
“Il marinaio francese”1930.
Olio su tela cm 60×50.
Collezione Privata.
Copyright de Pisis, by SIAE 2019
Filippo Tibertelli de Pisis (Ferrara,1896-Brugherio,Mi 1956) è stato uno dei protagonisti, un interprete della pittura italiana della prima metà del’900. Un’importante retrospettiva negli splendidi spazi di Palazzo Altemps nel cuore di Roma, rende omaggio all’artista ferrarese attraverso un percorso espositivo che sottolinea, la sua straordinaria avventura artistica e poetica. La ricerca di de Pisis intreccia pittura, scrittura un grande interesse per i valori del passato, della storia: per l’arte antica e soprattutto per la statuaria greca e romana. Le prime ricerche espressive nascono nella nativa Ferrara nel 1916. Conoscendo i fratelli Giorgio de Chirico e Alberto Savinio, sperimenta ,lavora a grandi composizioni dall’assetto metafisico, realizzate con la tecnica del collage, opere su carte delineate da una serie di stratificazioni coloristico e pittorico. Successivamente nuovi percorsi lo vedono a Roma dal 1919 al 1924 dove rimane notevolmente suggestionato dall’arte Barocca, dalle architetture borrominiane, dalle scenografiche fontane scultoree del Bernini e dai molteplici siti archeologici della città eterna. L’anno successivo decide di spostarsi a Parigi. Il periodo dal ’25 al ’39 è fondamentale per l’evoluzione della ricerca dell’artista. Parigi rappresenta un polo importante per tutti gli artisti e gli intellettuali di tutta Europa. Qui si ritrovano gli esponenti delle Avanguardie, i capostipiti, gli artefici del pensiero innovativo, da Braque, Picasso, Mondrian, Corot , Manet, Matisse,il gruppo dei Fauves e nel campo della letteratura, Svevo, Cocteau sino a James Joyce. Nascono così i dipinti realizzati da de Pisis dedicati alle atmosfere “En plein air” ricche di sollecitazioni impressioniste e parallelamente non disdegnando luoghi di Parigi con le piazze, le vie e i boulevard. Nasce una produzione vitale di opere, uno straordinario numero di disegni, schizzi, bozzetti rapidi, attimi che catturano tutto ciò che lo circonda condensato in un tratto rapido di lapis. Un continuo gioco di rimandi l’arte di de Pisis. La pittura per de Pisis è un “Luogo mentale di sperimentazione” un esercizio oltrechè pittorico, intellettuale in continuo divenire che unisce sfera figurativa e astratta, insiemi surreali e metafisici come il ciclo dedicato alle Composizioni occidentali nelle quali affiorano oggetti, numeri geometrie di campo. Pennellate suadenti, colori decisi e vivaci si ritrovano nei dipinti dedicati alla Ville Lumière come in altre produzioni con soggetti che ritraggono Cortina d’Ampezzo, Londra, Bologna, Milano ed infine Venezia. Vasta è stata la produzione pittorica dell’artista. La mostra romana segna inoltre l’attenzione sulla figurazione di de Pisis rivolta allo studio nei confronti della ritrattistica, della figura maschile, in parallelo alla passione per il settore della statuaria greca e romana La mostra a Palazzo Altemps a cura di Pier Giovanni Castagnoli e Alessandra Capodiferro Direttrice della sede espositiva completa la tappa milanese del Museo del Novecento dove è stata presentata la più ampia retrospettiva degli ultimi 50 anni dedicata a de Pisis. Catalogo Electa.
Laura Novello

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