Non fatevi trarre in inganno dal titolo: non state per leggere una polverosa analisi sulla dialettica padroni-operai. Anzi. La manifestazione di oggi della federazioni dei metalmeccanici e la rimozione di Rinaldo Arpisella dal suo incarico in Confindustria hanno qualcosa in comune: un malessere di fondo che riguarda il Paese. E mi guardo bene dal proporre, anche su queste pagine, il mantra “contro Berlusconi operai e industriali uniti nella lotta” già ampiamente ospitato e diffuso dai professionisti dell’anti-berlusconismo che oggi, in parte, sfilano mogi al corteo sindacale (avrebbero senz’altro preferito fare capannelli per commentare le ultime news sull’invito a comparire recapitato dalla Procura di Roma al premier). Il malessere nel Paese, purtroppo o per fortuna, è slegato da un singolo provvedimento, da una gestione più o meno attenta dell’azione di governo, da una più o meno incisiva vitalità dell’opposizione. La crescita è intermittente (o in ogni caso davvero poco apprezzabile) per i bilanci di milioni di cittadini. Le singole posizioni c’entrano poco, è il dibattito politico che rimane incagliato. Tra le cucine e gli scandaletti sarebbe ora che si tornasse a parlare dei problemi degli italiani, che più prosaicamente riguardano il lavoro e la possibilità di costruire un futuro migliore. E sarebbe bene che destra e sinistra si occupassero di questi temi con proposte distinte e altrettanto convincenti. Il resto d’Europa, visto da qui, sembra ancora lontano.
Tomaso Greco www.leragioni.it
FIOM E CONFINDUSTRIA. E LA POLITICA?
Tra le cucine e gli scandaletti sarebbe ora che si tornasse a parlare dei problemi degli italiani, che più prosaicamente riguardano il lavoro e la possibilità di costruire un futuro migliore.
di Tomaso Greco

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