Un Paese dove i Liberali prendono più voti di tutti, i socialisti sono secondi ed anche gli animalisti vanno in Parlamento.
E’ successo in Olanda. In Italia no, ma sono contento lo stesso.
I liberali hanno vinto le elezioni politiche nazionali
Vi invito a leggere i risultati, con la assegnazione dei 150 seggi in Parlamento.
- Partito per la libertà e la democrazia seggi 41 . Si tratta de liberali, appunto, che aderiscono al gruppo dei liberali e democratici europei ( il terzo dopo popolari e laburisti );
- Democratici 66 seggi 13. Sono i liberali cosiddetti di centro, che fan parte dello stesso gruppo di cui sopra;
- Partito laburista seggi 40. Si tratta dei socialisti che fan parte del gruppo laburista europeo;
- Partito socialista seggi 15
- Cristiano Democratici seggi 13
- Partito della libertà seggi 13
- Verdi seggi 4
- Altri seggi 12 .
Ripeto – lasciatemelo ripetere con piacere, chè non succede spesso – i liberali hanno vinto. E anche i socialisti , secondi, hanno riscosso un bel successo.
Tanti, se non tutti, hanno potuto ottenere una rappresentanza in Parlamento; anche il partito degli animali, con una mucca per simbolo. Perché vige il sistema proporzionale; che , prima di tutto, rispetta la volontà dell’elettore, favorisce la possibilità e garantisce il diritto di scegliere.
Da noi non solo si sta insistendo sul bipolarismo ( avesse fatto pochi danni ! ), ma ancora si elucubra e si arzigogola su soglia di sbarramento e premio di maggioranza, proponendo per l’una il 5% e per l’altro il 15% ! Ma qualcuno vuole dire – anzi, urlare – che queste percentuali corrispondono a milioni ( milioni! ) di voti, sottratti prepotentemente , aggiunti arbitrariamente ? In nome – si blatera – della “governabilità”; per evitare – si gorgoglia – la “frammentazione”. E la democrazia ? E la rappresentanza? E la corrispondenza alla volontà del cittadino elettore ? Si è detto che l’euro esce rafforzato da queste elezioni. Più propriamente, gli olandesi hanno preso atto con realismo delle difficoltà, se non dell’impossibilità, di abbandonare l’odiosa moneta
( dalla cui entrata in vigore tanti cittadini, primi quelli del ceto medio, sono stati violentemente penalizzati ); e hanno apprezzato le proposte liberali sul bilancio e sulla lotta alla speculazione.
Poi è stato un piacere leggere, da un corrispondente da Amsterdam, che, sì, Internet, la rete ( si dice così ? ), l’informatica sono stati protagonisti anche della campagna elettorale; ma che il recupero di consensi del ministro liberale uscente Mark Rutte è stato ottenuto – lo certifica l’andamento dei sondaggi – con la presenza sul territorio, con le conversazioni nei vari centri, con le strette di mano, con le parole scambiate e gli impegni personalmente presi: tra uomini; tra cittadini. Non – non solo – tra clic e talk show.


Carissimo Adalberto,
vedo che non sono stato il solo a notare il risultato delle elezioni olandesi. In Italia si continua con la solita storia che la colpa di tutto sia dei “piccoli partiti” quando tutta la nostra storia repubblicana dal 1946 ad oggi, se riletta bene, ci dice esattamente il contrario. Però le elezioni olandesi dovrebbero essere di stimolo a tutti i liberaldemocratici italiani: perchè non ci può essere una lista realmente liberaldemocratica alle prossime elezioni politiche nel 2013 anche in Italia? Mica dovremmo per forza, e per l’ennesima volta dal 1994, optare per il “male minore” tra PD, PDL, UDC, Lega e grillini? L’interesse, piaccia o meno, che sta destando l’iniziativa di Oscar Giannino, liberale e repubblicano doc, forse ci dovrebbe spingere a provarci. Da repubblicano non sono ottimista ma ci spero… Un abbraccio
E questo puo’ succedere perche’ in Olanda esiste un partito liberale (anzi due) ma facenti capo alla medesima famiglia politica europea, mentre in Italia ci si ostina a sostenere che non ci sono motivi che ne giustifichino la presenza. E se si spera che la rivoluzione liberale la facciano ex democristiani…..(e’ anche e soprattutto un problema di formazione culturale).