Abbiamo leggi che mancano del regolamento attuativo da molti anni, e se si pensa di forzare la situazione c’è l’occhiuto TAR del Lazio che annulla ogni delibera.

Questi “nuovi democratici” che perseguono ostinatamente la dittatura della minoranza perchè questa è la moda anglosassone, e quindi cosa importa se in un paese come il nostro, privo di tensioni sociali e con un alto rispetto delle istituzioni, il parlamento sarà rappresentativo solo del 25% degli elettori, forse non hanno presente che le leggi si attuano attraverso i regolamenti, e che la demenziale destrutturazione della nostra alta burocrazia, con lo scopo di garantire a quanti più possibile un lautissimo stipendio e una fetta di potere, ha talmente moltiplicato il numero di chi ha “diritto” di dire la sua nell’emanazione di un regolamento, che rende impossibile addirittura convocarne le riunioni.
C’è una regola sul funzionamento degli organismi complessi, che i tempi per mettere d’accordo gli aventi diritto a partecipare a una riunione sulla data della medesima aumentano esponenzialmente con l’aumentare del numero dei membri che vi devono partecipare. Così abbiamo leggi che mancano del regolamento attuativo da molti anni, e se si pensa di forzare la situazione c’è l’occhiuto TAR del Lazio che annulla ogni delibera.
Se un atto di governo non taglia questo nodo gordiano, anche il parlamento più snello e bipolare e con regolamenti che limitino gli emendamenti e i tempi di discussione, magari con la regola che voleva un sensibile democratico e attento costituzionalista come Berlusconi (facciamo votare solo i capigruppo) potrà solo misurare l’impotenza delle sue leggi di fronte ai 1000 costosissimi direttori generali che si azzuffano sul regolamento attuativo: tutti per difendere il loro potere, alcuni per difendere la lobby che non vuole quella legge.

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