

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