Il centrodestra si appresta a intraprendere e probabilmente vincere la prossima campagna elettorale cavalcando il tema della giustizia. Il PD, colpevolmente, si attarda a negare Il problema.

Casomai è l’ennesima dimostrazione di quanto, in Italia, tutto si trasformi inesorabilmente in commedia per l’appunto all’italiana. E, soprattutto, quanto gli “stregoni” delle trame per condizionare gli eventi della politica sottraendoli alla determinazione degli elettori, siano malaccorti fino a sconfinare nel grottesco. Battere il record di velocità della Giustizia (tre gradi di giudizio in un anno), sottrarre un imputato al giudice naturale per consegnarlo nelle mani di un altro giudice con forte tendenza all’autosputtanamento, nonostante la regia del primo giornale italiano (Corriere della Sera), rappresenta un clamoroso autogol.
E, soprattutto, offre pretesti insperati proprio al bersaglio di queste trame, Berlusconi, ed al centrodestra.
Se qualcuno ancora non lo avesse capito, la colpevolezza o meno di Berlusconi diventa secondaria rispetto ad uno spiegamento di forze, procedimenti, intercettazioni, interpretazioni ad personam (al pari delle leggi) quali non si erano visti dai tempi eroici di Mani Pulite.
Politicamente la conseguenza è sotto gli occhi di tutti. Il centrodestra si appresta a intraprendere e probabilmente vincere la prossima campagna elettorale cavalcando il tema della giustizia.
Il PD ed il centrosinistra, colpevolmente, si attardano a negare l’esistenza del problema. Non perché non vedano quanto grande sia l’anomalia della giiustizia italiana, ma per timore di essere accusati di “collusione con il nemico”
E sbagliano due volte. La prima perché, in politica, non è mai bene mentire a se stessi e negare l’evidenza: è un comportamento che ti indebolisce agli occhi degli elettori. Secondariamente, perché sarà loro tolta visibilità ed efficacia in campagna elettorale.
Per chi non lo avesse ancora capito, il nuovo e vecchio bipolarismo italiano, sul piano della propaganda, è non centrosinistra-centrodestra. Il bipolarismo delle prossime elezioni sarà centrodestra-magistrati.
Ed il PD, che si ostina a negare il problema invece di cercare di risolverlo con proprie ricette, va incontro ad una nuova sconfitta, schiacciato sulle posizioni della magistratura più oltranzista, incapace di interpretare un ruolo autonomo.
Con una aggravante: che nemmeno Matteo Renzi, costretto a rincorrere quelle medesime posizioni per coltivare l’aspirazione al vertice del PD, risulterebbe una carta spendibile.
Quanto meno non decisiva.

il comportamento del giudice Esposito ha dell’incredibile e forse anche un po grottesco se sotto non ci fosse qualcosa di molto più grosso di una semplice intervista . Mi sembra impossibile che un giudice dall’esperienza consolidata dell’Esposito non sapesse che cosa avrebbe scatenato il suo intervento ed a chi avrebbe giovato. Andreotti diceva ” a pensare mele è peccato ma che spesso ci si indovina ” non vorrei che la lunga mano di qualcuno non fosse giunta dove doveva arrivare…..l’avv. Coppi mi sembrava troppo tranquillo::::::::::::::……
La parlata di Esposito in campano indecifrabile sarebbe ancora perdonabile se derivasse da una scarsa conoscenza dell’italiano. Il fatto grave è che il dottor Esposito ha voluto parlare in ” antilumbard ” e questa è la vera provocazione inconcepibile per l’ufficio che ricopre. Urge un evidente pensionamento anticipato di interi settori generazionali della magistratura, e non solo.
La magistratura italiana è ormai uno strumento politico.