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È morto all’ergastolo Ratko Mladic, “il macellaio di Srebrenica”

È morto Ratko Mladic, il generale serbo-bosniaco condannato per genocidio per il massacro di almeno 8.000 musulmani a Srebrenica nel 1995. A confermarlo un funzionario delle Nazioni Unite. E’ passato alla storia come responsabile di una delle peggiori atrocità commesse in Europa dalla fine della Seconda guerra mondiale.

di Agenzia Dire | 28 Agosto 2026

È morto Ratko Mladic, il generale serbo-bosniaco condannato per genocidio per il massacro di almeno 8.000 musulmani a Srebrenica nel 1995. A confermarlo un funzionario delle Nazioni Unite. E’ passato alla storia come responsabile di una delle peggiori atrocità commesse in Europa dalla fine della Seconda guerra mondiale.

La caduta di Srebrenica rappresentò il punto più sanguinoso di una guerra durata più di tre anni. Durante il conflitto Mladic guidò le forze serbo-bosniache anche nell’assedio di Sarajevo, sottoponendo la capitale a un bombardamento pressoché quotidiano con artiglieria pesante e carri armati, provocando circa 10.000 morti.

A Srebrenica – che godeva, in teoria, dello status di “zona sicura”, destinato a proteggere i civili dalla pulizia etnica – le vittime furono sepolte rapidamente in fosse comuni scavate con le ruspe. Nell’arco di quattro giorni, i corpi vennero occultati e, in seguito, alcuni furono riesumati e trasferiti in aree montuose isolate nel tentativo di cancellare le tracce dei massacri.

Secondo quanto accertato dal Tribunale penale internazionale delle Nazioni Unite per l’ex Jugoslavia (ICTY), quelle operazioni rientravano in un progetto di pulizia etnica: l’espulsione forzata dei musulmani bosniaci, dei croati e di altre popolazioni non serbe, con l’obiettivo di rendere serbi i territori bosniaci e prepararli alla realizzazione di una Grande Serbia. Il tribunale ha inoltre stabilito l’esistenza di una cospirazione criminale alla quale parteciparono Mladic, il presidente serbo Slobodan Milosevic e il leader politico serbo-bosniaco Radovan Karadzic, accomunati dal progetto di portare avanti quel piano.

Mladic, che i suoi oppositori avevano ribattezzato “il Macellaio della Bosnia”, non riconobbe mai la legittimità del tribunale. Al momento della condanna all’ergastolo, reagì urlando: “Sono tutte bugie, siete tutti dei bugiardi!”.

Per anni, Mladic e Karadzic rimasero tra i principali ricercati dell’ICTY dopo la fine della guerra e l’intervento delle potenze occidentali. La latitanza del generale, tuttavia, non fu particolarmente difficile: fino alla caduta di Milosevic, nel 2000, Mladic continuò a vivere a Belgrado in condizioni relativamente sicure, anche se lontano dai riflettori.

Milosevic morì in custodia l’11 marzo 2006, pochi mesi prima della conclusione del processo durato quattro anni, nel quale era accusato di genocidio e altri crimini di guerra commessi in Croazia, Bosnia e Kosovo.

Agenzia Dire.it

Pubblicato in : Primo piano

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L’Agenzia Dire nasce nel 1988 e si specializza, nei suoi primi anni di attività, sulle dinamiche politiche parlamentari. Nel corso del tempo matura un’esperienza a tutto campo che la porta ad affermarsi tra le principali agenzie di stampa italiane grazie al completo servizio di informazione offerto. Oggi è un punto di riferimento importante per le istituzioni e le principali testate nazionali e regionali aziende, enti e associazioni. Ha una forte presenza regionale con corrispondenti che coprono tutta l’Italia e dieci sedi operative. Realizza 33 notiziari quotidiani d’informazione: 13 notiziari tematici nazionali e 20 notiziari regionali, che producono 7 giorni su 7, una media di oltre 2.000 lanci multimediali al giorno, 6 newsletter, 7 Tg e Gr tematici. Il direttore responsabile è Nico Perrone.

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