Oltre 4mila lavoratori in mobilità, 3600 in cassa integrazione straordinaria, 14mila a rischio di perdere il posto, 407 aziende in crisi, 39 sull’orlo della chiusura. I dati economici della Toscana relativi al primo semestre del 2005 fanno impressione. Il grido d’allarme questa volta viene dal sindacato, anzi dal sindacato principe: la CGIL. L’analisi fatta dal segretario Silvestri è impietosa. “Come si fa a non parlare di crisi strutturale dell’economia toscana e a non essere preoccupati?” puntualizza il responsabile regionale della Camera del Lavoro. Difficile non essere d’accordo. Anche perché Silvestri poi prosegue nella sua analisi e va alla ricerca delle cause con due attacchi precisi rivolti non a caso alle due principali realtà economiche locali, gli industriali e il potere pubblico. I primi sono responsabili del “nanismo” delle imprese, che impedisce alle aziende di competere sul piano internazionale, il secondo, udite, udite, non è stato capace di razionalizzare l’apparato dei servizi che rappresenta una parte non indifferente del PIL regionale. L’esempio di Silvestri è calzante “abbiamo 11 ambiti territoriali per i rifiuti e ben 25 aziende di gestione. La più grande ha un fatturato di 73 milioni di euro, quando per costruire un termovalorizzatore ne servono invece 250”. Meglio non si potrebbe dire. Anche perché Silvestri continua dicendo senza mezzi termini che con i soldi risparmiati per gli stipendi di tanti direttori, presidenti e consigli di amministrazione si potrebbero ottenere risorse per abbassare il livello delle tariffe.
Qui si impone una riflessione. Senza volerlo infatti Silvestri ha messo il dito nella piaga svelando, ma noi ne abbiamo parlato più volte, come funziona il sistema di potere instaurato dai Ds a livello regionale. Una miriade di enti e aziende parapubbliche che servono a garantire posti di lavoro e a creare sul territorio una rete di riferimento utile, anzi utilissima, nelle campagne elettorali. Interrogato sulle critiche del sindacato il presidente Martini ha detto di essere totalmente d’accordo. Le aziende saranno certamente ridotte. Ma questo – ha continuato il governatore – non deve autorizzare nessuno a dire che quei posti erano stati creati per fare del clientelismo.
C’è da restare allibiti. La solita doppiezza tipica del vecchio Pci. Se non era per la clientela, per quale ragione fu fatta quella parcellizzazione aziendale? Comunque al di là delle intenzioni i fatti hanno dimostrato che era un’operazione sbagliata da ascriversi ad amministratori incapaci o incompetenti. Perché la gravità della situazione toscana è proprio questa: nonostante quello che i nostri governanti dicono di se stessi, non siamo bene amministrati. E il bello è che l’ opposizione non sembra accorgersene.
ECONOMIA: SIAMO AL COLLASSO
L’analisi impietosa del segretario regionale della CGIL, Silvestri, chiama in causa industriali e poteri pubblici. Perché la gravità della situazione toscana è proprio questa: nonostante quello che i nostri governanti dicono di se stessi, non siamo bene amministrati. E il bello è che l’ opposizione non sembra accorgersene.

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