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FIDUCIA AL GOVERNO: DOPO LA BATTAGLIA UN CAMPO DISSEMINATO DI MORIBONDI

Ma, come dicevamo in un precedente articolo, altro non si intravede all’orizzonte. Ci sarebbe, forse, lo spazio per un soggetto che rappresentasse il riformismo di tradizione socialdemocratica, ambientalista, liberaldemocratica. Una Rosa nel Pugno più grande, più aperta, meno litigiosa. di Nicola Cariglia

di Nicola Cariglia | 15 Dicembre 2010

Più che epos il grande duello ha mostrato i caratteri popolari e grotteschi e le movenze del teatro dei pupi. Per dirla tutta: la battaglia parlamentare sulla fiducia al governo Berlusconi non incorona vincitori. Lascia soltanto moribondi e perdenti. E proviamo imbarazzo ad aggiungere che “ ha perso soprattutto il Paese” che è una delle insopportabili frasi fatte che mai vorremmo pronunciare o sentire dire.
Berlusconi. Ha ottenuto la maggioranza in entrambe le Camere. Sarà pure una vittoria di Pirro, come dicono i suoi avversari. Ma le vittorie di Pirro sono meglio delle sconfitte. E siccome i suoi avversari sembrano avere smarrito la strada per vincere, hanno poco di che godere. Berlusconi solo con questo può consolarsi. Perché appena due anni fa aveva ottenuto una maggioranza mai vista prima in Parlamento. Ed ora è ridotto all’accattonaggio dei voti di personaggi che fino a qualche mese fa nemmeno avrebbe salutato. Darà le carte alla prossima mano (che non è poco). Ma andare avanti non può. Dimettersi e formare un nuovo governo allargato a Casini lo esporrebbe alle pene quotidiane dei tempi di Fini. Andare al voto gli farebbe rischiare di essere in minoranza al Senato.
Per ora è in un cul de sac.
Fini. Senza sorprese. Ogni volta che va dietro alle sue idee è un disastro: va a sbattere. Ha avuto fortuna solo quando ha assecondato i disegni degli altri, soprattutto Berlusconi. Da solo andava bene per il MSI del dopo Almirante: un partito insignificante del 3%.
La conta parlamentare gli ha dato un colpo micidiale. Lo stesso colpo che ha avuto il disegno, condiviso con Casini e Rutelli, di una grande centro. Il progetto resta al palo ed il FLI, partito appena nato, già boccheggia. L’immediato futuro riserva a Fini forti contestazioni per il doppio ruolo di presidente della Camera e capopartito. I conflitti di interesse – Berlusconi insegna – si perdonano solo ai vincenti, non ai perdenti.
Casini. Da ottimo democristiano aveva giocato con il “grande centro” come il gatto con il topo. Ci credeva ma anche no. Ed ora, non essendosi tagliati tutti i ponti alle spalle, a differenza di Fini, ha carte da giocare. Alla fine, qualcuno che si sacrifichi per salvare il Paese ci vuole!
Di Pietro. L’ex poliziotto è costretto a sbuffare per fare la parodia di se stesso. Ha fatto un partito a sua immagine e somiglianza circondandosi di personaggi della sua medesima caratura. Si legga il documentatissimo libro di Filippo Facci “Di Pietro – La Storia vera” e ci si accorgerà che la mobilità nelle convinzioni e l’abitudine a riservare “sole” agli amici, gli uomini dell’IDV l’hanno in comune con il loro leader. Il futuro gli riserva un calo irreversibile ( a meno che il PD non sia realmente un partito di masochisti!). Ci saranno altri abbandoni (e già ne ha avuti in quantità industriale).
Pannella. Non male. Con le sue contorsioni (verbali, perché nella sostanza è stato coerente) ha guadagnato una visibilità notevole. E certamente il grande capo radicale, quando è visibile, fa una figura di gran lunga migliore rispetto a ciò che passa oggi il convento. E potrebbe riservare una sorpresa che spiegherebbe i contatti di questi giorni con Berlusconi e La Russa. Se votare è una pazzia (come sostengono i radicali) i sei voti radicali alla Camera potrebbero essere la soluzione del problema. Ed assicurare a Pannella &c. qualche non disprezzabile risultato politico.
Bersani. Più che del segretario occorre parlare dell’intero PD. Che sembra ignorare le regole del gioco della politica che non sono quelle del vinciperdi. Può (domanda retorica) il più grande partito di opposizione, che dovrebbe essere ancora di sinistra, legare le sue sorti alle mosse di Fini e Casini? Può, ancora, dilaniarsi in una surreale disputa per stabilire se sia meglio privilegiare Casini o Vendola, andare un po’ più a sinistra o un po’ più al centro? Non può, eppure lo ha fatto.
Come si vede, il campo di battaglia del dopo voto di fiducia è disseminato di moribondi. Ma, come dicevamo in un precedente articolo, altro non si intravede all’orizzonte. Ci sarebbe, forse, lo spazio per un soggetto che rappresentasse il riformismo di tradizione socialdemocratica, ambientalista, liberaldemocratica. Una Rosa nel Pugno più grande, più aperta, meno litigiosa. Ma ci sarà modo di parlarne una volta smaltita la sbornia di questi giorni.

Nicola Cariglia

Pubblicato in : Primo piano

Info Nicola Cariglia

Nicola Cariglia ha svolto un’intensa attività giornalistica in RAI, dove entra nel 1970. Per vari anni è stato Vice Direttore della Direzione Esteri RAI (auttalmente RAI International), Direttore della Sede di Pescara e Direttore della Sede RAI per la Toscana.
Ha avuto anche una importante parentesi politico-amministrativa, ricoprendo tra gli altri incarichi quello di Vicesindaco di Firenze e Presidente della Società di gestione dell’Aeroporto di Firenze.
Dal 2002 è Presidente e co-fondatore del Gruppo dei Centouno e Direttore di PensaLibero.it
Dal 2009 è Presidente della Fondazione Filippo Turati, Ente Morale Onlus associato alle Nazioni Unite.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. pinzimonio

    20 Dicembre 2010 alle 13:12

    Dimettersi per una nevicata? Mi sembra ridicolo. Oltretutto quando si ammettonoi le proprie responsabilità, che sono quelle oggettive di una macchina pubblica che non funziona da nessuna parte. Quanto al ridicolo, che pensare allora della voce da orco fatta dal governatore?

    Rispondi
  2. Mazzeo Francesco I Socialisti per le Liberta'

    20 Dicembre 2010 alle 10:09

    Sono d’accordo con Mercanzin, voglio anche ricordare che Cioni era uno dei candidati. Sul problema neve Renzi si assume tutta la responsabilita’, ma cosa vuol dire se non si va verso le dimissioni. I cittadini pagano le tasse per avere dei servizi, diversamente perche’ bisogna pagare?

    Rispondi
  3. giampaolo mercanzin

    20 Dicembre 2010 alle 05:25

    Renzi come la Serracchiani et similia!
    Ho (intrav)visto nascere una stella che sembrava di prima grandezza, invece scopro che era una illnsione ottica.
    Mi spiego. Avevo avuto la sensazione, anche per quanto leggo in questo periodico, che avessimo finalmente una nuova generazione di politici rappresentata da Renzi. Constato con dispiacere che lo stesso è uguale ai predecessori. Allenatissimo chiaccherone nelle critiche verso gli altri, ma incapace di difendere se stesso in modo credibile: come il bambino viziato trovato con le mani nella marmellata. Il caso NEVE è emblematico.
    Credevo quindi che Pensalibero evidenziasse quanto successo, visto che negli onori a Renzi non ha lesinato, ma noto che, finora, si è preferito bypassare la cosa aspettando che la neve si scioga.
    E’ nevicato: governo ladro!

    Rispondi
  4. Francesco Mazzeo I Socialisti per le Liberta'

    16 Dicembre 2010 alle 20:15

    Bello Nicola il tuo articolo, si potrebbe pensare che sia critico verso qualcuno, invece e’ un racconto della verita’ e della realta’ politica attuale. Qualche esempio il PD candida Calearo che vota Berlusconi, abbastanza facile da capire anche prima, il passo successivo del PD l’allenza con Vendola, con due iniziative del genere come fanno gli elettori a votare PD.
    In questo momento Berlusconi ha veramente vita facile perche’ gli altri soggetti politici sono normalmente e logicamente soggetti con vocazione di opposizione vedi Fini come ha gestito la grande occasione politica che gli e’ capitata o Di Pietro che ormai e’ passato all’insulto continuo o Bersani che sale sui tetti.
    La situazione attuale ci portera’ all’ingovernabilita’ perche’ nessuno dei partiti ha un progetto politico vero e consono alla realta’ del Paese.
    Nell’ultima trasmissione di Ballaro’ L’ON Bindi si divertiva ancora a citare Craxi con certo sarcasmo, e’ difficile da accettare che uno statista morto dieci anni fa venga insultato da chi non e’ capace di fare niente di buono. Non avendo argomenti son passati alla politica dell’insulto, cosi’ si rischia davvero di fare una brutta fine.

    Rispondi
  5. Silla Cellino

    16 Dicembre 2010 alle 18:40

    Le idee, Chiara, non mancherebbero. E forse si potrebbero trovare anche gli uomini. Però qui rischiamo di fermarci, se il movimento che auspichiamo non trova l’apporto ed il sostegno di altre forze, protagoniste della cultura, della società ed anche dell’economia che abbiano interesse a far prevalere le nostre stesse ragioni.

    Rispondi
  6. Chiara

    16 Dicembre 2010 alle 17:17

    Caro Federico, questa sia chiaro è solo la mia personale opinione, ma per rispondere alla tua domanda penso che si stia attrezzando per farlo, bisogna solo sperare che il suo tentativo non venga bruciato da elezioni anticiapte.

    Rispondi
  7. Federico Baldini

    15 Dicembre 2010 alle 21:23

    Carissima Chiara,
    Renzi mi sta simpatico(sia perchè tifoso della Fiorentina sia perchè praticamente nessuno in Italia “osa” chiamare le cose con il loro nome..) ma continuo a chiedermi una cosa: cosa ci sta a fare in un partito bolso e logoro come il Partito Democratico? Renzi secondo me dovrebbe partire da Firenze per spingersi in mare aperto. Che ne pensi?

    Rispondi
  8. Chiara

    15 Dicembre 2010 alle 19:53

    Caro Nicola, lo spazio c’è, ma mancano gli uomini, le idee, un progetto condiviso e la volontà di superare gli schieramenti e le bandiere. Dunque, la vedo come Luigi: l’unico ad aver fatto intravedere un progetto politico nuovo ma soprattutto contemporaneo è Renzi, speriamo abbia il tempo di crescerlo e non venga bruciato da elezioni anticipate.

    Rispondi
  9. Federico Baldini

    15 Dicembre 2010 alle 19:08

    Carissimo Nicola,
    ottima analisi come sempre. Chissà che alla fine la legislatura non venga salvata dalla “strana coppia” Casini-Pannella… Mi interessava un tuo commento su due aspetti minori(mi scuso per il termine ma visto che nè repubblicani nè liberali negli ultimi anni godono di grossa “salute” elettorale non mi sembre improprio..): come ne escono Guzzanti e Giorgio La Malfa?
    Tantissimi auguri di buone feste a tutti gli amici di Pensalibero e spero che nel 2011 si possa riprendere quell’argomento che hai enunciato alla fine del tuo articolo..

    Rispondi
  10. Trevigiano

    15 Dicembre 2010 alle 17:44

    Leggo sempre volentieri questi commenti, perché sulla Politica ho sempre molto da imparare, in Italia poi è particolarissima perché vivendo uno Stato che ha un tempo medio da un disastro all’altro di 50 anni, ovviamente appena si raggiungono i 10-15 milioni di Euro, c’è più paura che cada l’Italia che il proprio patrimonio, e giù tutti questi ricconi a darsi alla Politica, almeno per un poco, poi si arrendono che tanto nulla possono cambiare, e “aspetta e spera”.
    Comunque a Berlusconi 1 camera basterebbe per essere al sicuro dalla Magistratura per se stesso, quindi se non molla, è davvero molto, molto preoccupato, se poi sia quello che ci vuole, non lo sappiamo.
    Gli altri sono nani, ma se la Città di Firenze si rende conto di cosa, un leader ha bisogno e comincia mandare Renzi per il Mondo, al più alto livello, un giorno potrebbe fare comodo, come tanti altri e vinca il migliore, poi di pesi da dar loro, ce ne sono che basta.

    Rispondi
  11. Vittorio Mazzei

    15 Dicembre 2010 alle 11:00

    Caro Nicola, ho seguito Ballarò ieri sera ed ho letto stamani la tua riflessione: ci troviamo sulla stessa lunghezza d’onda. Io mi fermo per riprendere dall’ultimo passo dell’articolo, quando si dovranno ricostruire le basi per dare all’Italia una proposta diversa di socetà, economia, cultura sviluppo e giustizia. Tornando alla trasmissione di Ballarò, che pena ascoltare la Bindi e le sue considerazioni su Craxi ed i socialisti! Se l’alternetiva riparte da questi soggetti………..
    Ciao!

    Rispondi

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