Anche se non è mai appartenuto a nessuno eccetto che a sé stesso, è riuscito a tradire tutte le ideologie alle quali si ascrisse e tutti i compagni che adesco’.
A fronte dei rumors insistenti sulla morte fisica di Fidel, vorrei dire che dal mio punto di vista, Fifo-Caballo-Guarapo-
Anche se non è mai appartenuto a nessuno eccetto che a sé stesso, è riuscito a tradire tutte le ideologie alle quali si ascrisse e tutti i compagni che adesco’, José A. Echevarria, Eduardo Chibás, Frank País, Abel Santamaría e la sorella Haydeé, Osvaldo Dorticós, Huber Matos, Camilo Cienfuegos, i cubani di Miami esiliati da Batista, quelli dai quali ricevette o estorse denaro, tutti gli anarchici, la maggioranza dei comunisti appartenenti prima del ’59 al Partido Socialista Popular. Più tardi tutti i “non comunisti” posteriori al 1961, e ancora, tutti quelli che non si uniformarono a Krushev dopo il 1965, come nel caso del Che. Poi tocco’ a quelli che sostenevano che la zafra (**) del 1970 non avrebbe funzionato, come Orlando Borrego che fu defenestrato, poi tocco’ a quelli che dopo il ’70 dichiaravano che la zafra funzionava. Se al’inizio ci ha rimesso la borghesia cubana, poi è venuta l’ora del proletariato, poi chi protestava perchè la borghesia spagnola, francese, italiana e canadese si stava comprando Cuba a suon di dollari, la moneta nemica, e i cubani non si potevano accostare ad una camera di albergo all’Avana con aria condizionata, neanche una sola notte. Quindi fu la volta di quelli sospettati di tenere modi raffinati, sofisticati, troppo colti, e per questo duramente castigati, imprigionati e messi ai lavori forzati per aver tenuto una devianza della condotta sessuale, contraria alla “virilità rivoluzionaria”. Poi fu la volta delle repressioni del gusto borghese di nuove correnti provenienti dall’estero, come la musica rock, il pop, il punk e l’attitudine contestatrice. Tutta la libertà di espressione duramente sanzionata fino ad altissime pene detentive. Imprigionati per il possesso di dollari per comprarsi un ventilatore, un jeans, un maialino, una tartaruga, per non parlare di una bistecca di vacca squartata. Poi passo’ ad essere nemico di quelli che erano contrari alla legalizzazione del dollaro, ma seguitava ad essere arrestato chi veniva trovato con 50 dollari e ad un certo punto, quando dalla sera alla mattina il dollaro divenne moneta corrente, non chiese perdono a nessuno per il dolore causato né si preoccupo’ di scarcerare per capriccio quanti aveva punito in ritardo in sfregio ad una legge abrogata. Lo stesso Fidel che ha abbracciato gli ortodossi, i gesuiti, gli americani, la borghesia cubana dalla quale proveniva sua moglie Diaz Balart e tutti i suoi amici, poi con i comunisti pro-URSS anti guerriglia, poi con i democratici lationoamericani, i religiosi terzomondisti, poi con la dittatura Argentina con Videla, Galtieri e Costa Mendez per ordine dell’Unione Sovietica, poi con i reali di Spagna, con il papa anti-comunista polacco che fece crollare il comunismo mondiale, con Khomeini contro Saddam Hussein, poco tempo dopo con Saddam Hussein contro Bush. E ancora un revisionista chiacchierone come Chavez. E infine gli USA offrendo la pantomima della Rivoluzione involutiva per avviare in realtà, un capitalismo a partito unico. Un uomo che ha fatto bandiera della medicina cubana, che quando pero’ si ammalo’ seriamente (quando vide le orecchie del lupo come dicono dalle sue parti) non bado’ a spese e si fece curare da un luminare dell’ospedale spagnolo Gregorio Marañon, cercando di agguantare un giorno di vita in più, circondato da centinaia di guardaspalle, mentre al suo popolo mancava di tutto, esattamente il contrario dei gesti eroici di ogni epoca. Sto sempre parlando del “Guarapo-satrapo” che si costrui’ il suo enorme rifugio personale a Jaimanitas, dove prima c’erano le 14 buche del campo da golf più esclusivo dell’isola; L’Havana Biltmore Yacht and Country Club. Un “Fidel-Guarapo” che aveva dimore personali in tutta Cuba, un’isola tutta sua, con collezioni di Yacht a disposizione, ma in esclusiva e non già di proprietà, un espediente per non essere accusato di accaparramento capitalista, ma con molto più potere di qualsiasi altro capitalista in circolazione. Yacht per cacciare e pescare, in compagnia di amici miliardari, non già con combatenti rivoluzionari del mondo, dove preparava aragoste per Depardieu, García Márquez e Maradona, che ebbe l’ardire di dipingere come “il Che Guevara dello sport”. Senza voler qui giudicare la stella del calcio, a Cuba chi veniva sorpreso con uno spinello, se non era figlio di alti dirigenti, finiva in galera per almeno 5 anni. E non voglio nemmeno immaginare che tipo di castigo per tradimento al Comandante, sarebbe capitato, se ad uno sportivo di punta avessero trovato un chilo di cocaina addosso. Amico e difensore di capitalisti come Melià (o gli Agnelli, n.d.t.) e similari canadesi o europei. Imprenditori-esploratori come quelli che erano stati cacciati da Cuba, che non erano nemmeno cubani per giunta.Il Guarapo-Fidel che quando visito’ la terra dei suoi avi, la Galizia, non dette la mano a nessun repubblicano rivoluzionario anti-fascista, salvo al maggior fascista e razzista che restava ancora vivo in una democrazia, il franchista e anti-comunista Manuel Fraga col quale passo’ memorabili giorni di abbuffate, bevendo rum a volontà e giocando a domino.
Il Guarapo non arriva trionfando in nulla alla fine della sua vita. Come non ci arrivarrono Pinochet o Franco alla fine della loro anche se ebbero morte tranquilla nel proprio letto. E quantunque io non sia un rivoluzionario, non posso fare a meno di riconoscere che tanto Camilo, Frank País, il Che, Santamaría, Mella, Villena, Guiteras, Lenin, Marx, qualsiasi caduto in Angola, Etiopia o Mozambico, e tutti i dissidenti e tutti i fucilati, quelli fatti impazzire, gli impiccati, gli esiliati, gli espulsi, i cubani umiliati, morirono pero’ soprattutto vissero, con molta più dignità rivoluzionaria di quel consumatissimo Guarapo-Fifo-Caballo-Esteban. (*) Il cubano medio da sempre di indole ironica (e in questo caso con poca simpatia per il Comandante) chiamava Fidel Castro, Esteban, ovvero “Este-bandido” questo bandito, salvandosi cosi’ dalla rigorosissima censura. Oppure Guarapo che è il succo della canna da zucchero, ma anche una bevanda alcolica torcibudella ricavata dalla sua fermentazione, prodotta fuori legge un tempo dai campesinos. Fifo è il diminutivo di Fidel e il Caballo nella smorfia cubana equivale al n°1. Questi ultimi due nomignoli erano appannaggio ovviamente dei fedelissimi. (**) La zafra era la grande campagna di piantumazione, raccolta e lavorazione della canna da zucchero che secondo la propaganda fidelista, avrebbe consentito l’autonomia economica del regime.

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