
“Ti accompagnerò sul Monte Fato a gettare quell’anello nel fuoco, come Sam con Frodo”. E dopo una promessa così, fatta all’indomani della vittoria alle Politiche, vuoi che non ti sistemi per bene? E così è stato.
Dopo aver trovato posto al cognato, piazzato sul gradino più alto del ministero dell’Agricoltura ora tocca alla sorella maggiore, Arianna Meloni moglie di Francesco Lollobrigida. Da qualche settimana la sorella fa parte del cda della Fondazione An, cassaforte di Fdi con dentro circa 56 milioni, soprattutto in beni immobiliari. Sempre da quest’estate si occupava, fino a ieri informalmente, di un settore nevralgico come il tesseramento. Col blitz di due giorni fa la presidente ha formalizzato l’incarico aggiungendo all’elenco il ruolo anche più essenziale di responsabile politica della segreteria.
Per carità, tutto lecito. Anche se nei partiti veri i ruoli vengono votati democraticamente. Ma evidentemente la premier non si sente al sicuro. I tentativi dal basso di disarcionarla sono fin troppo evidenti. Di qui l’idea di affidare ruoli apicali a persone di stretta osservanza. Insieme alla sorella, anche Giovanbattista Fazzolari che si occuperà di dare la linea politica del governo e di organizzare tutta la macchina comunicativa. Mentre Mario Sechi è stato promosso alla direzione di Libero. Scelte, queste, alle quali ne seguiranno altre. Decisioni che hanno creato non pochi imbarazzi nell’ala dei “gabbiani” che fa capo a Fabio Rampelli che ha immediatamente invocato il congresso. Desideri immediate bloccati da Giovanni Donzelli per il quale “non legittimiamo correnti di potere o voglia di strapuntino. E servirebbe una candidatura contro di lei, che non c’è, e che non può distrarsi”.
Carlo Pecoraro
(da “Avanti Online”)

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