Il quattordici dicembre 2010 deve essere ricordato dagli italiani come la giornata della sconfitta degli ultimi eredi del Fascismo e del comunismo personificato da Fini e Bersani.
La vittoria in Parlamento di Berlusconi ha irretito e volgarizzato tutta l’opposizione, che ha giurato di fare fronte unico per bocciare in Parlamento e nelle Commissioni tutte le proposte del centro destra, sia in favore di personaggi dello stesso centro destra, sia in soccorso di cittadini italiani che vivono in povertà, senza lavoro, umiliandosi a chiedere aiuto ai genitori e ai nonni titolari di misere pensioni.
Che cosa possa interessare ai parlamentari dell’opposizione la povertà di tanti italiani quando, per loro pensa sempre Babbo Natale a farli vivere da “Nababbi”….
Gli onorevoli dell’opposizione non conoscono le conseguenze di una crisi mondiale perché stanno bene loro, i loro figli e i loro parenti. Parlare loro della crisi economica, in atto, che è più devastante di quella del 1929 – 1932 è come raccontare degli avvenimenti di una settimana di vacanze sulla neve.
Fini, soggiornando in struttura sanitaria di riabilitazione, dopo il KO subito da Berlusconi, ha preteso di portare con sé la poltrona della presidenza dei deputati per stare seduto comodo e per non perderla. Bersani e Rosy Bindi sono nelle proprie case a rivedere i CD delle manifestazioni di Piazza San Giovanni in Roma pensando a quanto sono costate e ai risultati negativi conseguenti.
Bersani, il falso profeta, sobbalza dalla sua poltrona quando, tra gli scioperanti compaiono in primo piano Vendola e Matteo Renzi, il primo intento a guadagnare la leadership per guidare la sinistra contro Berlusconi alle prossime votazioni e il secondo divenuto, il famoso rottamatore della vetusta e zoppicante classe dirigente del PD, non più in grado di rappresentare una scelta politica da anteporre all’attuale maggioranza.
Sempre i rappresentanti più autorevoli della minoranza si affannano a promettere totale opposizione a ogni proposizione della maggioranza. Potrebbero essere giustificati a dare battaglia quando il governo presentasse una legge concernente provvedimenti d’interessi personali, ma quando si tratterà di provvedimenti che riguardano la collettività o gran parte del popolo italiano, come potranno giustificare il voto contrario o l’ostruzionismo?
Bersani si è reso particolarmente noioso ripetendo ogni minuto la frase: “Berlusconi vai a casa” “Non hai più la maggioranza in Parlamento e nel Paese”.
Tutto lascia supporre che Bersani abbia veduto più volte il film “Il Conte Tacchia”, nel quale si ripete la parola, “Devi lavorà” “Vai a lavorarà”.
Bersani avrebbe veramente bisogno di lavorare per tentare di preparare un programma di governo da presentare al popolo e sul quale chiedere i voti necessari per diventare maggioranza.
Sbaglia il capo del PD a pretendere di sostituire Berlusconi senza il consenso popolare. Sbaglia due volte Bersani a pretendere dal Capo dello Stato di risolvere la crisi aperta da Fini con un governo di salute pubblica evitando lo scioglimento del Parlamento e soprattutto evitando che Vendola lo soppianti con lo svolgimento delle primarie e il Sindaco di Firenze lo rottami.
In questo momento difficile, anche per il Governo italiano, dovuto alla crisi economica mondiale c’è bisogno del massimo impegno di tutti per far uscire il Paese da tale precaria situazione. Altro che giocare con gli scacchi.
Un serio impegno a salvare l’Italia dalla crisi segnerebbe il trionfo della maturità politica di tutti come pure della democrazia nel Paese.
Domenico Civitano

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