Nell’ arena politica s ‘avanza un prode guerriero. Beh,forse, il termine guerriero è decisamente azzardato. In effetti si tratta di un top manager, poi passato a fare il direttore del comune di Milano con sindaco Letizia Moratti, in seguito inviato ad occuparsi di Expo e individuato dal centrosinistra a candidarsi per guidare la città Erano mesi che i rumor su di lui si facevano sempre più incessanti. Ma quando il PD, anzi Renzi, che lo aveva sponsorizzato, era entrato in crisi, il buon Beppe Sala aveva mollato il Matteo toscano per dirigersi verso Gentiloni. Poi sempre più in solitaria aveva partecipato ad ogni manifestazione politica della sinistra, schierandosi, senza tentennare, a gauche Ora il dado è così tratto: non sul Rubicone, ma essendo a Milano, ai bordi dell’ Idroscalo. Il PD è svaporato e non riesce ad uscire dalla palude politica in cui si è cacciato. Renzi per ora fa il conferenziere e Calenda sogna un fantomatico Fronte Repubblicano. Ed ecco che favorito dalla mancanza di altri leader e confidando nell’ aiuto di amici importanti, decide di schierarsi .
Le truppe ci sono. Intanto arruola Saviano e Majorino e poi mette insieme le varie associazioni di volontariato laiche e cattoliche. Fa leva sull’orgoglio di Milano e sugli altri sindaci di alcune importanti città d ‘ Italia. Userà il PD come un mero strumento organizzativo, ma la linea la detterà lui. L’ uomo come sempre è molto deciso e gli sponsor non gli mancano. Estate rovente , prima della tenzone delle elezioni europee
Roberto Caputo

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