• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Euro alla riscossa, effetto positivo a scapito degli Stati Uniti

In questo ultimo periodo, un rialzo superiore all’1%, vede il cambio dell’euro contro il dollaro sopra 1,16, ai massimi da ottobre del 2021. Questo fenomeno di crescita dell’euro è sotto gli occhi di tutti negli ultimi mesi. L’euro, contro le principali valute mondiali, quest’anno ha registrato un apprezzamento superiore al 12%. E se fino a febbraio si parlava apertamente di possibile discesa dell’euro sotto la parità con il dollaro, adesso la tendenza è quella di arrivare a 1,20, soglia che non si vede da 4 anni.

di Salvatore Rondello | 15 Giugno 2025

In questo ultimo periodo, un rialzo superiore all’1%, vede il cambio dell’euro contro il dollaro sopra 1,16, ai massimi da ottobre del 2021. Questo fenomeno di crescita dell’euro è sotto gli occhi di tutti negli ultimi mesi. L’euro, contro le principali valute mondiali, quest’anno ha registrato un apprezzamento superiore al 12%. E se fino a febbraio si parlava apertamente di possibile discesa dell’euro sotto la parità con il dollaro, adesso la tendenza è quella di arrivare a 1,20, soglia che non si vede da 4 anni.
Il cambiamento di tendenza è avvenuto quando mercoledì pomeriggio (ore italiane), gli Stati Uniti hanno pubblicato il dato sull’inflazione di maggio: 2,4% dal 2,3% di aprile, un rialzo inferiore alle previsioni. Su base mensile, solamente +0,1%. Poi, c’è stata la comunicazione dell’indice dei prezzi alla produzione, che sempre a maggio sono cresciuti di appena lo 0,1% mensile (dal -0,2% di aprile) e del 2,6% annuale. Tale indice tende ad anticipare i movimenti dei prezzi al consumo per i mesi successivi.
Nel complesso, il rischio inflazione sussiste, anche se ad oggi appare meno intenso di quanto temuto. Il cosiddetto “effetto pass-through“ si sta verificando per il momento solo parzialmente. Le imprese evitano di scaricare i maggiori costi delle importazioni sui consumatori, pur stretti da indebolimento del cambio e aumento dei dazi. La Federal Reserve sembra così recuperare qualche margine di manovra per tagliare i tassi di interesse come pretende il presidente Donald Trump.
Questo spiegherebbe il recente boom dell’euro. I mercati stanno scontando un allentamento monetario negli USA, mentre la Banca Centrale Europea (BCE) segnala di volersi prendere una pausa sui tassi.
Però, il governatore francese François Villeroy de Galhau ha spiegato di non avere alcuna posizione predeterminata in vista del prossimo board di luglio. Si atterrà ai dati macro, ha dichiarato. Un modo per tenere viva la speranza di un ulteriore taglio, sebbene le previsioni del mercato siano per un rinvio di tale decisione a settembre.
Il boom dell’euro è senza dubbio una buona notizia per l’unione monetaria. Anzitutto, perché segnala che l’area sia percepita relativamente sicura nello scacchiere internazionale. A tale proposito, tuttavia, la stessa BCE ha notato come l’oro abbia superato l’euro nelle riserve internazionali. C’è molta strada da fare per convincere il resto del mondo a puntare sui nostri asset. In secondo luogo, un cambio più forte riduce i rischi legati all’inflazione poiché abbassa il costo delle importazioni. Questo trend potrebbe spingere Francoforte a tagliare i tassi più di quanto finora abbia previsto.
Se il boom dell’euro proseguirà nei prossimi mesi e anni, potremmo trovarci dinnanzi ad un cambio di paradigma. Dopo la crisi del 2008 l’Eurozona ha puntato quasi esclusivamente sulle esportazioni per crescere, cioè sul cambio debole. Ciò ha spostato l’attenzione dalla domanda interna, che è rimasta perlopiù depressa ovunque. Consumi delle famiglie e investimenti delle imprese sono finiti in secondo piano. Adesso, può verificarsi il contrario. In realtà, sta già avvenendo con l’annuncio del riarmo europeo in deficit.
Bisogna avere il senso storico di quanto stia accadendo in controtendenza ai livelli bassissimi a cui era precipitata la moneta unica contro il dollaro. Ricordiamo che prima della crisi del 2008, il cambio sfiorò 1,60. Nell’autunno del 2022 tornava sotto la parità per la prima volta dopo 20 anni. Ma ora sembra avere recuperato parte dell’appeal perduto tra risse politiche e crisi dei debiti. Gli stessi titoli di stato nell’area euro stanno diventando asset di riferimento per gli investitori internazionali. Le ragioni si troverebbero nel superamento delle tensioni sui conti pubblici che potranno beneficiare in una moneta in risalita nei prossimi anni. I titoli che già rendono discretamente, grazie all’effetto cambio potrebbero offrire soddisfazioni ancora maggiori agli investitori.
Se tutto andasse bene, l’economia europea sarebbe nei prossimi anni più impostata sul rilancio della domanda interna e meno dipendente dalle esportazioni. Al netto del boom dell’euro, lo suggerisce la stessa svolta sui dazi dell’amministrazione Trump. Il libero scambio tra stati non tornerà come prima. La globalizzazione ha già raggiunto il suo culmine prima del Covid e le catene di produzione da allora si stanno accorciando. L’economia tedesca presenterebbe maggiori margini di manovra, non solo sul piano fiscale. I consumi delle famiglie superano di poco il 50% del Pil contro il 60% dell’Italia, adesso potrebbero crescere, a beneficio delle esportazioni dei partner europei verso la Germania. Gli interscambi verrebbero dirottati in parte nelle vicinanze delle nostre frontiere.
Con queste valutazioni fatte dagli analisti economici, si potrebbe dire che la ripresa dell’economia dell’area Euro è un effetto positivo a scapito degli Stati Uniti grazie alla politica trumpiana, senza dimenticare che non mancano le incertezze future.

Salvatore Rondello

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Salvatore Rondello

Salvatore Rondello è nato a Trapani il 11 luglio 1954. Dal 1982 vive e lavora a Roma.
Dopo aver conseguito la maturità con il massimo dei voti, ha proseguito gli studi in economia e commercio presso l’Università degli Studi di Venezia “Ca’ Foscari”.
Studioso di problematiche sociali, economiche e politiche con particolare attenzione alle tematiche del credito, del welfare e del mercato del lavoro, ha organizzato diversi convegni ai quali sono intervenuti importanti personalità del mondo accademico, politico e sindacale.
Opinionista, consulente artistico e poeta, ha coordinato diversi dibattiti culturali tra i quali sono annoverati diverse presentazioni di nuove pubblicazioni librarie.
Alcuni suoi scritti sono stati pubblicati in diverse riviste e quotidiani. Da settembre 2016 collabora con la Redazione del quotidiano “Avanti on line”.
Nel febbraio 2015 pubblica per Aletti Editore la raccolta di poesie “Vagazioni” classificata finalista nella II edizione del Premio Internazionale “Salvatore Quasimodo”.
Si è sempre battuto socialmente per la tutela del patrimonio artistico e naturale, per la diffusione della cultura, per la difesa Resistenza dei diritti umani e dei valori della Costituzione della Repubblica Italiana nata dalla Resistenza.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Antonio di Meco su Fermare le macchine per salvare la democrazia
  • Angioletta Massimino su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Angioletta Massimino su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti