Come alcuni sanno ho una esperienza professionale divisa tra il mondo dell’economia e quello della sanità. Due mondi apparentemente molto diversi tra loro ma legati da leggi comuni. Spesso ricordo ad esempio come anche in sanità le modalità di finanziamento vadano indirizzate con logiche di valore (outcome clinici) e come in finanza si ricerca la massimizzazione dell’income (ROI-ritorno sul capitale) in sanità bisogna massimizzare l’outcome (risultato Per i pazienti) rispetto al livello del capitale investito (finanziamento ricevuto). Cito Porter.

Tante le dimensioni comuni ma una ha attirato la mia attenzione ultimamente.Spesso parenti, amici ed alcune volte conoscenti mi chiedono consigli che riguardano l’uno o l’altro aspetto.Molti di loro sono professionisti nei loro settori e persone con un livello di istruzione elevato eppure mi rendo conto che mancano di conoscenze di base che ci aspetteremmo di riscontrare. Quindi figuriamoci gli altri. Non si tratta quindi di mancanza di cultura o di un adeguato livello di scolarizzazione ma della mancanza di conoscenze che poi si riflettono anche negativamente nelle scelte che fanno per indirizzare investimenti o la gestione di questioni di salute legate a loro stessi o a loro amici oppure nella valutazione di questioni che riguardano questi due aspetti. Spesso nel mondo degli investimenti noto che mancano completamente aspetti di base necessari prima di intraprendere gli investimenti. Nozioni sui concetti di volatilità dei mercati, di conoscenza delle diverse caratteristiche degli strumenti finanziari (complessità, liquidità, rischio implicito, costi), sugli effetti della diversificazione, in generale poca consapevolezza sul proprio profilo di tolleranza al rischio e quindi sull’orizzonte di investimento più adatto al proprio profilo. Scelta che si porta dietro poi la possibilità di investire più o meno in strumenti di maggior rendimento ma maggiore rischio. Tutto si schiaccia sul rendimento. Questo mi ha fatto guadagnare questo no. Indipendentemente da quando è stato fatto l’investimento e se questo fosse adatto all’investitore.
Nel mondo della sanità noto che manca invece la consapevolezza di come sia organizzato il nostro fantastico sistema sanitario. Non si è capito quando si deve andare in PS, quando rivolgersi al medico di medicina generale, come chiedere una prestazione ambulatoriale e quali siano le priorità assegnate nella prescrizione di una visita o di una prestazione diagnostica. Non si sa che gli ospedali non sono tutti uguali ma sono organizzati per livello di complessità. Tutto si schiaccia sul fatto che non sia stato possibile ottenere una prestazione subito. E questo crea una pretesa di prestazioni. Ma il nostro sistema assicura la cura, non la prestazione. Bisognerebbe investire molto di più in comunicazione formazione e conoscenza in questi due ambiti. Un cittadino informato e consapevole diventa un cittadino capace di scegliere e di valutare.
Cosa ne pensate?
Mario Alparone

Lascia un commento