Del liberismo sui generis di Ernesto Rossi si parlerà mercoledì 9 aprile dalle ore 16.45 a Palazzo Vecchio (Sala delle Miniature).

La ricetta di Rossi era sostanzialmente in senso liberista, ma di un liberismo eretico, tanto che lui stesso coniò il termine dirigismo liberale. Un ircocervo per i detrattori ma applicato da Rossi alla gestione dell’Arar, l’azienda di Stato per il rilievo e l’alienazione dei residuati bellici, dette i suoi frutti. L’Arar è stato l’unico ente di Stato a produrre profitto.
Del liberismo sui generis di Ernesto Rossi si parlerà mercoledì 9 aprile dalle ore 16.45 a Palazzo Vecchio (Sala delle Miniature) in occasione della presentazione del volume Ernesto Rossi, Breviario di un liberista eretico (Rubbettino 2014, pp. 104, € 10,00), un’agile raccolta di pungenti scritti di Rossi sulla democrazia, il libero mercato e le loro interazioni con lo Stato e il cittadino.
La raccolta è stata curata da Gianmarco Pondrano Altavilla (Università di Napoli Federico II) e reca la prefazione di Gaetano Pecora (Luiss Roma).
Oltre al curatore del volume parteciperanno alla presentazione, organizzata dalla Fondazione Ernesto Rossi e Gaetano Salvemini e dalla Fondazione Circolo Fratelli Rosselli con il patrocinio del Comune di Firenze, il vice-presidente della Fondazione Rossi-Salvemini Sandro Rogari (Università di Firenze), il presidente della Fondazione Circolo Rosselli Valdo Spini, Simonetta Michelotti (Fondazione Rossi-Salvemini) autrice di alcuni volumi e saggi su Ernesto Rossi, e Federico Gianassi, presidente del Quartiere 5 e segretario comunale del Pd.

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