
Di sicuro avremo un aumento della spesa pubblica nel suo complesso quando invece si era sostenuto che col federalismo si sarebbe verificato un suo alleggerimento.
In realtà quando i diversi decreti delegati saranno attuati assisteremo ad una modifica larvata della Costituzione nel senso che pur rimanendo formalmente inalterato il testo vigente, si sarà operato un sostanziale svuotamento del potere statale potenziando corrispondentemente il sistema degli Enti locali. Basti a conferma un esempio di un passato di pochi mesi fa individuabile nel trasferimento a Regioni, Provincie e Comuni dei beni del demanio, sia marittimo, che idrico, appartenenti al demanio necessario dello Stato, dove il termine necessario sta a significare che tali beni non avrebbero potuto essere che di proprietà dello Stato, perché lo qualificano nella sua identità ed unità territoriale.
Dicevamo prima che l’idea di uno Stato accentratore non corrisponde a verità. Non solo, infatti, gli specialisti della materia, ma ciascuno di noi sa che viviamo la condizione costituzionale di uno Stato regionale, peraltro accentuatasi marcatamente nel senso regionalista in seguito alla riforma
Costituzionale del 2001 che ha individuato in modo tassativo le materie di competenza dello Stato, mentre ogni altra materia che non sia ad esso espressamente attribuita è divenuta di competenza delle Regioni.
Lo Stato per conseguenza è oggi un soggetto a competenza legislativa numerata nel senso che è titolare di un potere legislativo esclusivo solo in materie tassativamente determinate- che non potrebbero comunque che essere di competenza statale anche in uno Stato federale- come la difesa la giustizia, la politica estera, la moneta, l’ordine pubblico ecc.., mentre in altre materie, anch’esse espressamente individuate, lo Stato può emanare solo una legislazione concorrente con la Regione ossia i principi fondamentali della materia, mediante una legge quadro o legge cornice.
La Regione si qualifica invece come soggetto a competenza legislativa generale nel senso che ogni altra materia che non è espressamente attribuita allo Stato, sia a livello di competenza esclusiva o concorrente,diviene automaticamente di competenza esclusiva delle Regioni, come si verifica per il Turismo, l’Artigianato,lAssistenza ecc..dove allo Stato è preclusa ogni possibilità di intervento legislativo. E’scomparso,inoltre, per le Regioni con la riforma costituzionale di inizio secolo, il limite voluto dai padri costituenti, dell’interesse nazionale ed anche la possibilità per lo Stato di esercitare la funzione di indirizzo e coordinamento a garanzia del momento unitario.
Parallelamente alla nuova condizione dell’esercizio della funzione legislativa, si è manifestato il trasferimento alle Regioni della funzione amministrativa, cosicché lo Stato ha visto la soppressione degli uffici periferici di pressoché ogni Ministero, dal Genio civile, all’Ispettorato agrario, all’Ispettorato forestale ecc,, ad eccezione degli uffici riferiti a materie dove esercita una competenza legislativa esclusiva, come le Prefetture, le Questure ed anche le Sovrintendenze per i Beni culturali ed ambientali.
Le Regioni a loro volta non hanno riorganizzato le funzioni trasferite istituendo dei propri uffici in periferia , sul modello statuale, ma hanno invece conferito le funzioni amministrative agli enti locali, frammentandole tra Provincie , Comuni,oltre 8000 mila, e Comunità montane- in attesa della costituzione delle Città metropolitane. Col risultato che si è caricato il sistema di governo locale di competenze amministrative oltre misura, con la conseguenza che di frequente viene fatto ricorso a società partecipate i cui atti rimangono incontrollati. Non di rado poi le funzioni- l’abbiamo già detto qui in altra occasione- si sovrappongono o si intersecano tra loro creando disagi tra gli amministrati oltre ad aggravi della spesa.
Questo è il risultato del federalismo già attuato- di cui nessuno ne avvertiva e ne avverte la necessità se non i pochi che intendono farne un uso strumentale- che verrà ancor più accentuato nella sua prossima realizzazione affrettata con colpevole superficialità e leggerezza, mantenendo cioè inalterato un sistema locale appesantito e burocratizzato, ma soprattutto non più governato dai tecnici del settore, come si verificava negli uffici periferici dello Stato, ma dalla volontà dei partiti.
Alberto Abrami

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