
Casa Editrice: Il Pozzo di Micene Editore
Anno: 2012
N.Pagine: 128
Formato: 17×24
Prezzo : 13,00 €
La Toscana è universalmente conosciuta per il suo immenso patrimonio storico e artistico, per la solare bellezza dei suoi paesaggi; la sagacia del suo spirito pratico ed arguto, ed anche per alcune sue tradizioni dal carattere fantastico e ludicamente irrazionale che la rendono terra incline alle leggende, al mistero e alle suggestive credenze popolari. Da questa cultura deriva un cospicuo bestiario di creature fiabesche, di fate, di orchi, di mostri e di folletti che animano il folclore toscano. Da secoli, infatti, si tramandano le proverbiali burle del Linchetto, del Beffardello, del Boccalone e di altri elfi beffardi e dispettosi; così come si racconta che nei boschi delle Apuane vivano uomini giganteschi e pelosi che conoscono i più antichi segreti della pastorizia. Nelle campagne si vocifera di creature schive e temibili come il Gatto Mammone, il Foionco, il Barbantano e la Gatta Ignuda. Da tempo immemorabile le vecchie comari narrano storie sulla Biliorsa, sull’orchessa Cecchina o su Magorte (l’uomo selvaggio che vive sui monti); mentre le nonne toscane mettono in guardia i nipoti da certi esseri tenebrosi, come la Marroca e l’Orcotondo, che stanno in agguato nei torrenti e negli stagni. Non vi è provincia toscana in cui non si parli di entità fantastiche: le storie sui Lupi Mannari fanno parte della tradizione senese e maremmana, quelle sugli Uomini Selvatici abbondano in Garfagnana e in Lunigiana. La credenza nei folletti è diffusa in Versilia e in Lucchesia mentre i racconti sulle belle Ondine sono tipici del Mugello e della zona di Firenze. E ancora suggestive leggende, raccontano di Fate bellissime che si nascondono in grotte segrete, dalla Vallata del Serchio alla Val di Cecina, dal Mugello al Casentino, dal Valdarno ai rilievi dell’Amiata.
Con meticolosa cura, l’autore ha qui raccolto, descritto ed illustrato tutti gli esseri magici, protagonisti di fiabe, leggende, proverbi, filastrocche e persino di colorite dicerie.Nello sfogliare queste pagine, scoprirete un aspetto divertente quanto inconsueto della cultura regionale, che arricchisce di un alone poetico e favoloso la tradizione popolare della Toscana.
Matteo Cosimo Cresti
laureato in Architettura presso l’Università di Firenze, è professore di Storia dell’Arte e Disegno, grafico e illustratore. È Dottore di Ricerca in Composizione Architettonica, attivo nell’ambito della progettazione dell’architettura, della museografia, dell’interior design. Ha insegnato nella Facoltà universitaria fiorentina di Architettura e presso l’Università Internazionale dell’Arte di Firenze. Ha tenuto conferenze in Italia e all’estero, curato l’allestimento di esposizioni importanti; pubblicato testi di storia dell’architettura e cultura del progetto; collaborato con saggi e articoli a riviste prestigiose. Disegnatore finissimo, ha immaginato e interpretato magnificamente le entità favolose toscane, esito di ricerche attente e assai impegnative risolte in disegni di rara bellezza, alcuni pervasi da un alto senso cromatico, tutti realizzati con una sottile percezione del “magico” e una eccezionale espressività conferita ai personaggi.

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