In quest’anno di grazia duemilaquattordici, il clima politico italiano è in fibrillazione per la paura di taluni protagonisti eccellenti del potere politico, economico e culturale, di perdere la loro funzione di guida morale e pratica del Paese.
Il tempo non ha modificato la cattiveria degli uomini che gestiscono il potere o che tentano di appropriarselo con la forza o con la diffamazione.
Il dramma “Mani Pulite” terminatosi con la fine dei partiti politici che erano al Governo, tranne quel definito comunista, sembra essere ancora in atto oggi per la lotta tribale tra vecchi e nuovi protagonisti del potere politico.
L’Italia sembra essere la “Galilea” avanti Cristo, governata da ERODE IL GRANDE, che appena appreso dai Magi la nascita del “Re dei Giudei” ordinò l’uccisione di tutti i bambini di Betlemme, età fino ai due anni.
E l’impressione di somigliare alla Galilea è sorretta da narrazioni (come quella di SVETONIO) secondo cui, pochi giorni prima della nascita di Augusto, a Roma circolava la voce che stava per nascere un re per il popolo romano. Allora il Senato, repubblicano, preoccupato, da tale notizia, ordinò di uccidere tutti nati in quell’anno.
In quest’anno di grazia duemilaquattordici, il clima politico italiano è in fibrillazione per la paura di taluni protagonisti eccellenti del potere politico, economico e culturale, di perdere la loro funzione di guida morale e pratica del Paese.
All’epoca della nascita di Augusto, che divenne il primo Imperatore Romano, si uccidevano i bambini, ora si mettono fuori gioco i giovani delusi dal comportamento degli anziani manipolatori del potere politico ed economico per i loro specifici interessi a discapito di quelli del popolo.
Nel 1994 a Roma si decise la morte politica e fisica dello statista Bettino Craxi, un grande difensore della Repubblica e della democrazia.
Nel 2011 si sfiancò Berlusconi prima con i tradimenti di due suoi collaboratori importanti e poi con l’aiuto decisivo della Magistratura, che accusò e condannò lo stesso Berlusconi per evasione fiscale.
Oggi, sempre gli stessi personaggi, tramano contro il “Rottamatore” Matteo Renzi intenzionato a dare un nuovo assetto politico all’Italia che perde autonomia e sovranità ogni giorno per la crisi economica mondiale e per far parte dell’Unione europea monetaria e niente affatto politica.
La lotta a Renzi è iniziata dal giorno che ha vinto le primarie nel PD ed è aumentata da quando ha sostituito Letta al governo. I nemici più accaniti contro Renzi sono proprio nel PD.
Infatti, D’Alema, Bersani, Letta, Civati non perdono occasione per ostacolare il cammino di Renzi per le riforme indispensabili per uscire dalla crisi. La confusione politica implosa nel PD rafforza la lotta delle opposizioni. Anche Forza Italia è costretta a dire la sua per spronare Renzi a essere più determinato nei confronti del PD che ha raggiunto il 40% nelle votazioni europee per la fiducia riposta in Renzi da parte del popolo.
Renzi ha fatto bene adesso a parlar chiaro: “O le riforme o si va al voto”. Per tanti avvoltoi politici, ovunque annidati, sarà difficile essere riconfermati. E sarà la bocciatura politica a far capire loro gli errori commessi quando pensavano a tutelare i loro lauti stipendi e infiniti privilegi a spese dei poveri elettori ridotti alla fame o al suicidio. Chi crede di poter imitare Erode il Grande o il citato Senato Repubblicano di Roma si sbaglia perché sottovaluta la capacità di reazione del popolo. Il fenomeno Grillo insegna.
E’ difficile per molti eccellenti politici convincersi di dover fare compagnia all’ex Presidente della Camera dei deputati Fini, e agli ex PM Di Pietro e Ingroia.
Nessuno pensa, in questo buio periodo politico, di poter finire direttamente nell’inferno continuando a magnificare l’entrata in Europa, come in un paradiso terrestre. E’ l’avverarsi della profezia di Craxi.

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