Forse aveva ragione Lewis Carroll, a volte per comprendere la realtà è necessario attraversare lo specchio, come Alice, per scoprire cosa c’è dall’altra parte e rendersi conto che quello che sembrava un riflesso fedele della natura dei fatti è invece, per l’appunto, solo un gioco di specchi. Questa considerazione ci è sorta dalla lettura dei commenti e delle prese di posizione dei principali protagonisti della campagna elettorale fiorentina, ovvero Matteo Renzi e Giovanni Galli, apparentemente schierati su fronti opposti, in realtà così vicini da sembrare due immagini speculari. E dunque se, come Alice, volessimo attraversare lo specchio e vedere entrambe le facce dei due sfidanti, forse ne uscirebbe uno scenario che potrebbe sembrare del tutto immaginario ma che invece, ogni giorno che passa, sembra acquisire maggiore concretezza.
I quotidiani fiorentini si spendono a scrivere di una battaglia e di un confronto elettorale aperto come mancavano da molti anni in questa città, ma a ben guardare manca proprio l’elemento fondante di questa presunta contrapposizione, ovvero la diversità. Renzi e Galli, infatti, si somigliano, oserei dire in maniera persino sospetta. Facce da bravi ragazzi, appartenenza cattolica ribadita ad ogni piè sospinto, famiglia in primo piano, grande attenzione per il sociale nel quale entrambi operano, un programma elettorale che è lo stesso per entrambi e, per finire, un sottolineato distacco dalla galassia partitica di provenienza. Renzi ha tappezzato la città di manifesti elettorali senza il simbolo del Pd e non è un mistero che stia lavorando ad una lista personale; Galli ha posto come condizione una lista civica a suo nome, con l’appoggio esterno del Pdl. Ma c’è di più. Nessuno dei due candidati attacca l’altro, in questo duello che in realtà non c’è. Si sprecano gli attestati di stima ed il reciproco riconoscimento dei rispettivi valori umani, che potrebbero essere presi come confortanti segnali di una buona educazione elettorale di cui, nel nostro paese, si son perse le tracce ed invece sembrano proprio messaggi in codice: non pestiamoci i piedi e prepariamo il terreno per il dopo. Prova ne sia che il quotidiano della famiglia Berlusconi ha dovuto inventarsi un titolo rissoso su Renzi da dare all’intervista a Giovanni Galli usando parole che, nel pezzo, non compaiono affatto, anzi, al contrario, si è notato anche qui l’intento di smussare gli angoli da parte del candidato del Pdl che usa toni molto morbidi anche a proposito del sindaco uscente Leonardo Domenici.
Proviamo allora a fare un passo indietro. Alle primarie del Pd hanno votato anche molti elettori del Pdl, in base alla convinzione che Renzi fosse il male minore per questa città e che il suo programma fosse sottoscrivibile perché per l’appunto praticamente coincidente con quello del centrodestra. Dopo aver vinto le primarie, Renzi si becca lo schiaffo della sinistra antagonista e di parte del Pd che non lo sostiene, con la decisione presa dal Consiglio comunale di conferire la cittadinanza onoraria a Beppino Englaro, scatenando un putiferio di polemiche e l’intervento a gamba tesa dell’arcivescovo Betori. Intanto “il ragazzo” dichiara di voler fare piazza pulita della vecchia nomenklatura di partito, ma non si sa dove possa prendere i 120.000 voti necessari ad essere eletto sindaco, mentre Time addirittura lo proclama l’Obama italiano. Eccola qui, la soluzione: fare ciò che ha fatto Obama, puntare su un voto trasversale, che permetta di tagliar fuori la sinistra antagonista, ed ipotizzare una Giunta bipartisan dove ci sia posto anche per l’opposizione che così andrebbe al governo della città pur non avendo vinto e facendosi rappresentare da un uomo che potrebbe essere il fratello maggiore di Renzi. Non a caso, crediamo, il maggiore quotidiano cittadino ha pubblicato un’intervista a Zeffirelli, da sempre sostenitore del centrodestra, che auspica proprio questo soluzione. Fantapolitica? Può darsi, ma la possibilità del voto disgiunto rende concreta questa ipotesi, che pare accreditarsi da sola visti i toni di non belligeranza adottati dai due presunti avversari. Se poi una simile opzione, ovvero un governo cittadino bipartisan, possa essere letta come il frutto di un laboratorio politico di grande modernità oppure l’istituzionalizzazione del gattopardesco “tutto cambi affinchè nulla cambi”, è questione di spessore umano e di valori in campo: a voi, cari lettori, la risposta a questo difficile quesito. Noi, per ora, ci siamo limitati a leggere il futuro attraversando lo specchio come Alice.
ChiBo

Chiara,
allora il discorso diventa davvero antropologico e deve mettere nel vetrino il cattofiorentinismo che in tutto il novecento ha spadroneggiato a Firenze, ora cattoclericale e fascista ora cattocomunista. Molti fattori spingono a che il cattofiorentinismo controlli il 99,99999…% della popolazione, coaptando rapidamente anche immigrati e chiunque sia di recente acquisto. Un’antica modestia economica collettiva, e dirla modestia è benevolo, eccita e dilata il ricordo familistico in radici comuni, e fin qua niente di male perchè è processo non solo fiorentino. Ma qua le presunte radici comuni si stravolgono abbarbicandosi ai volori estetici ruminati da tempo in valori turistici. Così si avvia a riscattare la modestia dei ricordi in una supponenza strisciante e mediocre, che non tarda a credersi unicità benedetta e edulcorata dalla retorica del chiostro a primavera o dalla ricerca nelle notti d’inverno dell'”homeless” a cui donare la coperta. È un’unicità che comporta sempre la convinzione di superiorità e qua il cattofiorentinismo rivela tutto il suo veleno nascosto, tanto da giocarsi indisturbato sia come cattoclericalismo sia come cattocomunismo. Il cattofiorentinismo è il tumore vero della città, e questo intendevo affermando che i laici devono conquistare S.Maria del Fiore o saranno sempre perdenti. D’altra parte esiste una costruzione della cristianità che non abbia alle spalle cultura e tecniche anticristiane? M.S.
Caro Puccio, ma non c’è da scegliere…è esattamente quello che ho scritto. O davvero ti illudi che i due candidati siani diversi e si diano battaglia?! Io la cittadinzna onoraria la darei solo al Buon Senso, peccato che non si sa più dove stia di casa…
Solo un appunto alla crociata in esseree ben individuabile . Se la bandiera della “laicità” deve essere sventolata solo per “annegare ” ogni altra considerazione riguardo i due ( Renzi o Galli ) ,i quali avrebbero la “colpa” di una cultura cattolica , mi sembra proprio una posizione stupida . A parte il fatto che Spini è un Valdese ,c’è da considerare che la necessità di raccolta (l’imperativo è far numero ) garantisce solo che nell’ammucchiata finiscano tutti quelli che altrimenti non vrebbero spazio. Quelli che sostenevano l’attuale maggioranza comunale. E qualcuno può rimpiangerli ? A chi pensate di attribuire la prossima cittadinanza onoraria di Firenze ? A Grillini , o Luxuria , o Caruso ? A certi interpreti “vaticanisti ” trinariciuti non credo sia da attribuire troppo credito mi pare. Cerchiamo di valutare serenamente e persone e programmi , e quindi scegliere senza paraocchi . Ne sarete capaci …?
Caro Marzio, sono d’accordo con te. Intanto abbiamo provato, con questo pezzo, a lanciare il sasso nellostagno o, se preferisci, a dire che il re è nudo, nella speranza che i fiorentini si rendano conto di qaunto si sta preparando a loro insaputa. Per il resto…vedremo.
E aggiungo che i laici per riorientare e riprogettare la propria cultura, le proprie ragioni e la propria presenza farebbero bene a entrare e esplorare l’abisso che separa il cattolicesimo dal cattolicesimo politico quale è venuto a configurarsi dalla “Rerum novarum” in poi fino all’attuale appiattimento del primo sul secondo. M.S.
Ritengo che in questa finta battaglia per la poltrana di sindaco a Firenze i veri laici debbano unirsi “obtorto collo” con la sinistra del PD anti Renzi e ovviamente anti Galli, con la proposta Spini e magari con le varie sigle della sinistra comunista. Mi costa molto, moltissimo questa conclusione, ma il dovere di un laico non è quello di scovare uno spazio qualsiasi, come sempre l’ammucchiata al centro, per illudersi di rimmetersi in gioco, ma di combattere senza compromessi il cattolicesimo politico di qualsiasi colore, che è la vera nomenklatura cittadina. Solo una strategia di alleanza dei laici con la sinistra permetterà di isolare Renzi e Galli e di mostrarne la sostanziale identità politica. I due non solo sono cattolici conclamati, ma fanno anche un po’ pena, Renzi il furbetto spiccio e concreto, modello di manager cattolico, e Galli l’uomo che viene dall’onesto sport parrocchiale. In entrambi la recita della semplicità. La maggioranza del popolino cattoclericale e cattocomunista non lascia alcun dubbio sugli esiti e sul pasticcio che governerà Firenze nei prossimi otto anni, Firenze la città intimamente più codina e scanzonata d’Italia. Che i laici si tirino fuori e smettano di sognare l’ennesimo incontro al centro. M.S.
Caro Puccio, ammiro il tuo ottimismo ma non mi sento di condividerlo. Ci saranno troppi compromessi per arrivare a governare, e come sempre ne farà le spese la città.
Certamente ,le somiglianze ci sono .Ma si possono rilevare ( a parte la faccenda delle “facce da bravi ragazzi “) anche con altri pretendenti ,almeno guardando ai programmi , e questo pone un ulteriore difficoltà . Gli schieramenti “autorevoli” sono due ,ma i programmi simili sono di più ( e questo inevitabilmente vista la passata conduzione ). Di fronte ad un dilagare di “sparigliamenti” e di “ritorni al buonsenso”,l’ipotesi che l’elettorato resti disorentato e si frantumi seguendo e il ragionamento e vuoi l’obbedienza , non è certo peregrina . Ed in caso di ballottaggio ci sarà un notevole assalto alla diligenza.Sarà bene verificare chi accetta certi “amici” invece che altri.
Speriamo che la credibilità personale ,più che l’appartenenza ,possa fare il miracolo a Firenze ;dando ai fiorentini ,finalmente ,un buon Sindaco.