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Europa per la cultura e cultura per l’Europa

La cultura, in tutte le sue espressioni, è al centro delle politiche comunitarie come affermano, e promettono, Parlamento, Consiglio e Commissione europea con una dichiarazione congiunta dai toni roboanti. Obiettivi da sottoscrivere, ai quali ora occorre confermare senso politico e assegnare risorse adeguate
Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, ha chiarito gli intenti di una dichiarazione congiunta delle tre istituzioni Ue, Parlamento, Consiglio, Commissione, firmata a Bruxelles nei giorni scorsi, e significativamente intitolata “L’Europa per la cultura, la cultura per l’Europa”.

di Salvatore Rondello | 8 Luglio 2026

La cultura, in tutte le sue espressioni, è al centro delle politiche comunitarie come affermano, e promettono, Parlamento, Consiglio e Commissione europea con una dichiarazione congiunta dai toni roboanti. Obiettivi da sottoscrivere, ai quali ora occorre confermare senso politico e assegnare risorse adeguate
Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, ha chiarito gli intenti di una dichiarazione congiunta delle tre istituzioni Ue, Parlamento, Consiglio, Commissione, firmata a Bruxelles nei giorni scorsi, e significativamente intitolata “L’Europa per la cultura, la cultura per l’Europa”.

La presidente della Commissione europea ha detto: “La nostra cultura è al centro della nostra identità. Oltre ad essere una fonte di forza economica e geopolitica dell’Europa. La cultura deve rimanere una forza per l’unità e l’apprendimento”.

Le tre istituzioni comunitarie ribadiscono il ruolo dell’Ue nella “protezione della diversità culturale e linguistica e nell’integrazione degli aspetti culturali in tutte le politiche Ue, nel rispetto delle competenze nazionali”.
Le istituzioni si impegnano a porre la cultura “al centro del progetto europeo tutelando e promuovendo la libertà artistica, la diversità culturale, l’inclusione e condizioni eque per gli artisti”. Inoltre, si impegnano a “sostenere i settori culturali e creativi incoraggiando i finanziamenti, l’innovazione e lo sviluppo di capacità”, nonché (sono sempre obiettivi espliciti della dichiarazione) promuovendo “il ruolo dell’Europa come leader culturale e creativo globale”.

La dichiarazione congiunta riconosce inoltre gli “immensi benefici che i settori culturali e creativi europei apportano in termini di promozione di un’identità europea condivisa, alla base dei valori fondamentali dell’Unione quali la libertà, l’uguaglianza e il rispetto dei diritti umani, e di rafforzamento della competitività”.

I firmatari riconoscono il ruolo chiave che la cultura svolge nell’affrontare le sfide contemporanee tra cui le tensioni geopolitiche, i cambiamenti climatici, la transizione digitale, la disuguaglianza sociale e la crisi della salute mentale. Sottolineano il contributo dei settori culturali e creativi alla crescita economica, all’innovazione, alla coesione territoriale e alla sostenibilità ambientale.

Non è precisamente chiara l’origine di tale documento, né sembra palese la tempistica scelta. Comunque, gli impegni stabiliti nella dichiarazione si articolano intorno a dodici principi generali. Alcuni dei principi, è stato chiarito a Bruxelles, si concentrano sul sostegno agli artisti e ai professionisti della cultura e comprendono impegni a “proteggere la libertà di espressione artistica, promuovere una retribuzione equa e condizioni di lavoro dignitose nel rispetto del ruolo e dell’autonomia delle parti sociali e promuovere un approccio etico, antropocentrico e basato sui diritti all’uso dell’intelligenza artificiale”.
Altri principi della dichiarazione comune mirano a promuovere un più ampio accesso alla cultura e alle professioni culturali e creative,in particolare per i giovani, le persone vulnerabili o emarginate. Comprendono l’impegno a “migliorare l’accesso inclusivo alla cultura, a promuovere l’educazione artistica e a rafforzare il sostegno ai giovani artisti e a quelli provenienti da contesti svantaggiati”.

Roberta Metsola, presidente del Parlamento europeo, al momento della firma ha dichiarato: “La storia dell’Europa è raccontata attraverso la sua arte, la sua cultura e la sua creatività. La dichiarazione congiunta invia un chiaro segnale che continueremo a porre la cultura al centro del progetto europeo. Sostenendo le menti creative, proteggendo la libertà artistica e rafforzando la nostra diversità culturale e linguistica, stiamo investendo non solo in uno dei maggiori punti di forza dell’Europa, ma anche nei milioni di persone il cui talento, innovazione e creatività aiutano le nostre società ed economie a prosperare”.
Obiettivi sottoscrivibili, dichiarazioni roboanti. Ora, come sempre, occorre passare dalle parole ai fatti, prevedendo, fra l’altro, risorse economiche adeguate e le modalità per poterle usufruire.

Salvatore Rondello

Europa per la cultura e cultura per l’Europa
Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Salvatore Rondello

Salvatore Rondello è nato a Trapani il 11 luglio 1954. Dal 1982 vive e lavora a Roma.
Dopo aver conseguito la maturità con il massimo dei voti, ha proseguito gli studi in economia e commercio presso l’Università degli Studi di Venezia “Ca’ Foscari”.
Studioso di problematiche sociali, economiche e politiche con particolare attenzione alle tematiche del credito, del welfare e del mercato del lavoro, ha organizzato diversi convegni ai quali sono intervenuti importanti personalità del mondo accademico, politico e sindacale.
Opinionista, consulente artistico e poeta, ha coordinato diversi dibattiti culturali tra i quali sono annoverati diverse presentazioni di nuove pubblicazioni librarie.
Alcuni suoi scritti sono stati pubblicati in diverse riviste e quotidiani. Da settembre 2016 collabora con la Redazione del quotidiano “Avanti on line”.
Nel febbraio 2015 pubblica per Aletti Editore la raccolta di poesie “Vagazioni” classificata finalista nella II edizione del Premio Internazionale “Salvatore Quasimodo”.
Si è sempre battuto socialmente per la tutela del patrimonio artistico e naturale, per la diffusione della cultura, per la difesa Resistenza dei diritti umani e dei valori della Costituzione della Repubblica Italiana nata dalla Resistenza.

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