Avevamo avvisato più volte su Pensalibero le “doglie” del nuovo partito: l’8.5.2017 scrivemmo: Papa Francesco ha tolto il “Non expedit” all’Azione Cattolica http://www.pensalibero.it/papa-francesco-tolto-non-expedit-allazione-cattolica/ ; altri a seguire.
Monsignor Antonio Spadaro, il quale sembra il regista dell’operazione, annuncia ora su l’ultimo numero de “La Civiltà Cattolica”, con l’appoggio di Marco Bentivogli (Fim-Cisl) la nascita del partito dei “Cattolici competenti”. Spadaro improvvisamente assurse alla visibilità dei media con la nomina a direttore de “La Civiltà Cattolica” il 6 settembre 2011 prendendo il posto di GianPaolo Salvini che deteneva l’incarico da oltre venticinque anni, memoria storica di più Pontefici ed il più longevo direttore della Rivista, da papa Giovanni Paolo II a papa Ratzinger, ben due papi. Un primato che sicuramente Spadaro non eguaglierà. Ma a differenza del precedente Direttore ha un rapporto molto stretto con l’attuale pontefice che va al di là della cura della secolare Rivista. La novità non meraviglia; papa Francesco è uomo politico forgiatosi sotto la dittatura argentina e sa perfettamente, affinché il cattolicesimo sopravviva nel mondo, soprattutto in un’Europa scristianizzata, che vi è la necessità di “contaminarsi” nella sua secolarità in modi decisi e da protagonisti. In fondo è quello che “i talebani” del cattolicesimo gli rimproverano: di fare molta politica fuori dai canoni tradizionali, cioè nascostamente. Papa Bergoglio è diretto e trasparente col rischio di fare qualche sproposito teologico quando parla a braccio, ma certamente non possiamo negare il raggiungimento del suo obbiettivo.
D’altronde di chi poteva servirsi Bergoglio, gesuita, per far rinascere il partito dei cattolici se non ad altri gesuiti che furono da sempre “la guardia bianca” del papato e quindi della Chiesa? Ricordate: obbedienti “ perinde ac cadaver” ? Senza dimenticare che alle spalle hanno una storia di intromissione politica mondiale secolare. Ricordiamo anche che “La Civiltà cattolica” ha celebrato da pochi anni i suoi primi cento cinquant’anni di vita e quei primi gesuiti, quali Luigi Taparelli d’Azeglio, fondatori, appunto, con Carlo Mari Curci della Rivista, uomo colto e politico di vaglia come tutti nella sua nobile famiglia, furono i primi e non ultimi dell’anima politica di un Papato espropriato del suo Stato e alla riscossa contro un illuminismo e successivamente un positivismo e materialismo aggressivi.
Ma Spadaro non sopravviverà al prossimo Papa, poiché obbediente alla “Regola” si sta esponendo troppo. Di recente ha trafficato per sostituire il direttore dell’Osservatore Romano imponendo l’amico don Andrea Monda al posto di Giovanni Maria Vian, docente universitario da ben undici anni alla guida della “Gazzetta Ufficiale” dello Stato del Vaticano. Il sommovimento interno nelle stanze vaticane continua. Ricordiamo la sostituzione alla Stampa vaticana dal laico Paolo Ruffini con Andrea Tornielli, altro laico proveniente da “La Stampa” e nominato al Dicastero per la Comunicazione più vicino alla CEI.
Perché penso che Spadaro non sopravviverà con il nuovo Papa? Perché pur costretto dalla sua missione ad esporsi c’è già chi all’interno delle stanze vaticane cova la sua vendetta: un partito che ad ogni testa caduta, nonostante il promoveatur ut amoveatur, ingrossa le sue fila e tiene nel mirino chi alzi oggi troppo la testa.
Come sarà il nuovo partito ? Il Papa ha più volte escluso la nascita di un partito cattolico troppo identificabile con il Vaticano quale fu la Democrazia Cristiana, preferendo che i singoli cattolici inseriti nei vari partiti esistenti in Italia siano pronti al richiamo ecclesiastico quando occorra. Quindi niente riesumazioni postume della “balena bianca” di antica memoria; piuttosto tanti “ pesci siluro” nascosti nella fanghiglia della politica pronti a colpire i pesci autoctoni.
Quanto alla competenza avvertiamo il giovane Spadaro che non è l’unico requisito a rivestire un buon politico: il caso del “competentissimo” e “cattolicissimo” Formigoni docet.
Guglielmo Adilardi

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