
Barba folta e lunga, sguardo ostile, così appare Fito sul manifesto da “most wanted”, El Chapo locale che ha ereditato l’impero della droga.
Josè Adolfo Macias Villamar detto “Fito “il capo del gruppo criminale Los Choneros, (che conta circa 8.000 uomini), era in carcere di massima sicurezza di Guayaquil dal 2011 per scontare una pena di trentaquattro anni, ma evaso da pochi giorni. La procura ha aperto un’indagine contro due funzionari carcerari che lo avrebbero aiutato ad evadere.
Considerato l’uomo più pericoloso del paese, sospettato di essere il mandante dell’omicidio di uno dei principali candidati alla presidenza del 2023, Villavivencio Fernando, ucciso a colpi di arma da fuoco lo scorso agosto da un sicario colombiano.
Fito dall’umile passato di tassista, laureatosi in giurisprudenza in carcere, attualmente è classificato dal governo un criminale estremamente pericoloso. Il quarantaquattrenne ha ereditato il dominio della droga e assunto il comando assoluto dell’organizzazione nel 2020, successivamente all’uccisione dei sodali Jorge Zambrano e Junior Roldan.
Il leader di Los Choneros, ha abbandonato una cella adornata di immagini, murales in suo onore che ne esaltano la sua figura, oltre a dollari, armi e leoni. La detenzione di Fito era abbastanza sui generis paragonabile a quella di Pablo Escobar in Colombia negli anni 90.
La fuga dal carcere ha generato nel paese caos e violenza, difatti l’Ecuador è sull’orlo del baratro in un inferno di violenza culminata il 9 gennaio in una giornata di attacchi da parte di gruppi armati. Nel carcere decine di agenti di polizia sono stati presi in ostaggio dai detenuti.
Si è scatenata la violenza tra le strade, in uffici, centri commerciali e in una stazione televisiva durante una diretta con la presa in ostaggi di tredici dipendenti, terrorizzando un intero paese.
Da gang di strada, le bande criminali in Equador sono diventate le protagoniste sanguinarie del narcotraffico da quando il paese si è affermato come il principale punto di esportazione della cocaina prodotta nel Perù e Colombia.
Il Rapporto globale sulla cocaina 2023 delle Nazioni Unite ha riportato che la coltivazione di cocaina tra il 2020 e il 2021 è aumentata del 35%. L’instabilità politica ed economica degli ultimi anni ha trasformato l’Ecuador, in passato considerato il diamante grezzo dell’America Latina, oggi in un paese pericoloso a causa delle morti violente.
La polizia attribuisce l’80% degli omicidi commessi a scontri tra gruppi criminali affiliate ai cartelli messicani e colombiani, causa delle lotte di potere che si contengono il controllo, la distribuzione e l’esportazione di droga.
Il presidente Daniel Noboa ha denunciato l’esistenza di un vero conflitto interno all’interno del paese ed ha ordinato alle forze armate di considerare le gang legate ai narcos come obiettivo militare decretando lo stato di emergenza e il coprifuoco per sessanta giorni con posti di blocco, limitazioni di movimento, elicotteri per cercare il boss evaso dal carcere di Litoral di Guayaquil.
Dolores Di Mambro

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