Evidentemente il sindaco, in attesa del 26 maggio non sa più cosa inventarsi. Possiede , ops, amministra una città gioiello, iscritta nella Lista Unesco del Patrimonio Mondiale dal dicembre 1982. Naturalmente il centro storico.
Inoltre, si narra che “è stata in grado di esercitare un’influenza predominante sullo sviluppo architettonico e delle arti monumentali prima in Italia e poi in Europa. Questo perché conserva ancora antiche strade intatte, palazzi fortificati, logge, fontane, un meraviglioso ponte risalente al quattordicesimo secolo. Oltre ad aver raggiunto potere economico e politico in Europa tra il quattordicesimo ed il diciassettesimo secolo e di essere stata coinvolta in eventi di importanza internazionale, tra cui lo sviluppo del Rinascimento”.
Basterebbe anche solo una di queste motivazioni per amarla alla follia per quel suo fascino sottile tanto caro a Stendhal. Altro che sottile. Direi dirompente.
Basta alzare la testa, mentre passeggi, e vedi qualcosa di prezioso, che basterebbe mantenere decorosamente. Senza ulteriori invenzioni strane e spesso di dubbio gusto, a cui abbiamo assistito negli ultimi anni. Volute e scelte da chi l’amministra.
Immersi in cotanto splendore, noi fiorentini si diventa pavoni e si fa la ruota.
Oggi, in questa si aggirano personaggi che se non incutono paura vera e propria, suscitano disagio, anche se in percezione. E, troppo spesso, il turista o il cittadino che stanno a naso all’insù viene prestamente alleggerito da suppellettili varie.
Allora, qualcuno ha deciso con grande prestanza, di inventarsi il daspo e le zone rosse.
Dal decreto Minniti a quello Salvini si cerca di nascondere la polvere sotto il tappeto e effettuare la terapia con pannicelli caldi e palliativi che tolgono i sintomi ma non debellano la malattia.
Non si può pretendere che il Prefetto faccia scomparire chi delinque, in modo leggero o pesante, con la bacchetta magica. Ma a Firenze il daspo urbano sarà sperimentato per 3 mesi. Chiunque sia stato denunciato per spaccio, reati contro la persona danneggiamento e per commercio abusivo non potrà accedere alle 17 aree prescelte della città.
Si suppone che questi signori, dopo il tempo prescritto, rientreranno nelle zone rosse. Ma non è dato sapere, o, almeno, io non lo so. Perchè il daspo urbano appare proprio come un semplice palliativo per saltare a piè pari l’election day.
Siamo tutti felici, noi cittadini residenti nelle zone incriminate, diventate d’imperio privilegiate. Ma, come si diceva, dove vanno gli allontanati a svolgere le attività illegali? Per non dire della signora che aspettava il bus e che non potrà andare a lavorare.
“Allo scopo di rafforzare l’azione, è stato deciso di innalzare ulteriormente la capacità di risposta, potenziando l’attività di contrasto con l’attuazione di nuove strategie per rendere più difficile il radicamento di fenomeni di illegalità e di degrado”. L’estrapolazione dall’ordinanza di Palazzo Medici Riccardi, fa girare la testa per le circonvoluzioni lessicali.
Perchè, lo sappiamo, come diceva un mio vecchio saggio amico, l’Italia è il paese degli eccessi, e Firenze ancor di più.
Ma qui il sindaco non c’azzecca nulla, contento come una pasqua perchè qualcuno gli ha tolto le castagne dal fuoco proprio, guarda caso, a ridosso della tornata elettorale.
Peccato che la misura, già applicata in moltissime città italiane, appaia clamorosamente incostituzionale, ereditata direttamente dal fascismo. Perché limita la libertà personale senza passare dalla decisione di un giudice: è un ritorno ai confini o agli esili decisi dal potere esecutivo dato che per essere allontanati non serve una condanna, basta una denuncia.
Si dirà che noi fiorentini non siamo mai contenti. E no che non lo siamo. Addirittura c’è chi ipotizza un virtuale allontanamento del Sindaco che attua una norma incostituzionale.
E la Giustizia? E la Magistratura? Faremmo, e faremo , se ce ne sarà data l’opportunità, sempre del nostro meglio ma non ci chiedete miracoli . Alla Giustizia lumaca ci dovrà pensare qualcun altro che lavora in altri palazzi.
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Criminalità: Firenze quarta in Italia per numero di reati
“L’area metropolitana di Firenze è al quarto posto in Italia per numero di denunce di reati, secondo gli ultimi dati pubblicati ieri dal Sole 24 Ore.“
Carla Ceretelli

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