Sarebbe ora di cominciare a rovesciare il martellante mantra dei liberisti, che il progresso si attua col libero scambio e vedere se il valore più importante è il “progresso” o la dignità umana.

Invece, è una possibilità tutt’altro che remota che l’Italia debba rinunciare a produrre acciaio, retrocedendo immediatamente a paese di serie B nell’economia mondiale, e che cominciamo a importare l’acciaio dall’India, dove il gruppo TATA lo produce senza badare minimamente all’ambiente e utilizzando anche minorenni in condizioni di lavoro miserabili. D’altra parte, muoiono così in fretta che non è il caso di versargli contributi per la pensione e, tutto sommato neanche per la sanità…
Sarebbe ora di cominciare a rovesciare il martellante mantra dei liberisti, che il progresso si attua col libero scambio e vedere se il valore più importante è il “progresso” o la dignità umana. Cui i liberisti pensano di venire incontro con onlus e elemosine… Un dazio proporzionato alla differenza di contributi pensionistici e sanitari tra i lavoratori delle nazioni interessate sarebbe una catastrofe, come grideranno i liberisti, o una spinta a migliorare le condizioni di lavoro? Certo, ci sarebbero costi maggiori di organizzazione doganale, in un momento in cui si cerca di ridurre il costo, i tempi e l’oppressione della burocrazia, ma non far niente comporta che a un certo punto si muova la magistratura, che almeno in occidente è un potere autonomo, persino dal liberismo, guarda un po’, e i costi sarebbero più alti e i tempi certamente più brevi.

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