
Le elezioni amministrative in corso sono particolarmente importanti. Si rinnovano i consigli comunali e i sindaci. Tra le città coinvolte anche Venezia, Mantova, Prato, Chieti, Avellino, Salerno e Messina. Ciò che colpisce maggiormente è il quasi totale silenzio stampa come se le elezioni non interessassero più agli elettori. Viene da pensare che forse al potere ci sono persone che vorrebbero abolirle.
Sono ben 6.624.575 gli elettori italiani chiamati al voto per il turno annuale delle elezioni amministrative 2026 per il rinnovo dei consigli comunali e l’elezione diretta dei sindaci. Il voto coinvolgerà sia le regioni a statuto ordinario sia quelle a statuto speciale, con un calendario articolato e differenziato. In tutto 894 comuni di cui 121 superiori a 15mila abitanti e 773 pari o inferiore a 15mila abitanti.
Nelle regioni a statuto ordinario si vota domenica (con seggi aperti dalle 7 alle 23) e lunedì (dalle 7 alle 15). In questa tornata, 5.250.489 elettori rinnoveranno le amministrazioni di 661 comuni, tra cui 15 capoluogo di provincia: Lecco, Mantova, Venezia, Arezzo, Pistoia, Prato, Fermo, Macerata, Chieti, Avellino, Salerno, Andria, Trani, Crotone e Reggio Calabria. Nei comuni con più di 15mila abitanti, l’eventuale ballottaggio si terrà domenica 7 e lunedì 8 giugno.
Sono invece 1.374.086 gli elettori chiamati al voto in 233 comuni delle regioni a statuto speciale, con un calendario diversificato. In Valle d’Aosta, il primo turno è fissato per domani, con eventuale ballottaggio il 7 giugno. In Friuli Venezia Giulia e in Sicilia, le consultazioni si svolgeranno domani e lunedì, con ballottaggio in Sicilia il 7 e 8 giugno. In Sardegna, infine, il primo turno è previsto per 7 e 8 giugno, con eventuale ballottaggio il 21 e 22 giugno. Nelle regioni a statuto speciale i comuni capoluogo da rinnovare sono Messina, Enna e Agrigento.
Il Ministero dell’Interno ha fatto sapere che i dati dell’affluenza e i risultati delle regioni a statuto ordinario e della regione Sardegna, a cura della Direzione centrale per i Servizi elettorali del Dipartimento per gli Affari interni e territoriali del ministero, saranno disponibili online sulla piattaforma web Eligendo e sull’app Eligendo Mobile.
Due le sfide emblematiche: Venezia, ora guidata dal centrodestra, e Reggio Calabria, attualmente di centrosinistra.
Ed è qui che molti big nazionali si troveranno per l’ultimo miglio di campagna elettorale, dalla segretaria del Pd, Elly Schlein, ai vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani, impegnati in una fitta agenda tra Consiglio dei ministri e appuntamenti internazionali.
A Venezia, dopo dieci anni di guida di Luigi Brugnaro, il centrosinistra prova a riconquistare la città schierando Andrea Martella, ex sottosegretario del Conte 2, che è riuscito a mettere insieme tutto il campo largo. Contro l’offensiva delle opposizioni, il centrodestra schiera Simone Venturini, stimato assessore uscente al Turismo. La sfida è descritta in salita in una città in cui il dibattito degli ultimi mesi è stato dominato dalle polemiche per la nomina di Beatrice Venezi alla Fenice e le frizioni tra il governo e il presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco sulla presenza del padiglione russo.
A Reggio Calabria, dopo 12 anni di guida di Giuseppe Falcomatà, il centrodestra unito punta su Francesco Cannizzaro, deputato e coordinatore regionale di Forza Italia.
Cannizzaro sfida Domenico Battaglia, che si candida per il centrosinistra al posto di Falcomatà che è stato eletto in Consiglio regionale. Battaglia è sostenuto da Pd, Avs, Casa riformista e alcune liste civiche.
Occhi puntati anche su Salerno, dove è il campo largo si presenta diviso e dove la candidatura dell’ex governatore Vincenzo De Luca, già sindaco della città, è sostenuta da una singolare coalizione di centrosinistra. Il Pd non presenta il proprio simbolo. M5s e Avs appoggiano un altro candidato, Franco Massimo Lanocita, già dirigente di Pci e Ds e consigliere regionale. Gherardo Maria Marenghi guida il centrodestra ed è sostenuto da Fratelli d’Italia e Forza Italia.
Ma il vero problema per tutti i partiti è rappresentato dalle prossime elezioni politiche, dove la maggioranza vuole arrivarci con una nuova legge elettorale per consentire all’attuale governo di restare al potere anche nella prossima legislatura.
Dopo il muro del centrosinistra e i dubbi tra gli alleati, arrivano correzioni al primo testo depositato in commissione Affari costituzionali della Camera, concordate dal centrodestra nei vertici a Palazzo Chigi. Pronta una nuova proposta che prevede di alzare da 40 a 42% la soglia per far scattare il premio di maggioranza. Una modifica che non cambia i termini di incostituzionalità della cosiddetta riforma elettorale, meglio definibile controriforma istituzionale.
Salvatore Rondello

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