Forse in qualche angolo d’Italia, attaccati al muro o al buio di uno scantinato, è ancora possibile trovare quel manifesto elettorale dell’Unione che sotto l’effige di Prodi recava la scritta “la serietà al governo”. La frase era in effetti molto efficace e aveva anche un suo fondamento. La maggioranza berlusconiana in più di una occasione aveva avuto diverse cadute di stile. Dichiarazioni avventate, qualche comportamento ai limiti insomma un atteggiamento molte volte non da statisti. Anche molti che non erano favorevoli a Prodi e al suo schieramento pensavano comunque che il centrosinistra, grazie alla sua maggiore scuola politica, avesse una maggiore capacità di stare al governo con tutto quello che questo comporta. Ebbene chi lo pensava, si sbagliava e di grosso. Di fronte a questi signori al governo, anche Calderoli diventa un’educanda. I 200 mila, e fra questi decine di parlamentari di maggioranza e di membri dello stesso governo, che hanno sfilato per le vie di Roma, sabato scorso, sono un insulto alla logica prima ancora che alla politica. E un insulto all’intelligenza degli italiani sono state le dichiarazioni di Prodi che nonostante i cartelli “Prodi boia” oppure “Damiano servo dei padroni, vattene” ha avuto la faccia tosta di dire quella non era una manifestazione contro il governo. Sia chiaro niente di male se qualcuno manifesta. Ma onestamente vedere manifestare le stesse persone e le stesse forze politiche che sono al governo e fanno parte della maggioranza parlamentare, e che come tali determinano la linea politica dell’Esecutivo, ha francamente dell’assurdo. Non entriamo nel merito del contendere. Esprimiamo un giudizio su un comportamento che definire ridicolo è un eufemismo. Ma facciamo un passo avanti. Possibile che questi signori non si rendano conto dell’assurdità della situazione? Francamente pensiamo di no. Sarebbe fare torto ad un minimo di intelligenza. Allora perché? A nostro avviso una risposta, sia pure parziale, c’è ed è squisitamente politica. Nel governo si confrontano due linee che sono contraddittorie e che hanno trovato un minimo comune denominatore dal punto di vista elettorale solo nell’avversità a Berlusconi. Da una parte ci sono i riformisti (timidi), dall’altra i massimalisti (sfrontati). A detta di tutti gli osservatori il governo è sbilanciato a favore di quest’ultimi ma il pericolo di un colpo di coda dei riformisti resta. Allora meglio mettere le mani avanti. Migliaia di persone in piazza, con almeno un terzo del governo, sono un messaggio forte per qualche riformista che, nell’Unione, pensi di rialzare la testa. E poi di che meravigliarsi. Se un ex terrorista può essere nella segreteria di un sottosegretario al Ministero degli Interni, perché stupirsi di una compagine ministeriale che manifesta contro se stessa? Appunto “la serietà al governo”.
È nata una nuova categoria politica: il governo di lotta e di opposizione. Sottosegretari e parlamentari di maggioranza sfilano contro se stessi
Ormai siamo al ridicolo. Il Governo Prodi manifesta contro se steso al grido di “Prodi boia” e “Damiano vattene”. Eppure i manifestanti, nella loro logica perversa, hanno anche qualche ragione.

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