Ringrazio il direttore Cariglia per averci offerto, in chiusura di un anno di buone letture su PENSALIBERO, un inedito e simpatico articolo a firma di Oscar Bartoli, un amico che riesce sempre, pur da oltre oceano, a portarci piacevoli ricordi di storia fiorentina, di cui è stato in parte anche protagonista. Cosi come protagonista è stato Emilio Pucci, non solo creatore di moda di fama internazionale, ma fiorentino vero, attaccato alla sua città, di cui è stato esponente politico per alcuni decenni: deputato alla Camera per due legislature in rappresentanza del Partito Liberale (1963-1972), consigliere comunale a Firenze dal 1970 al 1980, poi nell’amministrazione successiva come indipendente nelle liste della DC. Un altro liberale, che negli stessi anni frequentava Palazzo Vecchio, Adalberto Scarlino (consigliere e assessore lui stesso) così scrive di Emilio Pucci: “In consiglio comunale alle amministrative del 1970 la rappresentanza liberale era affidata a tre consiglieri (EmHio Pucci, Oscar Bartoli e Piero Ciullini) e un rappresentante liberale, Ubaldo Rogari, era stato eletto in Consiglio regionale. Invece nel 1975 il PLI, in calo di consensi, ebbe un solo consigliere, Emilio Pucci, che rimase “in trincea” per cinque anni a difendere la postazione, avendo sempre contro gli altri grossi partiti dello schieramento politico, dai democristiani ai socialisti, ai comunisti (senza che gli mancasse, talora, qualche dissenso, anche eccessivamente polemico, dall’interno del PLI stesso). Seppe comunque ben sostenere le scelte che qualificavano il Partito dei liberali, anche quando questo significava andare controcorrente. E certo Emilio Pucci non era né conformista né conservatore; guardava alla costruzione di una città più viva e più ricca, che personalmente voleva collegata al mondo con un aeroporto, quello di Peretola, che chiedeva fosse ingrandito; diversa l’opinione della maggioranza dei dirigenti del PLI, fiorentini e toscani, favorevoli alla priorità di un collegamento ferroviario con quello di Pisa.” La citazione, riportata qui integralmente, mi sembra sia sufficiente a definire il profilo di questo grande personaggio ed è tratta da Firenze e oltre. / liberali fiorentini negli anni Settanta (Brambilla-Fantoni, B&V 2016), mentre una dettagliata nota biografica dedicata a Emilio Puccì è inserita anche nella raccolta Per non dimenticare. Lberali nella storia fiorentina e nazionale (Brambilla, B&V 2019), dove, a firma di tanti collaboratori, sono riportate quaranta biografie di liberali illustri, e tra questi nomi compaiono anche alcune belle figure femminili, di solito dimenticate dalle cronache politiche.
La ringrazio, caro direttore, per l’attenzione che lei dedica a questo mondo culturale che sembra, ahinoi!, lontano e dimenticato.
Marisa Brambilla

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