Ma anche davanti alla carneficina di Parigi, continuano imperterriti a offendersi vicendevolmente
Tutti contro tutti. Da est a ovest da nord a sud. Insomma le diatribe interne gli scontri ossessivi e ossessionanti come il pro o anti berlusconismo esasperato o i dibattiti estenuanti su mare nostrum e i veri disperati che si affacciano all’occidente per scappare dalle guerre, ci fanno perdere di vista e sottovalutare due temi fondamentali. La percentuale altissima, oltre il tredicipercento di disoccupazione generale e il 44 giovanile. E il pericolo che la Oriana preconizzava prendendosi di matta visionaria.
Criticare l’Islam non significa essere islamofobi, significa criticare il suo operato in Europa, che è quello di nutrire il fondamentalismo e cercare di imporre la Sharia in Europa.
Secondo alcuni radical chic o giù di lì, si dovrebbe recitare il mea culpa per quanto e’ successo dal 1000 al 1299.
Della serie questa roba ce la meritiamo, in fondo.
Ma c’è tanto da blaterare quando tutto il mondo, a parte un giornale inglese che esce dai gangheri lasciandosi coinvolgere nella famosa frase se la son voluta, che solo a pensarci ci fa vomitare. Si diceva, c’è tanto da blaterare quando è chiaro a tutti che un kalascnikov ha abbattuto una matita? E in un Paese aperto e illuminato che si è covato le serpi in seno. Matteo, pensaci bene prima di onorare lo jus soli.
Quanto ancora dopo l’11 settembre e poi Madrid Londra e Tolosa e Bruxelles e via, con tutti i morti disseminati dal terrorismo islamico..per tacere su tutti gli altri “piccoli” attentati contro ebrei e cristiani.
Quanto ancora dobbiamo avere pazienza e tollerare? Gli uomini di buona volontà sanno che l’islam non è sinonimo di terrorismo. Ma prendiamo almeno atto che alcuni islamici sono terroristi. No, perchè ancora qualcuno minimizza.
E pensare che la donna, considerata inferiore in questa cultura, o almeno non parificata all’uomo anche secondo le recenti dichiarazioni del turco , fra i più illuminati, conquista e ottiene parità e pari opportunità come protagonista di questo macello raccapricciante. La terrorista è di origini tunisine e sfoggia niqab di foggia yemenita. Complimenti.
Ma la bambina nigeriana imbottita di tritolo o altro, pare dal padre, che muore esplodendo insieme ad altre dieci persone, no per favore. Questo va oltre le più bieca fantasia horror.
E quando poi ti dicono che gli intelligence, compreso il nostro , Angelino dixit “Un killer conosciuto ai nostri 007”. Tgcom24, conoscevano.. no comment.
I nostri politici dovrebbero fare una carneficina e anche Francesco e anche gente dello spettacolo. Crozza non avrebbe scampo e nemmeno Striscia. Chiedo venia per la nota ironica in questo momento di dolore universale.
“Non voglio dare nessuna giustificazione a quanto avvenuto, è stato un atto barbaro. Ma la libertà sappiamo che è anche responsabilità. La libertà non vuol dire offendere la fede religiosa, islamica o non islamica. La satira ben venga, ma l’importante è che lo faccia non offendendo nessuno. Ma, ripeto, non è il momento di parlare di questo argomento perché di fronte alla morte dobbiamo solo condannare il gesto.”
Questo l’imamdifirenzepensiero, presidente della unione delle comunità islamiche italiane, espresso a caldo, che non commentiamo, ritenuto uno dei più moderati. Certo, condanna totale, ci mancherebbe, ma sempre con se e ma. Infatti non si risparmia su chi dice stop alle moschee e su chi generalizza associando l’intero mondo islamico con quanto avvenuto a Parigi. Ma poi, a freddo, rivisto e corretto con un prudente senza se e senza ma.
Ma nel profondo il dna insieme a tradizioni culturali e pseudoreligiose, detta legge. Pregiudizio, razzismo, il nostro? No perdinci, solo presa d’atto di una realtà. Non si tratta di dare giudizi, di decidere chi è meglio o chi è peggio, ma semplicemente di accettare le differenze culturali e farne tesoro. Insomma se la satira fa parte della nostra cultura e non ne comprendono l’ironia a cui noi occidentali siamo avvezzi, se ne facciano una ragione. E se talvolta è eccessiva e offensiva ciascuno ne risponderà in scienza e coscienza. Ma certo non dovendo subire spargimento di sangue morte e terrore
Tocca dunque a loro, ai cosiddetti moderati, emarginare e combattere i terrorismo di matrice islamica, a quelli che lo conoscono, e pare lo stiano gia facendo attraverso una reazione culturale di massa. Ma uno dei trucidati è musulmano, obietta il difensoreatuttiicosti. A maggior ragione odiato, il doppiamente infedele. Come possono accettare che qualcuno diventi infedele fra gli infedeli. D’altra parte in un fuori onda di un sondaggio di opinione un musulmano che vive in Italia, dopo aver condannato apertamente la strage, sotto sotto continua con un bel ” se qualcuno offende il profeta il profeta si ribella e si vendica” e aggiunge ” ora tocca a loro, devono morire”. Ora tocca a loro… forse dopo Parigi, Roma? O si riferiva alle crociate? E uno dei due terroristi asserragliati nella fabbrica di Dammartin che ha addirittura rassicurato il custode terrorizzato: “Non preoccuparti, noi non uccidiamo i civili”.
Certo, diranno i benpensanti, un casi isolati.. ma avete presente il termine “levantino” ?
In senso traslato, con valore spregiativo, serve, secondo Treccani, per indicare o qualificare persona che sa fare il proprio vantaggio con furberia e senza troppi scrupoli. Già.
Ma consolatoria è l’altra faccia dell’Islam, simbolicamente rappresentata da Hira, un utente di facebook : “Sono musulmano e pakistano. La mia fede non è così debole da sentirsi minacciata da un fumetto o da un film o da un libro. La mia fede e il mio amore per il Profeta è al di sopra di tutto, anche oltre ai confini dell’odio e dell’estremismo. Lui è pace e amore. Io, un musulmano, condanno l’omicidio. Loro non sono noi”.
Spes ultima dea.
https://www.facebook.com/arnaudmontagard.photography/photos/a.10150342127582433.393756.280632872432/10153025180602433/?type=1

Credo che tutto quello che è stato detto in questo articolo possa corrispondere alla verità di un pensiero che si sta sempre più affermando fra le persone, però a tutto questo vorrei aggiungere qualcos’altro che magari può essere sfuggito. La dove l’Islam la fa da padrone regna la miseria e l’ignoranza e l’illusione dell’aldilà agiato da a questo popolo la capacità di non dare valore alla vita ( terrena ) perciò materiale giusto per preparare qualsiasi operazione dove la vita viene rischiata ( il non valore della vita terrena non è soltanto dell’Islam, soltanto nelle altre religioni hanno smesso di crederci) e con un capitale di simile forza difficilmente troveremo una trattativa. I martiri non si trovano nelle persone agiate ma nella miseria e nell’ignoranza e perciò fino a che tutti i poteri del mondo non si metteranno in testa di fare qualcosa per cambiare questa situazione difficilmente ne usciremo…………ma siamo sicuri che a qualcuno o più di uno questa situazione non faccia comodo ? A me viene da pensare………………………