Xiao Kaiyu
Primavera
Chiama me, vita!
Proprio come io chiamo te, eroica!
Lascia che io vada giù così.
Primavera! Che roba!
Odio l’intelligenza limpida e loquace.
Odio il vecchio ipocrita,
più insidioso del giovane ipocrita,
fa entrare la vita, eh, la vita, nella menzogna
quanto dà l’amore!
Il tempo scivola irreparabilmente nel vaso di miele.
Il suo ricco contrario,
il mio segreto sviluppato nell’intimo
voli dolenti.
Per vie tortuose procedo fra montagne.
Ed ecco, mi libero.
Ah, un passo falso! Voglio andarmene.
Nato a Chengdu nel 1962, attualmente residente a Shanghai, dove svolge la professione di giornalista e dirige la rivista Jiushi niandai (Anni Novanta), in Cina Xiao è considerato un poeta “narrativo”, come Sun Wenbo e altri il cui lavoro si svolge negli anni novanta, prima nel circuito samizdat, poi pure in pubblicazioni ufficiali. Xiao si è fatto anche un nome come critico.
La poesia, nella traduzione di C Pozzana, è tratta su Licenza Creative Commons)




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