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Elezioni romane/2|Il secondo foglio trovato ai piedi del Pasquino

di Giuseppe Mele | 8 Maggio 2016

Ha mollato alla fine Bertolasso. Incontinente, tutti d’attorno, han ben sentito. E non è la prima volta.

Tutti, Rutelli, Prodi e Berlusconi, sempre a raddoppiargli le emergenze sulla schiena per poi all’improvviso, lasciallo solo. Così Mister Emergenza era stato troncato dai 2 prefetti sindaci commissari di Roma. Ogni volta il prima Bertoraddoppio finisce sempre con Bertolascio.

Lui, candidato a capoccia delli romani, voleva vendetta contro i gemelli prefetti commissi. Alla corte longobarda di re Alboinoni, godeva di gran credito, lui funzionario divenuto manager con tanto di stigmate da persecuzione giudiziaria ancora in corso.

Erede della stirpe dei Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno nell’Urbe avrebbe ricevuto degno riscatto dopo le infamanti accuse ricevute in cambio delle buone opere fatte a Napoli e L’Aquila.

L’avo Bertoldo, contadino ruspante dal cervello fino, aveva difeso il re Alboinoni dalla corte femminile che lo voleva comandare. Piedi grossi e ruspe, il contadino aveva nascosto uccelli in quantità nello scrigno che le dame non dovevano aprire. Quelle mosse a cupio, s’erano rivelate mendaci, guardando dentro il cofanetto e facendosi investire da onde di passeri solitari.

 Anche Bertolasso, con Mihailovic, aveva detto al re di zittirle. Il posto delle donne era letto, cucina, e nel caso con la puerpera a sgravare gli eredi di casata; se no le dame si sarebbero fatte coprire dal volo in massa degli uccelli.

Il risultato ora è che sono stati entrambi esonerati dalla corte longobarda. Ridotti a Bertoldino e Cacasenno, figlio e nipote, uno appena  rinsavito, l’altro ancor più inscimunito.

Per la vie, strepitava, mussolina, la vox populi destri: Bertolasso non va, non va, non va. Perché?’ Non se po’ fa. Questo è un coglione. E inaiutabile.

Torna a casa, sulla ruspa sporca come il mulo di Bertoldo che non voleva lavarsi, per l’ennesima volta derubato dalla rivincita. Bertolasso o Bertolascio, ormai è egli stesso un’emergenza cronica italiana da soccorrere.

Per tanto tempo la sinistra ha voluto far credere che la destra di per sè fosse un problema ed un emergenza. Ci volevano Bertoldo, Bertoldino, Magolfa e Cacasenno perché diventasse un fatto. 

Pubblicato in : Primo pianoTag: berlusconi, elezioni, emergenza, figlio, massa, napoli, prodi, riscatto, roma

Info Giuseppe Mele

Studi tra Bologna, Firenze e Mosca.Già attore negli ’80, giornalista dal 1990, blogger dal 2005. Consulente UE dal 1997. Sindacalista della comunicazione, già membro della commissione sociale Ces e del tavolo Cultura Digitale dell’Agid. Creatore della newsletter Contratt@innovazione dal 2010. Direttore di varie testate cartacee e on line politiche e sindacali. Ha scritto Former Russians (in russo), Letture Nansen di San Pietroburgo 2008, Dal telelavoro al Lavoro mobile, Uil 2011, Digital RenzAkt, Leolibri 2016, Renzaurazione 2018, Smartati, Goware 2020,Covid e angoscia, Solfanelli 2021, Il Male assoluto sullo schermo 2022.

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