Aderire spontaneamente ad un progetto politico, significa condividerne gli aspetti formali e sostanziali del progetto e farli propri. A Firenze, il 16.6.006, fu celebrata un’assemblea, tra socialisti, repubblicani e qualche liberale, per verificare la possibilità di creare un polo laico, liberal/socialista, autonomo dai due Poli di sinistra e di destra e con un impegno preciso a difendere, con tutti i mezzi e i modi civili, le ragioni dei più deboli e dei più indifesi. Gli interventi dei partecipanti furono tutti d’alto tenore politico e culturale e di consenso pieno alla creazione di un Polo, tra omogenei, per riportare nel Paese la voce dei laici, riformisti, democratici, liberali e libertari. L’assemblea, alla fine, con voto unanime, elesse un Direttivo nazionale e un gruppo responsabile per il coordinamento dei problemi organizzativi. Inoltre, si convenne di porre una particolare attenzione ai giovani, politicamente preparati e liberi da rancori o contrarietà alcune, per affidare loro il futuro del nuovo soggetto politico.
Poi, è stato indicato Nicola Cariglia, responsabile nazionale del Polo laico liberal-socialista. Egli, in linea con le decisioni del Polo laico liberal-socialista, ha partecipato a cerimonie e commemorazioni di gran significato storico-politico.
Lo scenario politico del momento è, senza dubbio, diverso da quello in atto, mentre si svolgeva l’assemblea costituente il Polo laico, liberal-socialista a Firenze, ma ciò non può mutare i punti cardini del nuovo soggetto politico. Va detto, con un pizzico d’orgoglio, che tutte le osservazioni negative fatte a carico dei due Poli ( di destra e di sinistra) hanno trovato conferma proprio nello stato di agitazione che serpeggia sia a destra che a sinistra.
A Firenze fu anche posto, come impegno prioritario del Polo nascente, la riforma della legge elettorale, notoriamente anticostituzionale, lesiva della sovranità popolare e causa dell’oligarchia partitica.
Nella direzione della lotta per la modifica della legge elettorale, poco si è, o potuto fare. Gli interessi in gioco sono molti, occulti e, per un certo aspetto, condizionanti. .
Non si comprendono le esplosioni dialettiche e le riflessioni diverse e contrastanti, in atto nel Polo, che rischiano di annullare quanto costruito a Firenze. Chi ha bisogno di rivedere le proprie decisioni, rispetto a quelle assunte a Firenze, lo dica e lo faccia subito.
L’unità socialista presuppone la consapevolezza, da parte di ognuno, di aderire spontaneamente ad una famiglia politica socialdemocratica, laica e riformista. Meritano attenzione chi avverte il bisogno di manifestare idee e sentimenti socialisti. Ciò vale per i compagni dei DS, che non intendono annullarsi in un ipotetico partito democratico senza nome e cognome politico. Non vale lo stesso discorso, per quegli pseudo laici, notoriamente fanatici e opportunisti, che nulla ha a che spartire con la nobile tradizione socialista e democratica italiana. Il cerimoniale per lo svolgimento dell’assemblea da tenersi nella città di Bertinoro non può costituire elemento di contrasto tra i partecipanti.
Un po’ esagerato è apparso il clima di guerra fredda, prospettato dal grande osservatore politico, Franchini. Bisognerebbe sempre evitare che uno sfogo politico si trasformi in un braccio di ferro, sia pure come semplice gioco dialettico.
All’obiettiva considerazione, sui danni che i due schieramenti hanno procurato all’Italia, fino a far diventare il dottor Di Pietro espressione politica, si obietta che il NPSI non può essere considerato un piccolo improvvisato orticello politico di comodo. Esso è quanto è rimasto del vecchio PSI, che non può morire per volontà di chi è stato sconfessato dalla storia. Il NPSI ha tentato, senza riuscirvi, di ricostruire un’unica casa per i Socialisti. Il fallimento di ciò è da attribuire a coloro i quali, per paura o proprio tornaconto si sono venduti ai nemici del Socialismo e dei Socialisti. Sulla coerenza politica non si può fare nessun paragone tra Boselli e De Michelis e tra quest’ultimo e Bobo Craxi. E’ pura follia ipotizzare di trovare uno spazio per l’unità socialista nel centro-sinistra, dove la maggioranza dei DS marcia speditamente verso l’indefinibile PD, copia di un nuovo compromesso storico.
Il Polo laico, liberal-socialista finirebbe di esistere se solo tentasse di intraprendere un’intesa con il PD o con il PM. Lo sforzo da compiere, da parte del Polo, è quello di aggregare sui principi del laicismo, riformismo, liberale e libertario quanti credono di dover cambiare l’attuale sistema per ristabilire tra i cittadini e le Istituzioni, un clima di fiducia e di stima. Il Polo laico ha il compito di ripristinare la sovranità popolare, annullata volutamente dai Partiti più forti e più prepotenti.
La debolezza dei mezzi economici e l’ostilità dei poteri forti non agevolano il percorso del nuovo messaggio laico, riformista e liberal-socialista. Ciò, deve impegnare tutti noi del Polo a fare di più e con l’orgoglio di essere sulla via giusta per raggiungere la meta di una giustizia più giusta, di uno Stato più repubblicano e più democratico.
Alla riunione che si terrà a Bertinoro, bisogna partecipare con spirito costruttivo e volontà di andare sempre più avanti.
Domenico Civitano Bitetto(BA)

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