Uno schiaffo in piena regola. La Marcegaglia non è andata al tappeto ma poco ci manca. Si tratta ora di vedere quali saranno le ripercussioni dell’annunciata uscita da Confindustria della maggiore, anzi dell’unica, grande impresa privata italiana. Le prime avvisaglie dicono che se non sarà un esodo poco ci manca. Nella lettera Marchionne ha illustrato il problema in modo chiaro “Con la firma dell’accordo interconfederale del 21 settembre è iniziato un acceso dibattito che, con prese di posizione contraddittorie e addirittura con dichiarazioni di volontà di evitare applicazione degli accordi nella prassi quotidiana, ha fortemente ridimensionato le aspettative sull’efficacia dell’articolo 8. Si rischia quindi di snaturare l’impianto previsto dalla nuova legge e di limitare fortemente la flessibilità gestionale”. In pratica – per Marchionne – si riducono le possibilità di competere sul mercato internazionale per un’impresa che voglia farlo. Il fatto è proprio questo. Ormai Confindustria rappresenta le grandi aziende statali e le piccole aziende private, i grandi privati in Italia non ci sono più, Fiat a parte. E i piccoli “temono” la Cgil. Quindi meglio andare d’accordo con Landini e company che dare una mano alla Fiat a sopravvivere sul mercato mondiale. Certo che se non ci fosse da piangere ci sarebbe quasi da ridere. Soprattutto a sentire la Marcegaglia che critica il Governo perché non adotta misure adatte alla crescita.
G.M.

Lascia un commento