Succot, Festa dei Tabernacoli o delle Capanne, segna una settimana di pura gioia nel calendario ebraico. Essa cade il 15 del mese di Tishrì, 5 giorni dopo lo Yom Kippur, il Giorno dell’Espiazione, ed appartiene al Ciclo delle Feste solenni con le quali comincia l’anno ebraico.
Chag HaSuccot, che quest’anno inizia la sera di domenica 13 ottobre, è, assieme a Pesach (Pasqua) e a Shavuot (Pentecoste), una delle tre feste di pellegrinaggio a Gerusalemme.
Succot è detta anche Zman Simchatenu, ovvero “il Tempo della nostra Gioia”: gioia di non possedere altro, se non il calore degli amici, il sorriso dell’ospitalità, la fiducia in una protezione superiore. Gioia di vivere in un’abitazione precaria e temporanea, come lo è la nostra vita.
Un tempo dell’anno in cui si accoglie il passato (secondo la tradizione, ogni giorno si viene visitati nella capanna da un personaggio diverso della storia ebraica: Abramo, Isacco, Giacobbe, Giuseppe, Mosè, Davide e Salomone) e si festeggia con fiducia il futuro.
Una festa in cui si agitano specie vegetali differenti – palma, mirto, salice e cedro – per simboleggiare unità, spensieratezza e legame con la natura e la terra.
La festa in cui, fin dai tempi biblici e come raccontato nella Torà, tutte le nazioni del mondo sono protagoniste.
Il MEIS vi augura Chag Succot Sameach, felice Festa delle Capanne!
Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah – MEIS

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