L’aria nuova che si respira in Italia da quando c’è il governo Prodi comincia a dare i suoi frutti. La sinistra prende sempre più coraggio e alza la testa. Non solo impone all’esecutivo le scelte politiche più importanti ma detta l’agenda, politica e culturale, anche in periferia. A Genova l’episodio più eclatante. Sotto la Lanterna il 4 febbraio si terranno le primarie nell’Unione in vista del voto per il rinnovo del Consiglio Comunale. Fra i candidati, sostenuto dalle forze di sinistra raggruppate sotto il simbolo ”Unione a sinistra” il poeta Edoardo Sanguineti. Esplosiva la sua prima dichiarazione programmatica nella conferenza stampa di presentazione “Bisogna restaurare l’odio di classe, perché i potenti odiano i proletari e l’odio deve essere ricambiato. Oggi la merce uomo è la più svenduta ma i proletari non ne hanno coscienza”. Agghiacciante, a dir poco. Sembra di essere tornati agli anni di piombo. In effetti, sul piano culturale, strappi di questo genere ci stanno avviando su quella strada. Anche perché la reazione a simili farneticanti affermazioni, fatte per di più in una città come Genova che ha conosciuto da vicino e anche sulla pelle della classe operaia il fenomeno eversivo e criminale delle BR, è stata tutto sommato abbastanza contenuta. Naturalmente Sanguineti non rappresenta tutto il centro sinistra. Alle primarie genovesi partecipano per ora altri due candidati di peso, la diessina Marta Vincenzi e l’ex presidente dell’associazione industriali, Stefano Zara, quest’ultimo, che non ha ancora sciolto del tutto la riserva, gode anche dell’appoggio di Riccardo Garrone, discendente di una delle famiglie imprenditoriali della Genova storica. I candidati in lizza, che praticamente coprono tutto l’arco che va dal centro alla sinistra massimalista, mettono in evidenza l’assenza di una proposta proveniente dal centro destra. Anche a Genova, come in tante altre parti d’Italia, il centro destra è assente. Ci sono i voti, c’è la richiesta di una politica moderna e svincolata da posizioni ideologiche troppo marcate ma mancano una parte degli interpreti. Sul versante moderato c’è solo Berlusconi, non è poco ma non basta.
Finalmente qualcosa di sinistra: l’odio di classe.
A Genova scende in campo per il Comune Edoardo Sanguineti e rilancia la politica anni sessanta. L’Unione si sposta sempre più a sinistra. Quando i riformisti nascondo la testa nella sabbia, la sinistra alternativa detta il senso di marcia.

E’ la “pernacchia” ,caro Ramon ! Ma scusami,adesso c’é un problema : da chi si comincia ????
Come si chiama quel suono che si emette con la lingua tra le labbra che il grande Eduardo insegnava per sgonfiare la gente tronfia e vuota?