Credo che serva una premessa sui numeri di queste elezioni: PD e PDL hanno preso il primo 160mila voti in più della lista Ulivo del 2006 e il PDL 50mila voti in meno della somma FI+AN, dimostrando che i due elettorati si sono cristallizzati. Andando invece ad analizzare il disastro che ha colpito il mondo laico, liberale e socialista direi che l’analisi più cruda e veritiera è che in queste elezioni persino una Rosa nel Pugno allargata a tutti i laici, liberali e socialisti possibili, con le liste fatte nel migliore dei modi, con un candidato premier a vostra scelta avrebbe preso al massimo il 3%: al 4% infatti non ci sarebbe mai arrivata perchè la gente, e la cosa dispiace anche me, ha scelto un sistema politico fatto da due grossi partiti e due medi di protesta come Lega e IDV. Quindi di fatto non si può ripartire da li’ e nemmeno dal PS che ha tremendamente fallito non prendendo nemmeno quei 600mila-700mila voti che più o meno i vari partiti socialisti hanno sempre preso nella seconda repubblica. Forse bisognerà rassegnarsi ma un elettorato laico e socialista propriamente detto di fatto non esiste più in Italia. E quindi che fare? Il mio consiglio al PS è quello di smetterla di attaccare il PD e di promuovere insieme a PD e a coloro che ci staranno della fu Sinistra Arcobaleno(e quindi penso agli ex DS, a gran parte di Rifondazione e ai Verdi..) una Epiney italiana per la creazione di un partito sullo stile del New Labour legato in qualche modo al PSE(ma sarà una cosa lunga..) che possa ambire al 40%, ben sapendo che alla sua sinistra si creerà un partitino comunista che però se non verrà abbeverato negli enti locali avrà sempre dimensioni microscopiche. Altre cose non sono possibili. Stessa sorte toccherà presto all’UDC che al massimo potrà ottenere da Berlusconi il passaggio da una monarchia assoluta ad una monarchia costituzionale,&! nbsp;ma il cui destino inevitabilmente è legato alla costruzione di un PDL al quale anche essa dovrà partecipare. Per quello che riguarda gli altri laici, liberali, liberalsocialisti e repubblicani temo che sia una storia finita o quasi e che l’unica possibilità possa essere nel lunghissimo periodo(ovvero 5, 10 o 20 anni..) provare a creare un partito laico e liberaldemocratico, sull’idea di quel Partito della Democrazia sognato da Giovanni Amendola fino a Spadolini, legato all’ELDR. Andando sul concreto credo che si dovrebbe ripartire da subito da quel poco di esistente che c’è ovvero PRI e PLI, iniziando a concentrarsi sulle uniche due prospettive nelle quali si potrà nei prossimi cinque anni contare qualcosa: ovvero le elezioni Europee del 2009 e le amministrative che si succederanno nei prossimi anni. Soprattutto sarà fondamentale ripartire dal territorio: in particolar modo da quelle zone che oggi non hanno una vera rappre sentanza territoriale, come lo è la Lega al Nord o Lombardo in Sicilia, e sto pensando alla Romagna, alla Toscana, alle Marche, al Lazio e in generale all’Italia centrale. Ovviamente bisognerà ripartire anche da quelle zone come Piemonte, Liguria, Calabria e Sicilia dove una traccia anche flebile di quello che furono i partiti laici, liberali e riformatori c’è ancora, ma mi concentrerei particolarmente sulle regioni sopra citate. Primo perchè sono zone appunto in cui esiste anche se sottotraccia un elettorato laico e secondo perché saranno zone in cui vi sarà sempre un elettorato che non si sentirà rappresentato dai due partiti nazionali. Ma per fare ciò bisogna tornare a far politica per davvero sul territorio, andando tra la gente e capendo quali sono le loro esigenze e le loro paure. Un partito, anche con l’Edera e il Tricolore liberale come simboli, che non speri di prendere voti in base al suo nobile passato ma che sappia prendere dal suo passato tutto il meglio: ovvero la coerenza in politica estera a fia! nco di S tati Uniti ed Israele, il rigore economico(perché il debito pubblico è il problema dei problemi dell’Italia e finchè non sarà risolto non si potrà far nulla di concreto per il futuro dell’Italia..), il buon governo delle città e delle regioni basato sul buon senso e sul pragmatismo, l’attenzione al dramma energetico e a quello ambientale solo per citare alcuni temi chiave. Ripartendo da qui potremmo avere la fiducia, e i voti degli italiani: è ora di iniziare un percorso ben sapendo che sarà difficile e lungo ma solo questa è la via che possiamo seguire. Spero che ora la si possa intraprendere tutti insieme.
Federico Baldini

d’accordo!
Carissimo Puccio mi sembra di essere stato chiaro: si deve ripartire dalle cose concrete e dai problemi del territorio, solo che credo che sarebbe utile una cornice europea ben precisa che per storia e per differenziazione dal PD che comunque sarà legato sempre più in futuro al PSE e al PDL che lo è già del PPE non può che essere che la casa europea dei liberaldemocratici ovvero l’ELDR. E degli appartenenti a quella casa mi piacerebbe che in Italia prendessimo esempio dai catalani di Convergencia Democratica che hanno molto da insegnare su cosa sia il buon governo di una regione importante come la Catalogna senza demagogie nè buonismi.
Io Paolo parto da un dato oggettivo ovvero dal numero di voti che è davvero pressochè identico a quello del 2006, il chè vuol dire che il PDL ha retto alla scissione della Destra e alla progressione della Lega. Non mi sogno nemmeno di dire che il PDL sia andato male, semplicemente si nota quanto gli elettorati di PD e PDL siano oramai cristalizzati (e questo non è certamente un bene per chi come noi magari aspirebbe a strapparne dei pezzettini..). Gli sconfitti di queste elezioni sono ben chiari e sono sotto gli occhi di tutti. E prima guarderemo a fondo la realtà facendocene anche una ragione dentro noi stessi e prima potremo tornare ad essere in sintonia con gli italiani. Spero di vedervi presto tutti e due! Un saluto
Buttata là ! Si continua a piangere sulle bandiere più o meno consunte ,più o meno strappate dal vento ! Od a rincorrere questo o quello ,per l’ossessione di trovare un punto di riferimento . Nessuno pensa ad…essere seguito ,invece che seguire?
La srtrada è lunga , e c’è da lavorare molto .La prima incombenza sono le idee chiare ,mi pare…
Scusa Federico, non vorrei essere troppo “interventista”. Anch’io sono deluso del nostro e vostro risultato e avrei preferito qualcosa di diverso. Ho gia scritto abbastanza in un altro articolo di pari data.
Dobbiamo però essere oggettivi: loro hanno vinto e noi proprio non ci siamo!. Lo ha deciso il popolo, sollecitato da tutti e non solo dai vincitori, ma prendendo atto della situazione attuale. Abuso del famoso termine: è la democrazia bellezza!
Ma dall’analisi del voto non si può dire che hanno avuti meno dei voti di AN e FI del 2006. AN ha avuto un’emorragia chiamata Storace-Santanché. FI non ha avuto i piccoli alleati se non il partito pensionati che sappiamo cosa conta.
Io che vovo al NORD so anche perché la Lega di Bossi ha preso quella montagna di voti, soprattutto in Veneto, dove Bossi conta meno.
Prendiamone atto e lavoriamo per il futuro che interessa più voi giovani che noi vecchi e che va costruito non sulle critiche agli altri ma sulle proposte allìelettore.
Spero che ci sentiremo presto.