• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

FEDERALISMO: UNA NECESSITÀ O UN’IMPOSTURA?

Di Alberto Abrami

di Alberto Abrami | 28 Gennaio 2011

Non c’è cosa meno veritiera di quella per cui il nostro è uno Stato accentratore, sicchè non riconoscerebbe abbastanza poteri alle Regioni ed agli Enti locali minori. Si tratta di diceria che nondimeno viene portata avanti con determinazione da abili ed interessati politici nonostante che le cose non stiano affatto così. Quello che sorprende è che non vi sia alcuna reattività da parte dei media ossia dell’opinione pubblica che sembra in tal modo dare per scontato la necessità di una riforma in senso federale dello Stato. Il che in sostanza significa ulteriori trasferimenti di poteri dallo Stato agli enti locali, l’attribuzione di nuove risorse, come già recentemente avvenuto, nonché, ciò che si realizzerà a giorni con l’attuazione del federalismo fiscale, di nuovi poteri impositivi ai livelli di governo locale per far fronte alle nuove spese polverizzate in relazione ad oltre ottomila centri di potere, sol che si pensi al numero dei Comuni nel nostro Paese.
Di sicuro avremo un aumento della spesa pubblica nel suo complesso quando invece si era sostenuto che col federalismo si sarebbe verificato un suo alleggerimento.
In realtà quando i diversi decreti delegati saranno attuati assisteremo ad una modifica larvata della Costituzione nel senso che pur rimanendo formalmente inalterato il testo vigente, si sarà operato un sostanziale svuotamento del potere statale potenziando corrispondentemente il sistema degli Enti locali. Basti a conferma un esempio di un passato di pochi mesi fa individuabile nel trasferimento a Regioni, Provincie e Comuni dei beni del demanio, sia marittimo, che idrico, appartenenti al demanio necessario dello Stato, dove il termine necessario sta a significare che tali beni non avrebbero potuto essere che di proprietà dello Stato, perché lo qualificano nella sua identità ed unità territoriale.
Dicevamo prima che l’idea di uno Stato accentratore non corrisponde a verità. Non solo, infatti, gli specialisti della materia, ma ciascuno di noi sa che viviamo la condizione costituzionale di uno Stato regionale, peraltro accentuatasi marcatamente nel senso regionalista in seguito alla riforma
Costituzionale del 2001 che ha individuato in modo tassativo le materie di competenza dello Stato, mentre ogni altra materia che non sia ad esso espressamente attribuita è divenuta di competenza delle Regioni.
Lo Stato per conseguenza è oggi un soggetto a competenza legislativa numerata nel senso che è titolare di un potere legislativo esclusivo solo in materie tassativamente determinate- che non potrebbero comunque che essere di competenza statale anche in uno Stato federale- come la difesa la giustizia, la politica estera, la moneta, l’ordine pubblico ecc.., mentre in altre materie, anch’esse espressamente individuate, lo Stato può emanare solo una legislazione concorrente con la Regione ossia i principi fondamentali della materia, mediante una legge quadro o legge cornice.
La Regione si qualifica invece come soggetto a competenza legislativa generale nel senso che ogni altra materia che non è espressamente attribuita allo Stato, sia a livello di competenza esclusiva o concorrente,diviene automaticamente di competenza esclusiva delle Regioni, come si verifica per il Turismo, l’Artigianato,lAssistenza ecc..dove allo Stato è preclusa ogni possibilità di intervento legislativo. E’scomparso,inoltre, per le Regioni con la riforma costituzionale di inizio secolo, il limite voluto dai padri costituenti, dell’interesse nazionale ed anche la possibilità per lo Stato di esercitare la funzione di indirizzo e coordinamento a garanzia del momento unitario.
Parallelamente alla nuova condizione dell’esercizio della funzione legislativa, si è manifestato il trasferimento alle Regioni della funzione amministrativa, cosicché lo Stato ha visto la soppressione degli uffici periferici di pressoché ogni Ministero, dal Genio civile, all’Ispettorato agrario, all’Ispettorato forestale ecc,, ad eccezione degli uffici riferiti a materie dove esercita una competenza legislativa esclusiva, come le Prefetture, le Questure ed anche le Sovrintendenze per i Beni culturali ed ambientali.
Le Regioni a loro volta non hanno riorganizzato le funzioni trasferite istituendo dei propri uffici in periferia , sul modello statuale, ma hanno invece conferito le funzioni amministrative agli enti locali, frammentandole tra Provincie , Comuni,oltre 8000 mila, e Comunità montane- in attesa della costituzione delle Città metropolitane. Col risultato che si è caricato il sistema di governo locale di competenze amministrative oltre misura, con la conseguenza che di frequente viene fatto ricorso a società partecipate i cui atti rimangono incontrollati. Non di rado poi le funzioni- l’abbiamo già detto qui in altra occasione- si sovrappongono o si intersecano tra loro creando disagi tra gli amministrati oltre ad aggravi della spesa.
Questo è il risultato del federalismo già attuato- di cui nessuno ne avvertiva e ne avverte la necessità se non i pochi che intendono farne un uso strumentale- che verrà ancor più accentuato nella sua prossima realizzazione affrettata con colpevole superficialità e leggerezza, mantenendo cioè inalterato un sistema locale appesantito e burocratizzato, ma soprattutto non più governato dai tecnici del settore, come si verificava negli uffici periferici dello Stato, ma dalla volontà dei partiti.

Alberto Abrami

Pubblicato in : Primo pianoTag: costituzione, federalismo, governo, spesa pubblica

Info Alberto Abrami

Già professore ordinario di Diritto Forestale e dell’Ambiente nell’Università di Firenze,. è stato, negli anni a cavallo fra il 900 e il 2000, componente del Comitato Tecnico dell’Autorità di Bacino del fiume Arno in rappresentanza del Ministero del Lavori Pubblici e nel Comitato scientifico del Parco regionale delle Apuane in rappresentanza delle Università toscane. Al suo attivo ha circa trecento pubblicazioni, l’ultima delle quali, edita per i tipi di Aracne Editore di Roma, si intitola “Legislazione ed Amministrazione del Paesaggio”. E’ scomparso a Firenze nel 2023.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Antonio di Meco su Fermare le macchine per salvare la democrazia
  • Angioletta Massimino su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Angioletta Massimino su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti